Censimento dei poeti

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Luca Ariano

Luca Ariano, nato a Mortara (PV) il 26 luglio del 1979, vive ora a Parma. Ha pubblicato le raccolte di poesie: Bagliori crepuscolari nel buio (1999) per Cardano, Bitume d’intorno (2005) con la prefazione di Gian Ruggero Manzoni, per le Edizioni del Bradipo. Nel 2010 è uscita per Farepoesia la plaquette Contratto a termine con una nota di Francesco Marotta. Nel 2011 con Marco Baj per Officine Ultranovecento ha pubblicato il libro d’artista Tracce nel Fango. Nel 2012 per le Edizioni d’If è uscito il poemetto I Resistenti, scritto con Carmine De Falco, tra i vincitori del Premio Russo – Mazzacurati.


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Perché tremi Fiulin

per i tuoni di un temporale?

Sono le lacrime di Dio

– favoleggiava la nonna –

Verrà una ragazza ad abbracciarti

in lunghe notti,

dimenticherai inutili studi…

quelle nuotate a perdifiato…

le parate di un pallone nel sette.

Ancora sente un brivido sulla schiena

quando l’acqua martella le tegole

e il sonno si fa corto

come il passo delle stagioni.

Corre l’Emilio corre pensando

a quel sorriso di donna

e all’ultimo bacio d’addio.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Parma
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì, sono nato a Mortara, a sei anni sono andato coi miei genitori a vivere a Vigevano e dal 1998 vivo a Parma. Ho studiato a Parma e, trovato un lavoro, sono rimasto lì.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Spesso nelle mie poesie uso parole, frasi, espressioni del mio dialetto, soprattuto quando parlano o sono riferite a certi personaggi del romanzo in versi che sto scrivendo da anni.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho studiano Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo Archivistici e Librari, vecchio ordinamento.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    No
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No
  • 7. Quali lingue conosci?
    Un po' di inglese, capisco e leggo, ma non lo parlo catalano e castigliano.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Se posso, cerco sempre libri con il testo a fronte: mi piace sentire la musicalità del verso. Tranne per il russo, arabo o cinese, cerco di leggere la poesia anche in lingua originale.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Fatta poco e male (parlo per la mia esperienza di quando ero studente...)
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì, leggo e compro moltissimi libri di poesia.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Oltre cinquanta.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi, saggi, libri d'arte e alcuni fumetti.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Ho studiato al Liceo Classico, ho amato molto la Letteratura Greca e Latina che ho letto e riletto anche extra scuola.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Buono, prediligo però gli italiani del Novecento, invece adoro i narratori dell'Ottocento, in particolare francesi e russi come Zola, Balzac, Tolstoj, Gogol, ecc.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Caproni, Pasolini, Bertolucci, Sereni, Raboni. Ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa, mi ha insegnato a scrivere, ora con ironia, ora con un occhio "civile", ora con uno sguardo verso la natura e il paesaggio o la realtà circostante. Ho semplificato e banalizzato molto, ognuno di questi poeti meriterebbe un saggio su quanto mi abbiano influenzato e li ami.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Tutta l'opera di Simone Cattaneo (ora raccolta in Peace&Love), L'attimo dopo di Massimo Gezzi e Italian Day di Carmine De Falco che, secondo me, rimarrà uno straordinario documento di poesia per chi, nei prossimi anni, voglia comprendere la nostra società. Ho apprezzato molto anche Kobarid di Matteo Fantuzzi. Sono andato oltre tre, lo so ma per me sono poeti fondamentali della mia generazione.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, a Parma attraverso incontri di e sulla poesia e presentazioni.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Li uso per diffondere inviti, scambiare opinioni, pareri, conoscere nuovi titoli di poesia.
  • 19. Hai un blog?
    No
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Ci dovrebbe essere ma oggi, putroppo,la poesia, interessa a pochissimi. I poeti ancora di meno.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Nei Paesi anglosassoni e nell'Est Europa (penso a Polonia e Russia)c'è forse un maggior interesse verso la poesia.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Facendo un serio lavoro nelle scuole sulla poesia ed anche l'editoria e la televisione, i media in generale, dovrebbero trattare la poesia con più attenzione, non come un sotto genere.