Censimento dei poeti

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Alessandra Frison

Alessandra Frison è nata a Zevio, in provincia di Verona, nel 1985 ed è residente ad Arcole.
Attualmente vive a Milano, dove studia Filosofia presso l’Università degli studi di Milano. Collabora come articolista con il magazine Nerospinto e assieme a Tommaso Di Dio è organizzatrice della rassegna poetica “Fuochi sull’Acqua”.
Sue poesie sono comparse nell’Almanacco dello Specchio 2008 (Mondadori) e in alcuni blog e riviste.
Un suo racconto fa parte dell’antologia “Bloggirls, voci femminili dalla rete” (Mondadori 2009).

E-mail: [email protected]

Un giorno resteremo seduti sotto le foglie

i sentieri del parco a segnare la vista


una visione dietro una luce

delle ruote che passano, una voce


è il tempo che ci consuma.


Nelle sere che sfiniscono, nelle correnti di relazioni

che costringono alla vita


la salvezza è sentirci soli

nell’impossibile di qualche viaggio


come un fiume verde da raccontare

tra le regioni inesplorate dell’ovest.


Fuori da questi versi

le nostre esistenze spontanee


il terminare dei corpi nei secoli

avranno un unico paese


e la dispersione del dolore tra le foglie


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Milano
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    sì, innanzitutto per motivi di studio
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Liceo classico. Università di lettere prima, poi filosofia.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    in questo momento non faccio un lavoro in particolare
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Organizzo delle lettura di poesia nella mia città
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, inglese
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Italiano, inglese
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    È fondamentale, ma spesso è fatto male
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    4-5. Ma dipende molto da quanti libri che ritengo interessanti escono in un anno.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Sopratutto saggistica (filosofia, antropologia)
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    I classici sono stati fondamentali nella mia formazione, sopratutto attraverso la lettura in lingua originale.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Li leggo tutt'ora
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Montale, Fortini, Sereni. Per il rigore formale e per un sapere poetico che non smette mai di insegnare.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Sinceramente non ho letto nessun testo, di poeti nati dagli anni 70 in poi, che considero fondamentalmente importanti.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì. Organizzo, assieme ad un altro poeta, delle letture di poesia a Milano. L'evento si chiama Fuochi sull'Acqua.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Li uso per promuovere gli eventi che organizzo
  • 19. Hai un blog?
    no
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    È molto difficile da dire... c'è una carenza di pubblico colto, quindi spesso i poeti che emergono non sono i più meritevoli.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    A dire il vero non molto, ma so che fuori dai confini dell'Europa agli intellettuali viene riconosciuto un maggior valore.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Intanto iniziando a considerare il lavoro degli intellettuali come un vero lavoro, riconosciuto e retribuito.
    Poi si dovrebbe intervenire capillarmente sull'istruzione, per aiutare le persone a capire il vero valore dell'arte e della letteratura.