Censimento dei poeti

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Sebastiano Gatto

Sebastiano Gatto è nato a Mestre il 3 ottobre del 1975. Vive a Venezia. È scrittore e traduttore. Ha pubblicato i libri di poesia Padre Vostro (Campanotto, 2000) e Horse Category (Il Ponte del sale, 2009). Per Amos Edizioni ha curato e tradotto Memoria della neve e Poesie complete di Julio Llamazares e Abel Sánchez di Miguel de Unamuno. Per Il Ponte del sale, assieme a Ianus Pravo, Peter Pan non è che un nome di Leopoldo María Panero. Nel 2012 per Amos Edizioni ha pubblicato il romanzo breve Le sette biciclette di César. A breve la traduzione di Volverás a Región di Juan Benet

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Domenica

Quando già un’ora di radio è passata

e assieme al caffè la rassegna

stampa va a terminare,

senti i primi suoi movimenti:

da come si districa dal lenzuolo,

dalla stanza in cui ripara per prima

intuisci quanto male starà.

Scorgerai dei suoi occhi

quello che più l’ansiolitico ha spento,

la duloxetina riacceso,

stabilizzato in fine

lo stabilizzatore dell’umore:

reazioni da piccolo chimico

dosate con resa maestria.

In ogni sua vena come nei versi

dell’eteronimo de Campos

ovunque si insinua stanchezza;

nessun sentimento, lavoro o esterno

intervento che sgrumi

l’impasto o sgrani il rosario delle ore.

Esausto persino il timore

di non trovarvi mai

lì dove giornalmente vi mancate:

terminerà quando avrete imparato

non come litoti a guardarvi,

ma a ruminare con calma bovina

le vostre affermative amarezze.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Venezia
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì, sono nato a Mogliano Veneto, ora vivo a Venezia.
    L'ho scelta perché la amo, perché si vive senza automobile, perché per i bambini è una città vivibilissima
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No, salvo in un'occasione: una piccola traduzione di Rambaut in dialetto
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Sono laureato in Lettere e Filosofia
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    No
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese e spagnolo
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Soprattutto spagnolo, ma, per i poeti che amo di più, anche in inglese e portoghese (che, se in forma scritta, più o meno capisco)
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Non ho il polso di quello che succede a scuola in questi anni. La vulgata, temo abbastanza verosimile, è che la poesia praticamente non viene insegnata
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Abbastanza, devono piacermi molto
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    una decina
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi e teologia
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    scarso
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Buono, soprattutto stranieri
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Giudici perché il poeta dal quale ho capito che non esiste tema che non sia poetabile; Zanzotto perché i suoi testi, specie quelli che non capisco, mi si fanno chiari, di tanto in tanto, all'improvviso. E' come un cantiere aperto.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    I ferri del mestiere di Andrea Ponso
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Raramente
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Scarso
  • 19. Hai un blog?
    No
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    L'ho fatto
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Non a breve, né a medio termine. E credo che sia colpa dei poeti. Una ragione? Nessuno chiede mai, di fronte a un libro di poesia, di cosa parla. E' come se la storia fosse trascurabile. Tutto si esaurisce nel "come è scritto". Da un bel po' di anni in Italia la poesia si guarda l'ombelico, non vuole guardare fuori da sé.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Conosco la Spagna; non mi pare molto diverso che da noi.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Non capisco se la domanda è generale o se allude alla poesia. Se è generale... Le cose da fare sono tantissime, ma la prima è senz'altro quella di insegnare nelle scuole la bellezza, dedicare ore alla musica, alla letteratura, all'arte, al teatro. Basterebbe questo, farne capire ai ragazzi l'utilità per cambiare in poco tempo la rotta.