Censimento dei poeti

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Nicolas Alejandro Cunial

Nicolas Alejandro Cunial è nato a Mendoza il 17 ottobre 1989, vive a Treviso da sempre.
Nel 2011 è uscito, per Sbc Edizioni, il romanzo “Grigio tipo settembre”, mentre dal 2012 ha pubblicato, con Edizioni La Gru, le sillogi “Pillole di carne cruda”, prima parte della “Trilogia dell’æssenza” cui seguirà “Carie di città” nel 2013. Alcune sue poesie sono apparse in riviste letterarie come “Inverso” e siti autorevoli quale “LietoColle”. Ha vinto qualche Poetry Slam locale e partecipa attivamente ai festival di poesia. Scrive recensioni per la rivista letteraria “ConAltriMezzi”.

E-mail: [email protected]

Sito web: www.facebook.com/nicolasalejandrocunial

Vivo a vuoto

Sono fuoco il mio comburente è il vuoto che noto

attorno all’ombra che sono e il nero delle occhiaie

che bucano lo sguardo sotto pelle e sono stridente

sono un fischio acuto sono muto e muto le mie fasi

calanti e dissonanti dal mio resto e del resto spesso

mi ritrovo solo e la mia casa è di spine e la mia gola

è sottile strozza con forza e tace ogni corda di volta

in voltaggio e poi faccio spazio all’anima per berla

per manganellarla con le dita sono una sberla tesa

sono cera che s’asciuga e che prima brucia la vena

sono una schiena al muro oppure il freddo acciaio

che ti punto addosso di punto in bianco e poi rosso

sono un cerchio disegnato sono un grado anzi zero

anzi sono il freno che tiro il meccanismo della ruota

che giro e giri e gira e vira verso me o mete mezze

e mezze metà di me sono mente sono il mio niente

vivo in emargiNazione sono un’opinione vivo a ore

per quante non lo so ma so che non le so e perciò io

mi adeguo così conseguo la mia inesistenza e muoio

io sono la tua forma io sono un’immagine che varia

e la tua retina mi plasma ed io vivo di conseguenza.

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    La mia formazione, fino alla scuola secondaria, è avvenuta a Treviso, mentre mi sono trasferito a Padova per l'Università. Ora spero di proseguire gli studi a Firenze.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì, sono nato a Mendoza, in Argentina. I miei nonni paterni erano però di Treviso, città in cui i miei hanno deciso di trasferirsi dall'Argentina quando avevo poco più di un anno.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No, mai. Ho sempre pensato, e credo a ragione, di aver molta più dimestichezza con l'italiano che con lo spagnolo-castigliano. Mentre riguardo il dialetto trevigiano, non ho le basi di scrittura dello stesso.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Mi sono diplomato come perito chimico industriale, ma sono laureato in Scienze Politiche, Studi Internazionali ed Europei.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Attualmente no.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Scrivere lo ritengo un lavoro, con la differenze che, al momento, non percepisco stipendio alcuno. Quindi sì, scrivo.
  • 7. Quali lingue conosci?
    L'italiano, lo spagnolo-castigliano e l'inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Potenzialmente in tutte quelle che conosco.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Credo che i programmi non abbiamo tenuto conto della velocità con la quale il contesto sociale si è evoluto. Scolasticamente, penso, permane un'idea di poesia che sa di "vecchio", di "estetico", mentre sono davvero pochissimi gli studenti che scoprono la contemporaneità della poesia.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Certamente. Alcuni mi insegnano molto, altri ancora mi ispirano, ma tutti, in generale, hanno qualcosa da offrire. Anche il fatto di rendersi conto che non si vuole scrivere in "quel" modo che si è letto, è una scoperta necessaria.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Sinceramente, non sono in grado di fare una stima. Almeno un libro di poesie al mese lo leggo. A volte di più, ma non mi piace fare una media. In generale, non leggo mai meno di trenta libri l'anno, ma quanti di questi siano di poesia non lo so.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    I romanzi, alcuni saggi di politica e la nuova narrativa italiana.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Non avendo avuto una formazione classica, purtroppo non ho un rapporto consolidato con questo tipo di letture, ma alcuni esami universitari mi hanno portato a leggere testi di filosofia greca e latina.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Preferisco il secolo scorso all'Ottocento. Alcuni dei miei scrittori preferiti - Céline, Queneau, Calvino, Pirandello - sono infatti del Novecento. Non disdico però l'800, alcuni dei romanzi più belli che abbia letto sono stati scritti durante il romanticismo.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Riconosco un ruolo "guida" nelle opere di Montale, Zanzotto, Pagliarani, Sanguineti, Pasolini, Balestrini e, anche se qualcuno potrebbe obbiettare una certa "forzatura" dei termini "tradizione novecentesca", Voce, Frasca e Ferrari. Questo per quanto riguarda i confini italiani. Uscendo, incontro immediatamente la poesia beat e, in primis, Majakovskij.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Per il momento ne ho due che davvero sento la necessità di citare: Carne, 16 contatti di Dome Bulfaro; Erravamo giovani stranieri di Alberto Dubito. Questi intanto, poi spero di poter ampliare la lista.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Certo, attraverso i Poetry Slam e i reading.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Fondamentale. Non si può pensare di coinvolgere un pubblico largo se non lo si scova proprio dove oggi si è maggiormente sedimentato, cioè nella rete e in particolare nei social network.
  • 19. Hai un blog?
    Sì, è un blog affiliato alla testata "Oggi Treviso" e si intitola "Lettera a contatto". Ogni tanto, pubblico qualcosa, non necessariamente sulla poesia, obbligatoriamente sulla letteratura in generale.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Collaboro con "CAM - con altri mezzi" dove ogni tanto intervisto qualche autore di spicco o recensisco libri.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    In quattrocento caratteri è impossibile rispondere a un quesito simile. In Italia anzitutto c'è bisogno di ricreare il "ruolo pubblico", nonché di cambiare la comune accezione del termine "poeta" che spesso porta un significato intrinsecamente negativo o poco serio.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Esistono moltissimi iniziative di carattere pubblico riguardo i poeti e la poesia nel mondo. Un censimento simile, invece, no, non l'ho mai visto.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Intanto ribaltando il concetto che per la cultura il denaro non sia strettamente necessario. Sovvenzionare la cultura significa istruire un paese, arricchire intellettualmente e stimolare una nazione a evolversi. Di interventi da fare ce ne sarebbero moltissimi, ma tutti partono da un minimo comun denominatore: i fondi.