Censimento dei poeti

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Alessandra Racca

Alessandra Racca nasce il 14 gennaio 1979 a Torino, dove attualmente vive. E’ autrice delle raccolte di poesia Nostra signora dei calzini (2008, Edizioni Seed) e Poesie antirughe (Neo. Edizioni, 2011), suoi testi sono stati pubblicati su antologie collettive e riviste. Dal 2007 approfondisce l’esperienza delle poesie lette in pubblico con alcuni reading che mescolano poesia e teatralità. Ha partecipato a vari poetry slam ed è stata organizzatrice dei tornei di poetry e story slam “Poeti in Lizza” e “Storie in Lizza”. Dal 2008 pubblica poesie, pensieri e altre cianfrusaglie sul blog www.signoradeicalzini.it.

Mia nonna una volta ha fatto la rana

Mia nonna una volta ha fatto la rana

perché ero molto malata

e piccola

e volevo saltare come le rane

ma dovevo stare immobile nel letto

e siccome non potevo saltare io

si è messa a saltare lei


mia nonna quella volta che ha fatto la rana

era già come una nonna

con le rughe e tutto il resto

e anche la pompetta dell’asma

che teneva nella borsetta

insieme al rossetto fucsia e l’ombretto blu

quelli che avevano solo le Barbie finte

che ti comperavano le nonne

e le nonne.


Se pensate a questa scena

di una sessantenne asmatica che salta

accanto al letto di una bambina malata

se pensate a cos’è

forse verrà in mente anche a voi


la prossima volta che vi chiedono

“l’amore cos’è?”

forse verrà in mente anche a voi

di parlare di rane

e di asma

e di Barbie finte con l’ombretto blu.


da Poesie antirughe, Neo. Edizioni

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Pinerolo (To), Torino e Roma.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo a Torino, dove sono nata ma sono cresciuta a Volvera, un comune nella seconda cintura di Torino. Mi sono trasferita in città appena ho potuto, soffrivo molto la vita di paese.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Ho scritto alcune poesie che riprendono lo "slang" giovanile della provincia di Torino e una sola poesia in Piemontese.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Liceo Classico, dopo due anni di Psicologia sono passata al Dams, teatro. Poi ho fatto un corso di specializzazione per sceneggiatori alla Rai.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    No.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Leggiucchio in inglese ma ho bisogno della traduzione a fianco.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Per la storia che ho avuto io da scolara ne penso tutto il male possibile.
    La mia passione per la poesia è nata in maniera "clandestina" come rigetto per il modo in cui mi veniva insegnata una cosa che mi piaceva molto. Ho cercato e letto per parecchio tempo tutti autori che in me non fossero stati "soffocati" dall'insegnamento scolastico. Sto, ora, pian piano, facendo pace con "i classici".
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì, molto.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    No, troppo difficile un numero. Spizzico poesia settimanalmente.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi e testi teatrali, saggi scritti da narratori, poeti o drammaturghi.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Ho fatto il liceo classico, c'è dunque uno strato abbastanza solido e antico in me di cose che ho letto e saputo di autori classici. Ma è una conoscenza sommersa che vado a rivitalizzare solo di tanto in tanto. Sono molto più attratta da quello che è accaduto in letteratura e nelle arti dal '700 in avanti, è sempre stato così fin da ragazzina anche se ho amato studiare le lingue antiche.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Andiamo molto meglio.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    No, non lo so dire, non so se saprò mai rispondere a questo tipo di domande. Leggo tanto e ho sempre letto tanto, ma sono una lettrice disordinata, caotica e in me tutto si confonde un po'. Quando mi fanno queste domande non so mai far emergere in me nomi e testi che pure ho amato. Me ne vergogno, ma è così.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Idem come sopra.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, organizzo da qualche anno letture e poetry slam.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    La rete è utilissima per diffondere, conoscere e contattarsi a vicenda. Dunque direi che ha un ruolo fondamentale.
  • 19. Hai un blog?
    Sì, da qualche anno: www. signoradeicalzini.it
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    No.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Di spazio ce n'è per tutti e tutto, bisogna vedere quanto questo ruolo è incisivo e per chi. Tuttavia ho potuto vedere che laddove persone capaci propongono attività di qualità legate alla poesia di qualità, mi pare che questo tipo di azioni servano eccome e agiscano modificando le relazioni e la realtà, arricchendole.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Molto poco.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Domanda difficile che passa, per quanto mi riguarda, dal fare, dall'esperienza. Non ho una visione politica ampia, sono una persona pragmatica che si muove all'interno della società mossa, a mia volta, da ciò che amo e mi interessa. Intanto faccio, poi, degli interventi sulla politica culturale, magari ne riparliamo fra qualche anno.