Censimento dei poeti

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Paola Soriga

Paola Soriga è nata a Uta, in provincia di Cagliari, nel 1979. Dopo la laurea in lettere all’Università di Pavia, è diventata dottore di ricerca in letterature comparate all’Università di Roma Tre. È tra gli ideatori e organizzatori dei festival “Settembre dei poeti” di Seneghe e “Sulla terra leggeri” dell’Argentiera. Ha lavorato con la casa editrice romana la Nuova frontiera. Sue poesie sono state pubblicate su “L’Immaginazione”, “Poeti e Poesia”, “L’Accalappiacani” e sulla rivista brasiliana “Rascunho”. Il 6 marzo 2012 è uscito per Einaudi Stile Libero Dove finisce Roma, il suo primo romanzo.

INGUINE

Sfiorando poco poco il tuo ginocchio

sotto la stoffa dei pantaloni tesi

sul divano scomodo e stupito

preso a Porta Portese,


versi la birra e ti cade un po’ di schiuma

sull’inguine nervoso

e la guardiamo scivolare mollemente

bianca appiccicosa e dolce e amara assieme.


Ingoio

la saliva e un desiderio

ragazzino di ubriacarti

stordire le lenzuola ed insegnarti

il sapore sudato del mattino

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Ho preso il diploma a Cagliari, la laurea a Pavia e il dottorato a Roma.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì, vivo e ho vissuto in città diverse da quella in cui sono nata, perché ho sempre avuto il desiderio di uscire dall'isola, di vedere e vivere altri luoghi.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Sì, ho scritto, molti anni fa, qualche poesia in sardo campidanese.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Dopo la maturità classica, e dopo aver frequentato e dato gli esami del primo anno di Scienze Politiche, mi sono laureata in Lettere moderne, indirizzo Filologico letterario. Ho poi preso un dottorato in Letterature comparate.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    In questo momento mi dedico prevalentemente alla scrittura, ho lavorato in una casa editrice e mi occupo dell'organizzazione di eventi culturali: dunque sì, credo che gli studi che ho fatto siano stati importanti e abbiano influito su quello che ho fatto dopo averli conseguiti.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Vedi sopra.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Oltre all'italiano e al sardo, lingue madri, conosco bene lo spagnolo, abbastanza bene il portoghese, il catalano e l'inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Sardo, spagnolo, portoghese, catalano, inglese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che sia prezioso e necessario.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Mi piace, mi è sempre piaciuto, sono una lettrice prima che una scrittrice.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    È difficile quantificare il numero di libri di poesia letti, considerato che la poesia si legge (o almeno io la leggo), lentamente e ripetutamente. Posso dire tra i cinque e i dieci volumi all'anno.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi prima di tutto, e poi graphic novels, fumetti, saggi.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    È, mea culpa, soprattutto legato agli studi.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    La domanda è un po' generica ma penso di poter rispondere che li conosco e li ritengo molto importanti per la mia formazione.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Montale, prima di tutto, poi Dino Campana, Sylvia Plath, Pavese e Pasolini. Ora i nomi che mi vengono in mente sono questi. Mi rendo conto, elecandoli, che sono così diversi che mi è difficile trovare dei perché.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Amo molto Poesie d'amore per ragazze kamikaze, di Francesca Genti; D'in nciun là, di Azzurra D'Agostino e Mappe del genere umano, di Flavio Santi.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Ho contribuito a creare e ho lavorato per otto anni al festival di poesia di Seneghe, in Sardegna, Settembre dei poeti: un festival che in pochi anni ha conquistato il pubblico e ha fatto avvicinare alla poesia anche i non addetti ai lavori.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Mi sono utili per conoscere le novità, ma per il resto non mi sembra che le due cose siano particolarmente legate.
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    No.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Non particolarmente, ma vale anche per romanzieri e critici.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Conosco la realtà spagnola, in particolare quella catalana, ma non mi sembra che da questo punto di vista ci siano significative differenze.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Penso che le politiche culturali dovrebbero evitare i tagli ai finanziamenti che le hanno caratterizzate negli ultimi anni, ricordarsi sempre di scuole, universtità, biblioteche e musei.