Censimento dei poeti

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z tutti
Luca Artioli

Luca Artioli nasce a Mantova nel 1976, dove tuttora vive.
Dal 2001 scrive su riviste on-line e siti a carattere letterario.
Attualmente dirige il blog “Il Divano Muccato”, spazio dedicato a recensioni e interviste.
Fa parte del “Movimento dal Sottosuolo”, gruppo per l’unione delle arti.
Tra le pubblicazioni personali: Suture - La poesia come resilienza (Ed. Fara) e La casa a cui vieni (Ed. L’Arcolaio) in ambito poetico.
Come ladri di vento (Ed. Albatros-Il Filo, collana non a pagamento “L’ordito e la trama”) per la narrativa.


Sito web: http://www.lucaartioli.it

LA SUTURA

Nella calma notturna, già penetrata
c’è solo una voce in custodia,
dentro al sangue, scesa lenta.
Vuoi sapere, mi dici.
Vuoi sapere del reparto, dei giorni
dove il pugno era stretto,
non hai più spazio d’attesa
chiedi l’angolo infinito e inosservato,
i caratteri nascosti nella parola b-u-i-o.
Così la tua mano-sutura è lieve adesso
sul mio petto, sull’impronta di Dio,
come a chiedersi ragione di un vuoto
dato al cuore, quasi fosse per il tempo,
per il poco amare.


(da La casa a cui vieni, Ed. L’Arcolaio, Forlì 2012)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Mantova e Modena
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo in un Comune limitrofo, ma sempre nella stessa città in cui sono nato.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ragioneria e poi Giurisprudenza.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Solo in parte.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Assolutamente no.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano e inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Solo in italiano.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che sia necessaria, ma ciò che spesso non funziona è il metodo d'insegnamento.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Certo.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Una ventina.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Di tutto: romanzi, saggi, manualistica.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Un rapporto non particolarmente interessato, tranne qualche "must".
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Qui il rapporto è decisamente migliore.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Sereni, Caproni, Luzi, Neruda, Lorca, Gibran.
    Mi hanno accompagnato nella mia "crescita artistica", se la possiamo chiamare tale.
    Ho letto tanti altri autori, ma questi li ho sentiti particolarmente vicini al mio modo di interpretare la realtà, attraverso la poesia.
    Mi piace pensare che siano stati loro, i loro libri, a scegliere me.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Francamente non riesco a ricordare nessun coetaneo che abbia scritto qualcosa di eccezionale negli ultimi anni, perlomeno non in grado di definirsi "particolarmente importante".
    "Mandate a dire all'imperatore" e "Assetto di volo" di Pierluigi Cappello sono fantastici, ma lui è un classe '67...
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, anche se un pochino meno di un tempo.
    Sono membro e socio fondatore dell'Associazione culturale "Movimento Letterario dal Sottosuolo", gruppo che opera in prevalenza tra Mantova e Brescia, che organizza eventi e presentazioni di poeti italiani/stranieri.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Importante, sicuramente.
    Il motivo è ovviamente banale e scontato: con un click o poco più, posso far conoscere le mie iniziative e ciò che scrivo potenzialmente da molte persone, in ogni parte del mondo.
  • 19. Hai un blog?
    Ho un mio sito internet personale e curo un blog di poesia denominato "Il Divano Muccato" sulla piattaforma Wordpress, in cui recensisco e intervisto autori (prevalentemente poco conosciuti).
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Al momento no, ma in passato ho stretto alcune collaborazioni con siti e riviste on line.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Credo sia doveroso preservargli sempre un posto.
    Essere "poeti" è un modo di vivere e di vedere ciò che ci circonda in maniera anticonvenzionale.
    Gli spazi a sua disposizione stanno cambiando, però.
    Come le modalità di proporsi al pubblico.
    Oggi bisogna avere il coraggio di portare la propria poesia in piazza.
    Come si dice..."se Maometto non va alla montagna..."
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Sono stato insieme ad altri due autori italiani (Fabio Barcellandi e Andrea Garbin) in Irlanda nel 2011, per un poetry tour organizzato appositamente per noi dal poeta locale Dave Lordan.
    Un'esperienza meravigliosa durata 12 gg.
    Siamo stati trattati come veri artisti e l'atmosfera nei circoli letterari e nei pub di Dublino, Galway, Cork (e perfino di London Derry in Irlanda del Nord) è unica.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    L'ho accennato prima: occupiamo civilmente le piazze anche con la poesia...poi le cose verranno da sé.