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David Albahari

David Albahari nasce nel 1948 a Pec, nell’attuale Kosovo, da una famiglia ebraica che pochi anni dopo si trasferisce a Zemun, una cittadina alle porte di Belgrado. Laureato in letteratura inglese, il suo primo volume di short stories appare nel 1973. Scrittore di fama internazionale – le sue opere sono state tradotte in quattordici lingue diverse –, vanta una produzione letteraria per molti versi di matrice autobiografica e ispirata spesso alla storia singolare e travagliata della sua famiglia, che si intreccia significativamente con le sorti del Paese natale, la Jugoslavia. È solito affermare infatti, ispirandosi all’I Ching: «Se capisci quello che succede all’interno della tua famiglia, capirai quello che succede nel mondo. Le cose si ripetono, a cambiare è solo la dimensione degli avvenimenti».
Intellettuale di solide radici ebraiche, i suoi racconti e romanzi hanno sempre implicazioni politiche: contrario alla dissoluzione della Jugoslavia, vissuta con grande sofferenza come la perdita non solo della patria ma della propria stessa lingua d’origine, Albahari presiede negli anni novanta la Federazione delle Comunità ebraiche jugoslave, contribuendo in prima persona all’evacuazione degli ebrei dalla Sarajevo assediata e bombardata. Nel 1993 approfitta di un invito per un soggiorno temporaneo in Canada per trasferirvisi stabilmente, evitando così le pressioni e i condizionamenti del nuovo establishment politico serbo in preda a una deriva nazionalistica. Ed è in Canada che prendono vita i suoi ultimi romanzi, tutti incentrati sulla tragica esperienza jugoslava, ritratta tuttavia da punti di vista sempre nuovi e diversi.
Albahari cattura il lettore con una prosa avvolgente, a tratti magmatica, che ricorda in parte la grande lezione stilistica di Thomas Bernhard. È inoltre un apprezzato traduttore: Nabokov, Updike e Shepard sono solo alcuni degli autori tradotti da Albahari in serbo.
Il romanzo Mamac (pubblicato in edizione italiana da Zandonai con il titolo L’esca), del 1996, si è aggiudicato in patria il prestigioso premio NIN e il Balkanica Award come miglior libro dei Balcani. In precedenza, nel 1982, la sua raccolta di racconti
La morte di Ruben Rubenovic [Opis smrti] gli è valsa l’ambito premio Andrić. Sue recenti pubblicazioni, tutte presso Zandonai, sono Zink, Il buio, Ludwig e I'ultimo Sanguisughe

VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 ORE 17:00
Ridotto del Teatro Verdi
Incontro con David Albahari. Intervista di Lorenzo Marchiori
In collaborazione con IRSE - Istituto Regionale di Studi Europei