Censimento dei poeti

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Stefano Lorefice

Stefano Lorefice (Morbegno-SO, 7 Settembre 1977) attualmente è tornato a vivere dove è nato, dopo essersi trasferito a Roma, poi in Francia per diverso tempo. Ha pubblicato le raccolte poetiche Frontenotte (Transeuropa Edizioni, 2011), L’esperienza della pioggia (Campanotto Editore, 2006), Prossima fermata Nostalgiaplatz (Clinamen, 2002) e Budapest Swing Lovers (Edizioni Clandestine, 2004). Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo Il giorno della Iena (Eumeswil Edizioni), dopo la raccolta di racconti Cosmo Blues Hotel (Edizioni Clandestine, 2004).

Sito web: www.stefanolorefice.wordpress.com

Si spostano a migliaia

di mattina verso il centro

oppure verso zone

periferiche industriali, gambe,

sguardi, indifferenze e passi. Se anche solo

uno di loro muovesse in senso

contrario, risulterebbe indifeso,

sgraziato, da poco. Nell’opera

dei decenni che hanno creato le masse

sembrerebbe fuori posto, alienato,

unico.


(da Frontenotte, Transeuropa Edizioni, 2011)

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Liceo Scientifico a Morbegno(SO) ed università a Milano.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo nella stessa città, ma per molti anni ho vissuto molto lontano.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Ho scritto qualche verso nel dialetto locale, del materiale ancora inedito.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho studiato Scienze Naturali all'università.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Assolutamente no
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Non in maniera diretta, sicuramente è un lavoro che mi porta ad aver contatto con molto "materiale" su cui riflettere; un lavoro stimolante a livello creativo, per certi aspetti, e per la mia poetica.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Oltre all'italiano, conosco inglese, francese e qualcosa di spagnolo e norvegese...ho vissuto parecchio all'estero.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Quelle che conosco
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che sia importantissimo, se portato avanti in modo stimolante e coinvolgente per gli studenti.
    Se il tutto si riduce ad un semplice parafrasare versi...bah.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Moltissimo
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Sinceramente non ne ho idea,comunque un discreto numero ogni anno.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Se un argomento mi interessa, cerco un saggio e me lo leggo. Se una storia mi affascina, mi leggo il romanzo che la racconta. Non c'è un genere, c'è una curiosità che deve essere suscitata.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Ai tempi del liceo avrei risposto -tribolato-, ora -quieto-.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Ci sono alcune opere di quei periodi che reputo fondamentali, altre più osannate che credo marginali, de gustibus.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Leggendo molta poesia tendo a prendere piccoli stimoli da molti, non solo da uno in particolare. Ad ogni modo mi ha molto colpito, qualche anno fa, Majorino con il suo "Gli Alleati Viaggiatori", libro lontano dalla mia poetica, credo, ma carico di una tensione "narrativa" notevole.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Difficile sceglierne tre. Citarne tre, vorrebbe dire escluderne altre...e senza ipocrisie non mi pare giusto, visto che per me ve ne sono più di tre molto importanti. Non cito nessuno. Dico solo che la generazione dei '70 ha almeno una decina di voci che rimarranno, per quanto mi riguarda.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Quando ne ho l'occasione, sempre volentieri.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Sicuramente aiuta moltissimo a mantenere contatti con altri poeti che non vivono dietro casa...inoltre è una fonte veloce ed accessibile di materiale ed informazioni sull'argomento...oggi, poi, vi sono blog e siti dedicati molto dinamici e davvero interessanti.
  • 19. Hai un blog?
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    In passato ho collaborato
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Oggi non esiste una società, esiste una massa...molti sono parte, senza effetto, del gregge.
    Premesso ciò, mi piacerebbe che i poeti avessero la stessa considerazione di uno scrittore, al di fuori dell'ambiente poetico, ma non è così. Figuriamoci nella non-società. Ruolo pubblico del poeta, per quanto mi riguarda, è quello del dire ciò che è e ciò che sta arrivando. Avvertire.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Esistono sicuramente, ma al momento non mi vengono in mente.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Investendo nella cultura molto di più: il petrolio italiano è l'arte. In certi stati hanno due sassi messi uno sopra l'altro ed organizzano i "pellegrinaggi" per le comitive...noi che abbiamo più di qualche sasso...manco lo segnaliamo lungo le strade; se poi c'è segnalazione...finisce che è pure sbagliata. La cultura è energia pulita, ma non l'hanno capito in molti, pare.