Censimento dei poeti

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Salvatore Della Capa

Salvatore Della Capa è nato a Napoli nel 1983. Vive e lavora a Bologna. È attivo nell'organizzazione di reading e eventi letterari, tra cui il festival Luoghi diVersi. Ha pubblicato le sillogi Al cospetto dell'alba (Libroitaliano, 2002) e Interno, Esterno (L'arcolaio, 2008), ha curato Poesie in corso. Laboratorio di Università Aperta (Bacchilega editore, 2008), è presente nell'Antologia Protesto (FaraEditore, 2009) e in altre raccolte. Suoi interventi sono apparsi su riviste come Ali, La Mosca, Argo. È tradotto in polacco nell’antologia Z Buta (Katedra Italianistyki, 2011).


Il tempo dispone i volti sulla credenza

catene e lumi artificiali

un filo interrotto attorno alle mani

tutta l’aria che sale nell’arteria.

Lasciare cadere un cenno

il punto incosciente sul nord

quel poco di Dio che cerchi nelle cose

«Me pare ca chist’anno

Natale n’adda venì».

Perché sono tutta la gente

che ricordo


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Bologna
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sono nato a Napoli, vivo a Bologna,trasferimento familiare quando avevo 9 anni
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    ho scritto in dialetto napoletano
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Triennale Lettere Moderne, Specialistica in Linguistica, Master in Giurisprudenza
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Non secondo le normativa, ma secondo me sì. Faccio l'educatore da 10 anni
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Non direttamente, ma tutto in realtà ha a che fare con ciò che scrivo e viceversa
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, inglese, francese
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Italiano, inglese, francese (ma do qualche occhiatina alla traduzione)
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Che l'accademismo non ha mai fatto bene alla poesia, che è fortemente ancorata alla realtà, al concreto
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Moltissimo
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    credo sicuramente più di 15/20
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Molta narrativa, tanta letteratura per l'infanzia e qualche saggio, soprattutto legato al mio lavoro
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    A tratti la amo molto. Credo che quello che noi definiamo senso comune o buon senso sia stato, in qualche modo, sia già tutto contenuto nella letteratura classica, di cui quindi ne è madre.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Il novecento invece è il mio padre
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Montale, Caproni, Penna, Rosselli, Pagliarani, Sereni ognuno per motivi diversi
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    "Sul vuoto" Del Sarto, "Kobarid" Fantuzzi,
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, organizzo da anni reading e festival di poesie (luoghi diVersi)
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Non posseggo nessun social network
  • 19. Hai un blog?
    no
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    saltuariamente
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    sarebbe bene ci fosse
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    a dublino e altre singole realtà piccole ma senza troppo successo
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Sì. Innanzitutto eliminando il sistema lobbistico arrivista, basato sulla prostituzione intellettuale, e non solo, che governa il mondo della poesia oggi. Non è la qualità che costruisce il percorso della poesia e del singolo poeta, ma la vicinanza a qualche lobby e quanto riesci a entrare nelle grazie di chi ne detiene il "comando". A Bologna domina tale sistema e credo non sia diverso altrove