Censimento dei poeti

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Enrico Marià

Enrico Marià è nato il 15 luglio del 1977 a Novi Ligure (AL) dove risiede. Ha pubblicato le raccolte: Enrico Marià (Annexia 2004); Rivendicando disperatamente la vita (Annexia 2006); Precipita con me (Editrice Zona 2007) e Fino a qui (puntoacapo Editrice 2010 con prefazione di Luca Ariano). Ha preso parte a diverse antologie. Suoi testi compaiono su riviste e web alla stregua delle recensioni delle sue opere. Collabora con il blog Corrente Improvvisa. È Redattore di puntoacapo e co-direttore della Collana Passi.


E-mail: [email protected]

Sito web: http://www.facebook.com/enrico.poetanovi

Senza titolo

Alì impara l’italiano

leggendo i necrologi

si esercita

davanti ai manifesti,

negli spiazzi

muti di periferia

non giocano bambini

lì ragazzi

con occhi da vecchi

poveri tra i poveri

danno il culo per mangiare,

del primo uomo

conservo

l’immagine di me

che si rimette

a posto i capelli

riflesso

nello specchietto di un’auto,

da quella notte

non riesco più

a farmi toccare la testa

ogni volta mi tiro indietro

balbetto scuse

così macella il mondo

senza spargere sangue

in un silenzio

dove niente

riporta indietro

dalla morte.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Ho studiato a Novi Ligure, Tortona, entrambe in provincia di Alessandria e successivamente a Genova.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo dove sono nato a Novi Ligure.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No. Capisco il dialetto novese, ma non sono mai riuscito ad impadronirmi della sua forma scritta che, quasi come uno spartito musicale, conquista la carta.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho frequentato il Liceo Scientifico dove ho ottenuto il diploma, dopo mi sono iscritto a Lettere moderne, ma non mi sono mai laureato.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Non direttamente, però le esperienze scolastiche mi hanno fornito nozioni, informazioni, conoscenze.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No. A latere, come scritto nella mia scheda del censimento, sono redattore di puntoacapo e co-direttore della Collana Passi.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano ed inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    In italiano, molto di rado in inglese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Credo debba essere naturale studiare poesia a scuola.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì. E' viaggio, nutrimento, momento di crescita.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Esclusi i libri pubblicati dalla casa editrice con cui collaboro cerco di leggerne il più possibile. Direi in media una dozzina l'anno.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Narrativa. Romanzi e racconti contemporanei; ultimamente ho scoperto le biografie.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Buono, purtroppo pago lo scotto di non avere mai studiato greco e di essere stato scolasticamente mediocre in latino. Quindi ho potuto accedervi solo in italiano e senza basi adeguate e ad ogni lettura ho l'impressione di perdermi qualcosa.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Molto buono. Vi sono delle vere e proprie pietre miliari.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Non so se li ho compresi del tutto perché ogni volta prenderli in mano è scoperta. Li accomuna il loro essere testimoni di vita, quella vera. Agognata, voluta, persa, conquistata. Eccone alcuni per un elenco che pretenderebbe l'infinito: Cesare Pavese, Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Vittorio Sereni, Andrea Zanzotto, Franco Fortini, Pier Paolo Pasolini e Dario Bellezza.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    In ordini sparso: Alberto Pellegatta "L’ombra della salute", Alessandro Rivali "La Riviera del sangue" e Igor de Marchi "Resoconto su reddito e salute".
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì e ringrazio tutti quelli che lo fanno.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Hanno un ruolo di rilievo. Offrono la possibilità di tenersi costantemente aggiornati, stimolano, consentono di scoprire nuove realtà e di imparare. Sostenendo, affiancando, accompagnando tutto ciò che è cartaceo.
  • 19. Hai un blog?
    No. Esiste, però, una pagina facebook, curata da una ragazza in gamba, su ciò che tento di fare. L'indirizzo è: http://www.facebook.com/enrico.poetanovi
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Collaboro con il blog Corrente Improvvisa.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Ci deve essere. Credo per dirla con le parole di uno più in gamba di me che l'arte sia la vera scienza dell'uomo. Di conseguenza penso che chi è in grado di generala, dalla poesia al cinema, dalla scultura alla musica e via dicendo, sia voce da ascoltare.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Sì grazie a ciò che ho letto e alle testimonianze di alcuni miei conoscenti. E' argomento in cui sono lacunoso e che vorrei approfondire.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Immagino di sì. L'eterogenea bellezza che vi è in giro merita attenzione. Questa suo animo puro spero si imponga. Tifo per esso.