Censimento dei poeti

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Francesco Filia

Francesco Filia vive, insegna e scrive a Napoli, dov’è nato nel 1973. Sue poesie sono presenti in numerose riviste e antologie, tra cui “Subway – Poeti italiani underground” a cura di Davide Rondoni (NET, 2006) e  “Il miele del silenzio” a cura di Giancarlo Pontiggia (Interlinea, 2009). Ha pubblicato i poemi in frammenti  Il margine di una città, con prefazione di Raffaele Piazza e dieci tavole di Pasquale Coppola (Il Laboratorio, 2008) e La neve (Fara editore, 2012) vincitore del concorso “Faraexcelsior” 2012.


Sito web: www.nellocchiodelpavone.blogspot.it

I frammento, Napoli 2007

…noi siamo già quel che voi

sarete domani.
 

La neve, quella vera, non l’abbiamo mai vista

se non nella bocca a nord del vulcano

nei pochi giorni di cristallo dell’inverno come una minaccia

che ricorda quel che non abbiamo temuto abbastanza

ma il gelo, quello sì, è dentro di noi fino alle ossa

e lo sentiamo che morde le giunture e crepa le ossa

fino al midollo. Ce ne accorgiamo dai sorrisi tirati

dei passanti, dai gesti circospetti di chi vive per strada

dalle urla dei ragazzi impresse nell’aria, dal nostro esitare.

E non ci sono di conforto i nostri sogni agitati in piena estate

lo scambiare la notte per il giorno o il ricordo di una madre

il tepore della sua ombra. E se anche qualcuno di noi

si chiede qual è il respiro di queste strade, del loro teso

vibrare, della luce che apre spazio tra palazzi e i nostri

incerti passi affrettati rimarrà come un brusio di fondo

tra risate e un colpo di clacson. Tra misericordia

e cielo non c’è più tempo per esitare. L’assedio

è dentro le case. E’ tra la mano e il buio di stanze abbandonate

e non serve ritrarsi di scatto, anche le mura sapranno chi siamo

scrutando la paura nei nostri occhi e allora potremo solo obbedire

ascoltando il silenzio che si insinua tra il vocio e il magma di piazze

e strade, che invade portoni e giardini a mezzacosta, che copre

frammenti di dialoghi affamati di bocche e cuori e allora, tra vestiti

gettati e l’odore di arance cadute, saremo veri e senza età

come chi dovrà morire sul serio.


Da La neve (Fara editore, 2012)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Napoli
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    No
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Laurea in Filosofia, Sfera di interesse rapporto tra teoria e poesia.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, Inglese, Tedesco
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese, Tedesco
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Andrebbe reso più interessante attraverso un rapporto più vivo con la parola poetica
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    15
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi e saggistica filosofica
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Continuo
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Continuo
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Cesare Pavese, Eugenio Montale, Giorgio Cesarano, Franco Fortini, Milo De Angelis, Osip Mandel'stam, Boris Pasternak, Paul Celan, Ezra Pound, Thomas S. Eliot, Robert Frost.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Ogni cinque bracciate di Vincenzo Frungillo, Le api migratori Andrea Raos.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    prevalente
  • 19. Hai un blog?
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    non sono i poeti a poterlo determinare è la società che dovrebbe farne richiesta.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    mi sembra che la posizione dei poeti in molti altri contesti sia di gran lunga meno marginale che in Italia (paesi dell'America latina, Germania, paesi dell'est europa).
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Penso di no, in un paese allo sfascio come l'Italia non ci si può aspettare nulla, soprattutto in ambito culturale. Si può solo lavorare dal basso e far circolare i testi e le idee persona dopo persona.