Censimento dei poeti

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Luigi Carotenuto

Luigi Carotenuto è nato il 16 agosto 1981 a Giarre (CT), dove tuttora risiede. Educatore, ha lavorato nell’ambito socio-pedagogico. Si occupa di critica letteraria per il periodico culturale l’EstroVerso (www.lestroverso.it), diretto da Grazia Calanna; cura la rubrica di poesia In conto letture, per la rivista Lunarionuovo, diretta da Mario Grasso (www.lunarionuovo.it). Ha pubblicato le sillogi L’amico di famiglia (edizioni Prova d’Autore, Catania, 2008) e Vi porto via (edizioni Prova d’Autore, Catania, 2011). 


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L’amico di famiglia

Sempre di casa il dolore

lavora senza sosta

turno ventiquattr’ore.

 

Noi ridicoli titani

gli sbarriamo le porte

come se la luce servisse

a nascondere la notte.

 

(dalla raccolta omonima L’amico di famiglia, edizioni Prova d’Autore 2008)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Ho studiato tra Giarre, Acireale e Catania.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    No, vivo nel paese di origine.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Non ho mai scritto in dialetto siculo-etneo.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho studiato al Liceo sociopsicopedagogico prevalentemente materie di stampo umanistico, letteratura italiana e latina, musica, fino alle più specifiche: pedagogia, psicologia, metodologia della ricerca e sociologia.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Per alcuni anni ho lavorato nell'ambito educativo, proseguendo dunque attivamente nel percorso di studi fatto. Attualmente ricopro il ruolo di segretario di redazione della rivista l'EstroVerso e lavoro come editor.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Buona parte dei testi del mio secondo libro, “Vi porto via” (2011), è nata proprio dal contatto assiduo con i bambini e le ragazze madri della casa famiglia in cui lavoravo. Per quanto riguarda la correzione di racconti e/o biografie, articoli, certamente il contatto diretto con il linguaggio mi pone dei problemi talvolta simili a quelli della stesura in versi.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese e francese, non in modo esaustivo di certo, più che altro a livello scolastico e letterario, lingue con le quali mi cimento nella traduzione di testi per lo più poetici, e più recentemente spagnolo.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese, francese, spagnolo.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Fondamentale. Soprattutto a partire dalla scuola elementare in poi. Il bambino è in grado di apprendere e sedimentare nozioni legate all'armonia, al ritmo e alla musicalità delle parole. Scomporre e ricomporre i testi come “lego” aiuterà la costruzione logica e verbale e la comprensione futura.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Circa 150.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi, racconti, testi teatrali, saggi di critica letteraria, saggi filosofici, sociologici, testi di psicologia, biografie.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Della letteratura classica amo la centralità riservata all'uomo da molti degli autori più celebri: Omero, Lucrezio, Euripide, Eschilo e Sofocle, Epicuro, Seneca, Terenzio, Orazio e Catullo.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Dostoevskij e Goethe rispettivamente con “I fratelli Karamazov” e il “Faust” rappresentano per me delle vette narrative e poetico-tragiche altissime. Ma sono tanti i giganti che affollano il paesaggio letterario tra i due secoli: Flaubert, Joyce, Svevo, Leopardi, Musil, Chateaubriand, Pirandello e molti altri.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Caproni, Palazzeschi, Montale. Il primo l'ho sentito molto vicino forse per la “felicità” di scrittura che riusciva a trasmettermi, le apparentemente facili chiuse, la cantabilità dei suoi versi. Anche Palazzeschi per questa idea di gioco nella costruzione dei testi. Montale per la memorabilità di certe immagini poetiche.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    “Favole” di Tommaso Di Dio, “Gli ultimi” di Fabrizio Bajec, “L'attimo dopo” di Massimo Gezzi.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, sono stato relatore in diverse occasioni pubbliche che hanno visto il battesimo di alcuni poeti nella collana poetica “Centovele” delle edizioni Prova d'Autore. Inoltre, con l'associazione culturale EstroLab, stiamo progettando una nuova serie di incontri per la rassegna “Penne Estroverse”, che vedono coinvolti poeti e scrittori da tutta Italia.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Hanno avuto e hanno un ruolo decisivo per la possibilità di mettermi in contatto con autori già affermati e meno celebri. Ho instaurato un dialogo che ha portato ad alcune interviste e contributi dei singoli poeti poi pubblicati sulla rivista l'EstroVerso.
  • 19. Hai un blog?
    Attualmente non è attivo. Sto raccogliendo i materiali per renderlo pubblico in concomitanza con l'uscita del terzo libro, probabilmente entro l'anno in corso.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sì, per le riviste on line l'EstroVerso di Grazia Calanna (www.lestroverso.it), Lunarionuovo di Mario Grasso (www.lunarionuovo.it), CriticaMente, di Federico Sollazzo (http://costruttiva-mente.blogspot.it/).
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Credo, che, alla lunga, il lavoro oscuro, silenzioso e meno istituzionale del poeta, ottenga i suoi frutti più succosi e sudati. Trovo importante lavorare a progetti in cui si dà voce al disagio psichico, sociale ed economico.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Conosco l'esperienza dell'amico poeta Luigi Taibbi, che ha lavorato a Dublino incontrando il poeta Pat Boran, trovando collaborazione e fiducia. Tanto in Irlanda, quanto negli USA (come testimoniato nell'intervista rilasciatami dal poeta Gian Maria Annovi), il sistema welfare funziona efficacemente e i poeti hanno concrete occasioni per lavorare ben remunerati con l'Università e le istituzioni.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Partire dall'esempio. Esemplare è in fondo qualcuno che si occupa del suo lavoro con passione e senza cercare i riflettori. Bisogna “costringere” la politica e coloro che stanziano fondi per attività culturali a occuparsi dell'orizzonte poetico. Risvegliare la sete di poesia, contro tutti i luoghi comuni e fraintendimenti, spesso diffusi dai media.