Censimento dei poeti

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Guido Mattia Gallerani

Guido Mattia Gallerani, nato a Modena (1984), ha studiato a Parma, Bologna, Parigi, Montréal e sta terminando un dottorato di ricerca in Letterature Comparate all’Università di Firenze. Risiede attualmente a Bologna. Si occupa della collana di narrativa per Ladolfi Editore e di poesia contemporanea su Mosaici – St. Andrews Journal of Italian Poetry. Ha tradotto Guy Goffette e, assieme ad Alberto Bertoni, una selezione di sonetti di Shakespeare per la Giunti. Sue poesie sono pubblicate su rivista e antologia. Il libro Roland Barthes e la tentazione del romanzo è in uscita (Morellini, 2013).

E-mail: [email protected]

 

Io sono quello che volete che sia

e non per niente nessuno mai

sospetta del mio accento.

 

Neppure all’anagrafe c’è traccia

di un mio qualche documento.

 

Perché io non esisto se non inseguito

da un vostro evento: avete visto con che incendio

s’uccide la madre che non ho

e di una ragazzina nasco a figlio

dello stupro che non ho commesso.

 

Io non dormo né mi sveglio

ma resto dentro, attento

a quello che si dice

per essere pronto sul momento

a divenire

                     mentre riaffioro stretto in gola

e come un’ombra cammino a fianco,

accarezzo il vostro collo intorno al bavero

e soffiando brividi abbraccio calvi

i vuoti della fronte, metto i guanti

ai vostri palmi bianchi perché nel fare

quello che mi dite fare le vostre mani

non finiscano spellate.

 

La mia orma la vostra riempie

e da scalzo, nudo mi infilo,

m’adatto al vostro vuoto vestito

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Bologna
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì, per motivi di lavoro.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Letterature comparate
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Solo per uno dei lavori per cui sono pagato.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese, Francese, Tedesco
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese, Francese
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Lo ritengo utile alla formazione di un cittadino italiano consapevole della propria tradizione.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    50-100
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Saggi, trattati e romanzi (in ordine decrescente).
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Buono. La guardo con rispetto.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Buono. Ci frequentiamo spesso.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Eugenio Montale, perché è il più bravo, importante e vario.
    Vittorio Sereni, perché è il più moderno nell'uso della lingua italiana.
    Elio Pagliarani, per la sua capacità rappresentativa della società italiana.
    Franco Fortini, per il connubio di marxismo e poesia che gli consente di utilizzare alcune forme della poesia in valenza argomentativa.
    Giampiero Neri, per la precisione del lessico.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Ritengo me, e la generazione dei nati negli anni '70 e '80, sostanzialmente inferiore alle generazioni precedenti come qualità di libri prodotti. Non saprei segnalare un'opera particolarmente significativa. Dovremmo guardare, restando sempre dopo il 2000, ad altri per trovare un'opera intercettabile come momento di perturbazione nel normale andamento (pur alto) della nostra poesia.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, in passato con la creazione di festival e oggi con la collaborazione a rassegne di poesia sul territorio.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Hanno il ruolo di comunicazione e di promozione delle proposte poetiche. Non hanno nessun peso nella valutazione critica o nella creazione delle linee poetiche, poiché sono stati letteralmente programmati soltanto per la socializzazione.
  • 19. Hai un blog?
    Non più.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sì.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    No.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Solo in parte in altre comunità il poeta conserva un ruolo pubblico.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    No, non vi sono né le ragioni economiche, né la volontà culturale da parte del popolo italiano per pensare, in relazione alla poesia o alla cultura, a un ruolo meno marginale di quello che oggi conserva. Né esistono strategie di intervento attivo attuabili nella politica, d'altronde già tentate senza successo in tempi piuttosto recenti.