Censimento dei poeti

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Giovanni Tuzet

Giovanni Tuzet è nato a Ferrara nel 1972 e vive fra Aquileia (Udine) e Milano. Ha pubblicato le raccolte di poesia 365-primo (Liberty House, Ferrara 1999), 365-secondo (Liberty House, Ferrara 2000) e 365-terzo (Raffaelli, Rimini 2010), più alcune plaquettes fra cui Male lingue (Circolo culturale Menocchio, Pordenone 2009) e Trazioni (Christophe Chomant Éditeur, Rouen 2010), oltre a diverse sillogi in riviste e antologie. È autore della raccolta di saggi A regola d’arte (Este Edition, Ferrara 2007) e insegna Filosofia del diritto presso l’Università Bocconi di Milano.

E-mail: [email protected]

La caccia

Temo che l’alito dell’Anticristo

verrà. Ossia, come uno schiaffo

verrà fra le file degli uomini

impegnati

fra le ceste impagliate verrà

nei fischi verrà dei cacciatori che

non stringono la destra

che non dicono “salute!”

 

O forse verrà nel corpo di chi

ci sta ma non decide

di chi trova gli animali nel folto

e soffiando e a balzi li spinge

disarmato verso i cacciatori

e infine siede a tavola e ha le unghie

pulite

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Ferrara
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Affetti famigliari
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Ho scritto in un pastiche che si può ricondurre al friulano. Non lo so parlare correttamente e ne faccio un artificio, come è sempre la lingua poetica
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Giurisprudenza
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Molto vagamente: nel mio insegnamento accademico di Ermeneutica giuridica parlo del rapporto fra interpretazione giuridica e letteraria nonché, più ampiamente, dei rapporti fra diritto e letteratura.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, francese, inglese, castigliano. Leggo il catalano e il portoghese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Francesce, inglese, castigliano (e occasionalmente catalano e portoghese).
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Ho imparato diverse cose, sia alle Medie che alle Superiori. Del 900 ricordo soprattutto le Avanguardie, Ungaretti e Montale.
    Ora non so come sia. Auspico che si parli del Secondo Novecento nella sua complessità.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Diciamo 4 libri al mese, quindi 48. Se non fosse per gli impegni accademici sarebbero di più.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Filosofia
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Occasionale. In traduzione, se possibile con il testo originale accanto.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Più frequente che con gli antichi.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Ungaretti e Montale per lo studio che ne feci a scuola (del primo mi rimane impressa l'essenzialità, del secondo la costruzione poetica). Zanzotto per le mie scelte di lettore affascinato dalla musica e debitore delle Avanguardie storiche.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    S. Cattaneo, "Peace & Love", 2012
    A. Temporelli, "Terramadre", 2012
    P. Simon Ostan, "Pieghevole per pendolare precario", 2011
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    L'ho fatto in passato. Ora non ne ho il tempo.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Minimo
  • 19. Hai un blog?
    No
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sì, ma ora ho poco tempo
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Non so bene cosa voglia dire. Il poeta che si mette a parlare di politica o di economia dice spesso delle sciocchezze
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    No
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Non lo so, se non facendo un lavoro serio e perdendo meno tempo con narcisismi ed evacuazioni on-line.