Censimento dei poeti

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Sergio Costa

Sergio Costa è nato a Basilea nel 1984. Vive a Palermo, dove studia. Suoi testi sono apparsi sull’ “Almanacco dello Specchio 2008” e su “Poeti e Poesia” n.24.


BISCIA.

Era passata così come un sogno

nel sonno, un astro azzurro

nella volta di pece la biscia

dritta come una spada

sul muretto tirato a secco.

Un avvertimento, forse

ma neanche tanto,

piuttosto una visione irrelata, sganciata

in quell’estate del ’93 o del ‘94

dalla nostra stessa

capacità di comprensione.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Catania, Palermo.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Si, per motivi di studio.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Teorie della comunicazione. Letteratura italiana moderna e contemporanea, letterature europee, linguistica, filosofia del linguaggio, semiotica, estetica, antropologia culturale, cultura visuale.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Si.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese, francese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Il francese talvolta.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che leggere testi più vicini alla sensibilità della nostra epoca possa aiutare a scoprire, e a interpretare con maggiore vivacità, quanto ci ha preceduti.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Abbastanza.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Tre o quattro. Poi ci sono le riletture.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Narrativa europea e americana dell'otto/novecento. Saggistica, filosofia.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Si è interrotto con la fine delle scuole superiori purtroppo.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Lo considero un serbatoio inesauribile, per fortuna.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Tra gli altri: Caproni, Sereni, Cattafi, Neri, Bacchini. Per come hanno sperimentato la lingua, i temi e le forme pur rimanendo entro margini di perfetta leggibilità.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Penso che "L'ombra della salute" (Pellegatta) rappresenti un esito già maturo. Ho trovato interessante la prosa poetica di "Errore di sintassi" (Osti). Le poesie di Alessandra Frison, "Le ore della dispersione", sono una sicurezza oggi e per il futuro.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    No, ma è capitato.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Svolgono un ruolo di informazione.
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    No.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Credo che chi scrive versi non debba necessariamente avere un ruolo pubblico se non quello, appunto, di scrivere versi, quando se ne presenti la necessità.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    No.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Penso che mettere in atto politiche finalizzate a incentivare la lettura, a qualsiasi livello, sarebbe già un buon traguardo.