Incontro con l'editorialista Di Vico

"Territori che guardano allo sviluppo e all’inclusione”: è questo il tema del primo appuntamento con Dario Di Vico, Premio Campiello Economia 2016.

A inaugurare il progetto, giovedì 14 giugno alle 21.30 nella Sala dell’Oratorio San Lorenzo di Rorai – Cappuccini, sarà l’editorialista del Corriere della Sera Dario Di Vico, Premio Campiello Economia 2016: insieme a lui si affronterà la questione dei modelli più ampi di inclusione che offrono al territorio la possibilità di ricambio, non solo generazionale ma anche di idee. Un passaggio ineludibile per reggere alla competizione globale, e facilitare l'aggregazione attraverso un modello di business capace di mixare valori, qualità e competitività dei costi, puntando per esempio alle reti di imprese.  Esistono chiari nessi tra il sentirsi disuguali, la crisi dei valori e il deficit di consenso che affligge la politica: nei quartieri, come nell’industria, sviluppo e inclusione devono procedere di pari passo. In questo contesto la cultura - quella dell’inclusione e prim’ancora la cultura come conoscenza, confronto e condivisione di un centro umano aggregato - aiuta a crescere?


Questo l’interrogativo di fondo del progetto, che sarà verificato attraverso 8 incontri, quartiere per quartiere della città di Pordenone, fino all’11 luglio 2018 in una vera e propria agorà itinerante che vedrà protagonisti, oltre a Dario Di Vico, Moreno Baccichet, Stefano Micelli, Aldo Bonomi, Ilvo Diamanti, Chiara Mio, Guido Guerzoni e Omar Monestier. Otto grandi autori per avvicinare culture diverse, approcciare nuovi scenari, analizzare il contesto in cui viviamo e la sua evoluzione, le sue prospettive, le opportunità e i rischi dei giorni a venire.

Martedì 19 giugno il secondo appuntamento ci porterà a Borgomeduna (ore 21.30, Sala parrocchiale) dove il testimone passerà a Moreno Baccichet, ordinario all’Università di Ferrara, per investigare “La geografia della vita e le potenzialità del paesaggio”: per condividere e pianificare il futuro in relazione non solo alla produttività, ma alla valorizzazione di quelle risorse materiali e immateriali che costituiscono la ricchezza naturalistica, storica e culturale del territorio. 

La partecipazione è aperta al pubblico fino ad esaurimento dei posti disponibili.