Censimento dei poeti

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Alessandra Trevisan

Alessandra Trevisan è nata nel 1987 a Mestre (VE) dove vive. Ha militato per anni nel collettivo “Spritz Letterario” del Liceo “U. Morin”, conducendo eventi. Dal 2007 è speaker di Radio Ca’ Foscari e dal 2011 cura con Anna Toscano il programma “Virgole di poesia”. Ufficio stampa e blogger, dal 2011 è nella redazione di “Poetarum Silva”. Un suo saggio sul romanzo L’Arte della gioia di Goliarda Sapienza figura in «Quel sogno d’essere» di Goliarda Sapienza (Roma, Aracne, 2012). Dal 2010 è la voce del progetto TW/Two Women, che si muove tra poesia, canzone, improvvisazione jazz, effetti e loop.

Sito web: http://soundcloud.com/twtwowomen

La novità del creare.
Mi ricordo l’invenzione d’una felicità
il mettere al mondo ogni giorno una relazione
circoscritta in dieci piastrelle d’un pavimento
gelido nello studio di famiglia,
un’infanzia dentro casa.
La meccanica di un’emozione ricordo
una storia in cui si amavano, Barbie e Ken,
nei loro corpi di plastica
e facevano un amore di plastica
in silenzio, come nei film.
Mi ricordo che alla fine c’era sempre un addio:
se ne andava lui.

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Ho studiato tra Mestre e Venezia, dove ho frequentato il Liceo Scientifico "U. Morin" e l'Università Ca' Foscari.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Non ho mai avuto l'impulso di spostarmi per molti motivi, soprattutto per quello che sono riuscita a costruire qui dove vivo: una rete di relazioni e affetti importanti, e anche una rete lavorativa tutto sommato appagante, che mi ha dato molte soddisfazioni.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Quando ero alle scuole medie, la professoressa di italiano che teneva anche un corso pomeridiano di teatro a cui partecipai, ci invitò a scrivere il copione dello spettacolo che mettemmo in scena. Parlava dell'emigrazione veneta tra Ottocento e Novecento in un dialetto veneziano ma dell'entroterra; leggemmo molti epistolari del tempo e provammo ad inventarci una storia. Fu magnifico!
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho studiato Lettere; sto conseguendo la Magistrale in Filologia e Letteratura Italiana.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    In parte credo di sì; sin dal liceo mi son occupata dell'organizzazione di eventi mentre dal 2010 svolgo attività di ufficio stampa e di social media copywriting nell'ambito musicale (jazz). In questo settore gioca molto l'esperienza, ma dev'essere rinsaldata da una solida base culturale e questa può essere data da un percorso di studi umanistico come quello che ho affrontato io.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Il campo degli eventi culturali mi ha portato a stare negli ultimi dieci anni e più, a contatto con molte persone creative e con tanti artisti, in particolar modo scrittori e musicisti, "cibo mentale" per chiunque scriva o suoni (faccio anche questo!). Io sto sempre da una parte e dall'altra della "scena", e questo mi aiuta a creare, a dire e a "dirmi".
  • 7. Quali lingue conosci?
    Parlo inglese e francese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    All'inglese e al francese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che dipenda molto dalla sensibilità del docente; la mia professoressa di lettere del triennio del liceo non mi ha introdotta alla poesia ma mi ha fatto conoscere Pier Vittorio Tondelli e Tiziano Scarpa. La poesia, per insegnarla, la si deve amare, altrimenti meglio che gli studenti la scoprano da sé, com'è successo a me.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì, ma è un piacere nato negli ultimi anni.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Quanti più posso.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi certo, ma anche biografie.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Non ho avuto il piacere di studiare il greco al liceo, avendo frequentato per mia scelta, uno scientifico e al latino ho riservato spazio solo durante i miei studi, liceali e accademici.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Anche qui, un conflitto: tendo a preferire il Novecento.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Ho una "formazione poetica" (se così possiamo chiamarla), molto recente. Amo molto Sandro Penna, Attilio Bertolucci, Amelia Rosselli, Patrizia Cavalli e Anna Maria Carpi, non in ordine di importanza.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Citerò due italiane a me care: amo le raccolte e la poesia di Anna Toscano (uscite per Lietocolle e La Vita Felice); con lei ho il piacere di collaborare nel programma radiofonico "Virgole di poesia" che insieme conduciamo dal 2011 su Radio ca' Foscari, radio web d'ateneo. Un'altra voce per me importante è Elisa Biagini, della quale ho apprezzato le raccolte edite da Einaudi.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Lo faccio dai tempi del liceo; nel 2011-2012 sono stata "co-direttore artistico" di "In gran segreto", prima rassegna interamente dedicata alla poesia contemporanea nella città di Ferrara. Per lavoro, mi è capitato spesso di promuovere entrambe, sia nell'ambito delle rassegne organizzate dall'Associazione Caligola di Mestre, per la quale lavoro, sia per il "Festival dei Matti" di Venezia.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Sono da tre anni nella redazione del lit-blog "Poetarum Silva" che si occupa spesso di poesia non solo italiana; attraverso i social dunque, ognuno dei redattori promuove i contenuti giornalieri del blog. Anche per il programma "Virgole di poesia" mi servo dei social; sono un canale utile per la diffusione della poesia in rete.
  • 19. Hai un blog?
    Non più. Ho preferito aprire uno spazio soundcloud con il nickname "twtwowomen", in cui ho postato mie canzoni ma anche qualche lettura e/o file ibridi, tra musica e spoken words.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Negli anni, ho collaborato ad altri progetti, ma ora sono nella redazione del lit-blog Poetarum Silva, come già detto.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Non trovo sia un modello vincente; è fuori-tempo oramai, con delle eccezioni certo, ma nella nostra epoca il gusto è molto cambiato e la società tende ad orientarsi verso altri generi, altre arti. Ciò è dovuto anche a una questione di "comprensibilità".
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Dirò una banalità ma in molti altri paesi è più facile fruire della poesia, in molti luoghi, secondo modalità diverse, anche grazie alla musica, alla commistione della parola con questa; i poeti in lingua inglese lo sanno da sempre.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    L'unica via, credo sia fare al meglio quello che ognuno di noi sa fare meglio, sempre, per mettere al mondo ogni giorno un po' di bellezza, che - altra banalità o forse no - è oggi più che mai vicina alla "libertà" e viceversa, per dirla con Hannah Arendt (e i Marlene Kuntz).