Censimento dei poeti

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Simone Zafferani

Simone Zafferani è nato a Terni nel 1972 e vive a Roma.
Ha pubblicato i libri di poesia Questo transito d’anni (Casta Diva, 2004, vincitore premio Lorenzo Montano 2006) e Da un mare incontenibile interno (Ladolfi Editore, 2011, finalista premi Sulle orme di Ada Negri 2012 e Laurentum 2012).
Sue poesie sono uscite in riviste (“Smerilliana”, “Poeti e Poesia”, “Atelier”, “L’Ulisse”), in plaquette, e in antologie.
E’ autore di alcuni saggi e recensioni sulla poesia italiana contemporanea, usciti in riviste (“Pagine”, “Kamen”, “Poeti e poesia”) e in volumi collettanei.

accade quasi sempre all’improvviso

di provare commozione per il mondo

così imprevisto, fragile, sciupato

e stranamente nuovo a ogni sguardo

- stupefatto sguardo disarmato

che lo attraversa e già lo risarcisce -

e stretti in una gioia che confonde,

non presi da qualcosa,

si ricomincia il mondo da un dettaglio

che poco prima era dimenticato.

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Ho fatto il liceo classico a Terni e poi la facoltà di Lettere alla Sapienza di Roma.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì. Sono nato a Terni ma vivo a Roma da 23 anni. Mi trasferii a 18 anni per frequentare l'Università e poi ho iniziato a lavorare e non sono più andato via. Se inizialmente la scelta di Roma fu guidata in maggior misura da ragioni logistiche e dal polo universitario, la volontà di rimanere a vivere qui è legata a un profondo amore per la città.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No, mai.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Dopo il liceo classico, ho frequentato il corso di laurea in Lettere con indirizzo Italianistica. Mi sono laureato in Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea. Infine, ho fatto un master in Comunicazione.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Non nei contenuti, ma sicuramente la formazione umanistica mi resta come bagaglio metodologico nel lavoro che svolgo (mi occupo di comunicazione).
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No.
  • 7. Quali lingue conosci?
    L'inglese e un po' di spagnolo.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    All'inglese e allo spagnolo.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Premesso che non ho esperienza diretta dell'insegnamento allo stato attuale, credo si privilegi un approccio storiografico e, nel migliore dei casi, interpretativo, trascurando di educare alla lettura, all'ascolto, e anche alla specificità della parola poetica.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Moltissimo. Sono il mio principale nutrimento.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    No, perchè leggo in modo spesso disordinato, vagando da un libro a un altro, da un poeta a un altro.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    La narrativa, il teatro, certa saggistica e ultimamente la memorialistica.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Torno spesso ai tragici greci e all'Eneide. Alcuni versi di Catullo e di Orazio, poi, li ricordo a memoria e sono un mio viatico.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Amo di più il Novecento. Ho letto molti classici italiani, francesi, inglesi e americani mentre ho un debito con alcuni grandi scrittori russi. Tra i miei grandi amori "classici" ci sono Elsa Morante e Virginia Woolf.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Fatta eccezione per Pascoli e per Saba, sono più legato ai poeti del Secondo Novecento italiano, e tra questi a Caproni, Sereni, Penna, Pasolini, Rosselli. Fuori d'Italia, per fare solo qualche nome: Celan, Eliot, Cummings.I motivi che mi legano a ciascuno di loro sono tanti e diversi, non potrei sintetizzarli
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Senza fare graduatorie di importanza "oggettiva", posso citare i titoli di tre libri che ho amato: "Terza persona" di Luigi Severi; "L'onore della polvere" di Luca Benassi; "L'inverno del geco" di Marco Corsi.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, al momento sono presidente di un'associazione culturale che ha sede in Umbria, la Gutenberg, che si occupa di diffondere la poesia contemporanea attraverso incontri, letture, festival poetici a tema e un premio nazionale di poesia.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Hanno un ruolo via via sempre più importante perché mi permettono di tenermi aggiornato, di leggere e di scoprire poeti nuovi, a volte anche di rattristarmi nel constatare la logica asfittica di alcuni circuiti letterari più o meno "ufficiali". Ma va bene così, l'importante è che la poesia esista, circoli, vada nel mondo, attraverso qualunque rete.
  • 19. Hai un blog?
    No, ma mi piacerebbe.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    No.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Diciamo che lo spazio dovrebbe esserci. La poesia è uno dei pochi beni inutili e senza fini di lucro rimasti, e come tale ha potenzialità enormi. E' portatrice di anima, di memoria. Ma attenzione: proprio per questo, il suo territorio d'azione deve rimanere libero da logiche di potere. Occorre presevarne la purezza, l'autonomia di pensiero.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Sì, ho assistito ad alcuni reading poetici all'estero e ho avuto la sensazione che altrove ci sia una cultura più profonda e più ramificata della poesia - ma diciamo in generale della letteratura - come atto anche sociale, condiviso.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Penso che si potrebbe, ma non mi è facile indicare le modalità. Il compito è arduo. Credo, in ogni caso, che si dovrebbe incentivare la circolazione della poesia dandole maggiori possibilità di diffusione, a partire proprio dalle scuole.