Censimento dei poeti

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Jacopo Curi

Jacopo Curi (1990), è nato e vive in provincia di Macerata. Laureato con il massimo dei voti in Lettere, è specializzando in Filologia Moderna.
Nel 2009 ha vinto una sezione del concorso di poesia per giovani “Poeticamente abita l’uomo”.
Ha pubblicato una poesia nella rivista Voce aperta, una nell’aperiodico Il foglio clandestino ed è apparso nell’antologia inedita Bottega europea delle idee. Antologia 2010/2011 (Vydia, Montecassiano, 2011).
Fa parte dell’associazione culturale “Licenze Poetiche” e da alcuni anni collabora con “ADAM” (Accademia delle arti Macerata).



E-mail: [email protected]

XY

L’altra vita che la cerosa prosopopea mai ci

restituì, chissà se li incontrammo già allora

i nostri egoismi, che mi sembra di conoscere

la natura ossea dei tuoi zigomi, dietro ogni

volta del paesaggio di casa tua dove c’è ancora

traccia delle genetiche da potersi riprodurre

le ife la vista gli ologrammi degl’incontri.



Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Macerata. In verità sto ancora studiando.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo ad Appignano, a pochi chilometri da Macerata, per cui posso ritenermi uno studente locale.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Certamente. Non molto, tuttavia.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Sono diplomato in Agraria, laureato in Lettere Moderne e specializzando in Filologia Moderna.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Me lo auguro.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Non ancora, ma lo spero. Mi piacerebbe insegnare e rendere la formazione scolastica più libera e meno istituzionale. Vorrei servirmi della poesia facendola apprezzare e legandola alle altre arti per ampliare gli orizzonti culturali, ma soprattutto umani, delle nuove generazioni.
  • 7. Quali lingue conosci?
    L'inglese oltre l'italiano.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Appunto all'inglese, a volte.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Ritengo che la poesia venga insegnata in maniera assolutamente inidonea: in primo luogo, ridotta alla sterile ridondanza di un confuso insegnamento retorico; in secondo luogo, affrontata senza passione e quindi senza far appassionare; in terzo luogo, in maniera eccessivamente statica e fine a se stessa.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Assolutamente.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Non saprei. Non riesco a quantificare: a volte leggo in pillole, lascio, riprendo, sfoglio.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi classici. Soprattutto moderni.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Buono, anche se mi sento più stimolato dalla letteratura moderna e contemporanea, alla quale sono maggiormente legato per questioni di più immediato rispecchiamento.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Eccellente.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Ungaretti, innanzitutto: senza di lui non mi sarei iscritto a Lettere. Pavese, poi; ma per l'intera sua opera: una autore coltissimo che, oltre alla sua struggente esperienza di vita, mi ha fatto conoscere lo stretto legame tra stile e contenuto.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    "L'aria", Massimo Sannelli; "Madrigale OdeSSa", Luigi Nacci; "L'estraneo bilanciato", Matteo Zattoni.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Faccio parte dell'associazione culturale Licenze Poetiche e collaboro con Adam Accademia.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Hanno un ruolo importante poiché permettono contatti semplici e funzionali; inoltre favoriscono l'informazione attraverso la diffusione di notizie ed eventi.
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    No.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Sono convinto che la poesia abbia ormai un ruolo prettamente autoreferenziale. Se non si favorisce un certo tipo di educazione culturale e non si abbandonano talune dinamiche commerciali, il rischio è di rinchiudere le arti nella propria nicchia o "torre d'avorio", ma non solo: a volte possono rimanere sigillate nell'intimità di un poeta non ascoltato, soprattutto dal mondo dell'editoria.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Purtroppo no.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Penso che si potrebbe fare molto, soprattutto partendo dal basso. Tuttavia la cultura italiana necessita di una basilare rifondazione che permetta di giudicare criticamente l'arte e apprezzare la vera bellezza. Solo attraverso una rieducazione sarà possibile attirare nel mondo della cultura soprattutto le nuove generazioni che, innanzitutto, devono imparare a interessarsi.