Censimento dei poeti

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Sarah Tardino

Sarah Tardino è nata a Licata (Agrigento) il 26 aprile del 1980. Ha studiato filosofia a Bologna dove vive e scrive. Ha pubblicato versi e prose su riviste e antologie. Si occupa di critica letteraria e storia del pensiero, collabora con le rivista In forma di parole, ClanDestino e con il Centro di poesia contemporanea dell’università di Bologna. Sue liriche hanno accompagnato incisioni di Isabella Ciaffi. È autrice di testi teatrali. Il suo primo libro di poesia Il Custode è apparso nel 2008 per l'editore Manni e nel 2011 per l’editore Lietocolle ha pubblicato il poemetto I giorni della Merla.


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inedito

Mio nonno aveva una barca

si chiamava Dio è grande

con lei usciva solo la notte

nel mezzo del nero

e nelle tempeste la chiamava Dio è grande.

Era la sposa del nome la sua barca

Vedeva le fauci ai mostri marini

digiuni dal tempo della creazione,

sentiva la superstizione dell'amore,

il lamento degli annegati che chiamano

e sono statue di sale.

E sempre la chiamava Dio è grande.

Aveva una barca invocazione

cambiò direzione e lo portò al cielo.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Bologna
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo a Bologna dove ho studiato, poiché la mia città di nascita Licata, è un luogo straordinario per sentirsi Leopardi dunque realmente invivibile, in quanto moribonda, senza sbocchi e deturpata della sua infinita bellezza.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Sì, in dialetto siciliano, meglio nell'idioletto della mia famiglia ne quale ho ascoltato le storie di mia nonna, primo approccio alla narrazione orale, al mito nella sua radice folklorica. Ma ho scritto in quella lingua per richiesta del mio maestro Gianni Scalia, alla ricerca delle sue radici linguistiche paterne- siciliane anch'esse- che era felice d'ascoltare il suono della sua infanzia.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Filosofia.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
  • 7. Quali lingue conosci?
    A perfezione solo l'italiano, poi mediocremente il francese e l'inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    inglese, francese, tedesco, greco antico e latino
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Dipende tutto da chi la insegna, tre quarti della nostre classe docente è formata da veri crimnali che andrebbero frustati. il quarto restante è composto da persone geniali e straordinarie che amano la poesia e sanno insegnarla.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Moltissimo
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    un centinaio
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    narrativa e testi filosofici
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    è la lingua madre del mio spirito.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    fervente e continuo.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Celan, Ungaretti, Montale, Bachmann, Cvetaeva
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    non si esprime a mio giudizio un parere così grave su opere così giovani, devono passare almeno cinquant'anni per giudicare la tenuta di un'opera, potrei altrimenti dire: i libri dei miei amici che amo perché sono grandi poeti
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    poco.
  • 19. Hai un blog?
    no.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    sì.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Assolutamente no. a meno che uno non pretenda di averlo tale ruolo seppur marginale.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    la poesia riguarda comunque le elitè
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    viviamo in tempi bui e non circola danaro, più che intervenire sulle politiche, bisogna intervenire sul gusto della popolazione. questo i poeti lo fanno con ottusa testardaggine, facendo i poeti, spiegandosi meglio se è necessario, senza abbassare il loro livello di scrittura alla richiesta di mercato.