Censimento dei poeti

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Luca Rizzatello

Luca Rizzatello è nato a Rovigo il 14 aprile 1983. Risiede a Bologna. Ha pubblicato: Ossidi se piove (Valentina Editrice, 2007), Grilli per l’attesaUna riscrittura di Pinocchio (Valentina Editrice, 2008), mano morta con dita (Valentina Editrice, 2012), con le incisioni di Nicola Cavallaro. Dal 2009 cura la rassegna Precipitati e composti, per la promozione del rapporto tra composizione poetica e composizione musicale. Collabora con il portale Poesia 2.0, dove tiene la rubrica “tigre contro grammofono”. Dal 2004 è coordinatore del Premio letterario 'Anna Osti'. Nel 2012 fonda le Edizioni Prufrock spa.


E-mail: [email protected]

Sito web: www.prufrockspa.com

ora che il pachiderma rosa è stato squartato

la sua pelle rugosa stesa al sole è la carta

della groenlandia coi suoi oleodotti coi suoi

vespai di fantasmi in fuga ma ponendo il lume

altrove vedrai la cassa toracica del

samurai decadere esausta in una selva

di grondaie le costole farsi gesso o forse

è la milza del maratoneta che collassa

in un così dolce mattino d'estate è

la schiuma sanguigna che bolle sulla scogliera

è che l'albugine detta altrimenti mal bianco

corrompe i rosai le arterie dei rosai così

piene di grazia le arterie delle sanguisughe

i diverticoli sbocciano tra i succhi gastrici.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Bologna
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì, per motivi di lavoro
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Lettere Moderne
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Se si vuole intendere la questione in senso ampio, ovvero come "gli studi che ho intrapreso mi hanno consentito di sviluppare una visione d'insieme delle cose e una disciplina che mi hanno consentito di svolgere con dignità mansioni apparentemente non legate agli studi che ho intrapreso", allora sì.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Sì, per quanto riguarda la parte del lavoro relativa alla gestione della casa editrice Prufrock spa.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, inglese, francese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Italiano, inglese e francese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Credo sia doveroso e che debba essere potenziato, non tanto sul versante dei contenuti espressi dalle poesie, ma piuttosto su quello della forma e della costruzione retorica di un testo.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Mi piace molto.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Se si considera la lettura di libri di poesia come giurato di premi letterari o editore, qualche centinaio; come lettore per piacere personale, dai quindici ai venti titoli. A volte i due insiemi si sovrappongono, quindi questa risposta non risulta particolarmente attendibile.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Saggistica, con una preferenza per l'antropologia culturale e la biologia.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Ottimo con quella latina, pessimo con quella greca, perché non conosco il greco antico.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Buono, per quanto riguarda il Novecento non credo ci si possa permettere di darlo per scontato, pertanto mi ci rapporto in maniera contraddittoria.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Samuel Beckett, Ezra Pound, Giorgio Caproni. Perché si sono fatti carico dei testi che hanno scritto, tanto nella variante smaccatamente pubblica quanto in quella ostinatamente privata, con tutte le conseguenze del caso.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    - "Ius" di Erika Crosara (Anterem Edizioni, 2010)
    - "Requiem auf einer Stele" di Federico Federici (Conversation Paperpress, 2010)
    - "Il piombo a specchio" di Manuel Micaletto (Anterem Edizioni, 2012)
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Coordino il Premio letterario "Anna Osti" (Costa di Rovigo) e curo "Precipitati e composti", una rassegna dedicata alle forme di sonorizzazione per testi poetici.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Hanno un ruolo estremamente marginale, suppongo a causa di un limite personale.
  • 19. Hai un blog?
    No, ma gestisco il sito delle Edizioni Prufrock spa.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Collaboro con il portale "Poesia 2.0"
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Credo ci dovrebbe essere, purché sappia esprimere posizioni non precedentemente espresse da altri funzionari pubblici; evidentemente in questo caso il suo ruolo risulterebbe inutile, in quanto privo al contempo di originalità e di strumenti che pertengono alla grammatica della politica.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    No.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Mi scuso per la semplificazione nella risposta, data l'importanza della domanda; per esempio si potrebbe definire il ruolo di poeta come una professione, con tutti i diritti e le incombenze che esercitare una professione comporta.