Censimento dei poeti

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Luca Minola

Luca Minola è nato a Bergamo il 7 Dicembre  1985 dove vive e lavora. Studia Lettere all’università di Bergamo e ha pubblicato su diverse riviste e blog: Poeti e poesia, Le voci della luna, Nazione indiana, L’Ulisse, La dimora del tempo sospeso e Poetarum Silva. Nel 2012 è stato pubblicato all’interno della plaquette “Il sentimento dei vitelli” dell’editore EDB nella collana “Poesia di ricerca” diretta da Alberto Pellegatta.


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Le sostanze sono chiare, piene di radiazioni,

portano il filtraggio, lo spurgo

dalle lunghe ore di sonno.

E gli occhi sono macchiati di giorni,

di precise intenzioni.

 

Non ci  sono altri oggetti da separare,

nelle stanze le memorie sono calendari di luce.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Bergamo.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    No.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No mai.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Laurea in Lettere.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Per ora non ancora.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Nessuna.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    E’ un insegnamento noioso, fatto di luoghi comuni e parafrasi. Bisognerebbe piuttosto aprire un dialogo con gli alunni, spiegare loro l’importanza del linguaggio e di come la poesia sia  essere abituati ad un linguaggio particolare, ma che può essere capito e amato comunque da molti, tenendo comunque intatto il mistero della poesia.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì, molto.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Sicuramente più di venti.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Narrativa e Biografie.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Un rapporto quasi solo di studio. Anche se alcuni autori come Tibullo o Virgilio sono stati per me una scoperta dopo averli studiati.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Anche qui un rapporto di studio e scoperta, sicuramente ho trovato questi classici più inclini a realizzare e mostrare una lingua più vicina e moderna.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Tanti. Per gli stranieri citerò T.S. Eliot, Paul Celan, Yves Bonnefoy, Allen Ginsberg, Vladimir Majakovskij ( il mio primo poeta letto in assoluto) e Mark Strand. Per gli italiani, partendo da Dino Campana a Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale passando per Sandro Penna, Vittorio Sereni e Giovanni Raboni fino ad arrivare ai contemporanei che ormai fanno parte anche della tradizione novecentesca:
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    “ L’ombra della salute” di Alberto Pellegatta,,” La muffa del creato” di Francesca Moccia e "Humus" di Francesco Maria Tipaldi.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    No.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Hanno un ruolo importante come mezzo di comunicazione e di scambio.
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sì per “ L’almanacco del ramo d’oro”.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Non penso proprio, visto l’interesse del mondo dei media nei confronti della poesia. Comunque bisogna sempre sperare in un futuro migliore.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    No ma sicuramente in altri paesi stranieri la poesia e i poeti sono trattati meglio e meno sottovalutati.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Sì, sicuramente si potrebbe intervenire ma in verità si fa comunque molto ma la poesia non fa notizia.Non interessa alla politica culturale attuale.