Il paesaggio del Prosecco Superiore 2

Secondo appuntamento per leggere “Il paesaggio del Prosecco Superiore” fuori dalle visioni estetizzanti di una cartolina, e con la complessità che richiede una realtà profonda, segnata dal passato e dal futuro, abitata e forgiata dall’uomo.

Venerdì 13 ottobre, alle 11.15 a Conegliano, nell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico per il Turismo Francesco Da Collo, lo storico Renzo Derosas, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, offrirà agli studenti e al pubblico interessato un expertise davvero speciale, quello di uno studioso capace di focalizzare il suo sguardo sul paesaggio incrociando la storia, le attività umane, le potenzialità economia passata e attuale, e soprattutto le prospettive per le generazioni a venire. A partire da un elemento distintivo: le Ville venete, icona caratterizzante e ricorrente anche nel paesaggio ‘eroico’ del Prosecco Superiore. Guardare con occhi attenti al territorio per come si modifica costantemente sotto i nostri occhi è appunto il presupposto del progetto promosso dal Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg in sinergia con Fondazione Pordenonelegge.it: tre incontri per coinvolgere i Millennials nella lettura del loro paesaggio, e quindi nella progettazione consapevole del loro futuro.

Diffuse capillarmente sul territorio, le Ville venete si sono caratterizzate per uno strettissimo legame con l’agricoltura, rappresentando spesso il cuore pulsante di un’azienda agricola a partire dalla loro struttura architettonica: al corpo padronale centrale si affiancarono sempre strutture produttive e funzionali, come le ampie barchesse e i granai che servivano per il deposito dei mezzi e dei prodotti. Le ville in tutto il Veneto favorirono lo sviluppo dell’agricoltura e la creazione di un nuovo assetto paesaggistico, contribuendo a plasmarne l’economia e la società. L’intervento di Renzo Derosas focalizzerà quindi un "progetto di paesaggio” di lungo periodo, iniziato parecchi secoli fa e destinato a durare almeno altrettanto. Il territorio deve arrivare possibilmente migliorato e non sfruttato ai discendenti: 'ricercare continuamente il nuovo e consolidare l'esistente' è il claim ideale di quest’area, dove la coltivazione del Superiore si fa “eroica” perché deve fronteggiare pendenze talvolta superiori al 45%, attrezzandosi con carrucole, teleferiche, trattorini speciali. «La candidatura dell’area del Prosecco Superiore a patrimonio UNESCO ha un pregio inconfondibile – sottolinea Renzo Derosas: crede nella cultura della natura e non in una vaga idea di natura incontaminata. Crede nel 'paesaggio culturale', ovvero in quelle aree rese migliori e più belle dall'integrazione virtuosa tra l'azione dell'uomo e quella della natura, paesaggi dinamici di grande bellezza che coesistono con occasioni di prosperità e successo per le generazioni attuali e quelle future». Oggi oltre 3000 famiglie sul territorio risultano interamente dedicate al Prosecco Superiore e le persone impegnate più o meno direttamente sono circa 12mila, il 9-10% della popolazione adulta.  Info O434.15732OO, [email protected]