Censimento dei poeti

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Luca Benassi

Luca Benassi è nato a Roma nel 1976 dove vive e lavora. Ha pubblicato le raccolte poetiche Nei Margini della Storia, (2000), I Fasti del Grigio (2005), L’onore della polvere (2009) e le plaquette Di me diranno (2011) e il guado della neve (2012). Ha tradotto De Weg del poeta fiammingo Germain Droogenbroodt (Il Cammino, 2002). È nella redazione di Punto Almanacco della poesia italiana. Ha pubblicato la raccolta di saggi critici Rivi strozzati poeti italiani negli anni duemila (2010).


Sito web: http://copertischianti.blogspot.it/

Acqua che stringe i fianchi

tonnara di passanti

(Fabrizio De André)



Bisogna aspettarli al varco i salmoni

al collo di bottiglia della foce

spauriti, mentre accalcano l’acqua

bisogna tendere la rete dove

la superficie si increspa di pinne

le branchie annaspano quel desiderio

che riproduce il transito di nuove

generazioni. Allora è il momento

di calare la rete, di tendere

alla gola il laccio, l’arpione aguzzo.

All’uscita della metro noi siamo

salmoni ignari verso la mattanza.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Roma
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    no, vivo e lavoro a Roma
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    no
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    ho un diploma di maturità classica e una laurea in Giurisprudenza
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    sì, mi occupo di normativa del lavoro
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    no
  • 7. Quali lingue conosci?
    inglese
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    inglese
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    lo studio della poesia è elemento necessario per comprendere la struttura e l'utilizzo della lingua, la struttura del pensiero, il modo in cui l'emozione diventa linguaggio. Bisognerebbe studiare maggiormente la poesia contemporanea ed invitare gli studenti a scrivere poesia attarverso laboratori: non per creare una classe di poeti, ma per abiturali a descrivere se stessi e le proprie emozioni.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    sì, è fra le letture che preferisco
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    circa 25 libri di poesia
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Critica letteraria, romanzi. Mi interesso di archeologia con particolare riferimento alla preistoria e alla storia della Sardegna. Curo anche il continuo aggiornamento delle competenze giuridiche.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    L'epica di Omero è un punto di riferimento. Amo la traduzione cristallina e endecasillabica di Giovanna Bemporad e quella anticanonica di Emilio Villa. Leggo i tragici greci, sopratutto Sofocle.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Per la mia formazione sono state essenziali le letterature dell'Ottocento francese, inglese e italiana. Conosco meno le letterature russa e tedesca.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Ungaretti, Campana (per la lingua magmatica, anche nella proprosa poetica) Saba (per la chiarezza, l'onestà di una poesia aderente al proprio spirito), Gatto, Giudici, Luzi, Merini, Maffìa (per la lingua visionaria), Pusterla, Fiori e Franzin (per la capacità di aderire alla realtà).
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    il continente perso di Domenico Cipriano
    formazione del bianco di Stelvio Di Spigno
    il diario dei quattro nomi di Elena Ribet
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    si, sopratutto attraverso presentazioni di libri di poesia
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    non seguo nè collaboro attivamente con blog di poesia, anche se mi capita di attivare collaborazioni saltuarie e pubblicare in rete saggi e recensioni.
  • 19. Hai un blog?
    no. Ho un sito personale nel quale pubblico notizie che mi riguardano e gli impegni letterari che mi vedono coinvolto.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    si, attivamente. In particolare sono redattore di Punto, Almanacco di poesia Italiana.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    no, a meno che non sia anche un giornalista o abbia i necessari agganci con il mondo della politica. Anche un poeta che pubblica per grandi editori non ha ruolo alcuno.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    conosco bene la Macedonia (festival internazionali di Struga, di Velestovo) e i Balcani, dove i festival di poesia attirano migliaia di ascoltatori e i poeti rilasciano autografi. una situazione analoga si verifica in sudamerica.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    smettendo di tagliare nelle scuole e all'università