Censimento dei poeti

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Yari Bernasconi

Yari Bernasconi, nato a Lugano il 18 dicembre 1982, è autore della plaquette Lettera da Dejevo (Alla chiara fonte, 2009) e della raccolta di poesie Non è vero che saremo perdonati, contenuta nell’Undicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2012). Vive in Svizzera, tra il Canton Ticino e Friburgo, ed è redattore responsabile della rivista annuale «Viceversa Letteratura». Sue poesie sono apparse in diversi quotidiani e riviste, tra cui «Lo Straniero», «Cenobio», «Le Courrier» (in traduzione francese).

Sito web: http://www.viceversaletteratura.ch/author/6039

Cartolina da Herisau

Dalle colline si vede San Gallo, rassicurante,

col suo stadio. Gli anziani stanno insieme, salutano

il soldato che torna in caserma dagli altri.

Immacolate, le case e le facciate respingono i prati,

troppo verdi. Ristagna una fierezza vaga:

le nostre donne, le nostre terre, le nostre bestie.


È strano che in un bosco, proprio qui,

ci sia il corpo senza vita di una bambina.

Così stonato. È strano che una terra come questa

dia anche, ogni tanto, di che morire.



(da Non è vero che saremo perdonati)

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Friburgo (Svizzera) e Firenze (scambio universitario).
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì. Per studio (prima) e per lavoro (poi).
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Letteratura italiana e filologia romanza.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Direi di sì.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Potrei dire di sì, anche se molto indirettamente.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Francese, tedesco, inglese e spagnolo.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Francese. Meno frequentemente in tedesco, inglese e spagnolo.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Discorso complesso. In generale, però, con tutti i limiti che hanno i commenti sommari, mi sembra che l'insegnamento della poesia a scuola soffra soprattutto di una certa rigidità (nell'approccio ai testi e nella scelta degli autori). In poche parole, spesso c'è più chiusura che apertura.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Senz'altro.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Nessuna idea. Anche perché può variare molto dal periodo o dalla natura dei libri (raccolte, plaquettes, antologie ecc.).
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Non ho preferenze.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Al di là delle letture (perlopiù disordinate e casuali), forse un po' troppo passivo.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Un rapporto più dialogico e vissuto, credo, che porta spesso a riletture regolari e approfondimenti.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Non si può che rispondere per gioco. E per gioco, dunque senza pensarci troppo e inventando una "mia" tradizione novecentesca, dico Montale, Saba, Pavese, Sereni e Fortini. Ripescando in extremis Cardarelli. I motivi? Non credo di poter dare una risposta soddisfacente. Per alcuni dei nomi citati, una certa modestia, e al tempo stesso una formidabile forza e potenza evocativa.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Mariagiorgia Ulbar, "Osnabrück". Fabiano Alborghetti, "Registro dei fragili". Fabio Donalisio, "la pratica del ritorno".
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Nel limite del possibile.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Direi un ruolo piuttosto importante.
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sì.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Non credo di capire la domanda, o il concetto di "poeta" come "ruolo pubblico".
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Come alla domanda 21.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Non credo di potermi esprimere in modo pertinente, soprattutto nei dettagli. Ma in un contesto dinamico, investito tra l'altro da un'incalzante evoluzione tecnologica, mi pare ovvio che si possa sempre adeguare e migliorare la politica culturale di un paese.