Censimento dei poeti

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Roberta Sireno

Roberta Sireno è nata a Modena nel 1987. Attualmente residente e laureanda a Bologna, partecipa attivamente a readings e rassegne letterarie. Nel 2010 è tra i fondatori del gruppo ComPari, voce giovanile nel panorama poetico bolognese. Collabora con diverse realtà socio-politiche, scrive su riviste ed organizza eventi culturali. Nel 2011 esce il suo primo libro, Fabbriche di vetro, Raffaelli Editore. Nel 2012 suoi testi poetici inediti sono presentati dal comitato scientifico di RicercaBo. Nel 2013 è presidente dell’Associazione ComPari per la promozione della cultura giovanile e della poesia.


sono questo nulla questo radicamento nel corpo a colpo di spigolo

sono la mano insanguinata – il fornello o il mattone sfregato

e il non finire

la doccia fredda del giorno, i capelli che pendono verso il vortice

– sono lo specchio e l’orgasmo mai avuto


occorre scendere piano, senza luna senza giorno

con il ginocchio piegato alle rive fredde

e c’era questo burattinaio che mangiava anche le cose mobili

e legava i piedi delle femmine

e mostrava i denti – senza luna senza giorno


sono la goccia che batte il legno che brucia il tavolo scosso

il coprifuoco che assedia – il polline che avvolge

e si fa segno segnato


siamo la terra che rumoreggia in uno sparo di corvi – il sogno

che si fa spettro – il panno rosso che copre


e c’era questo modo sbagliato di parlare – questo bianco malato

che mi porto dentro


che non è altro che cenere o ripetizione della notte – vecchia

allerta di chi dipinge il proprio tuffo finale


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Bologna
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Si, sono nata a Modena. Bologna è un focolare culturale, e città universitaria di tanti giovani che hanno provenienza geografica diversa, c'è una circolazione vivace delle idee, e permette l'apertura di orizzonti nuovi. Tutto questo arricchisce la mia disposizione alla scrittura poetica e a ogni forma di espressione artistica.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Mi sono laureata nel 2011 in Lettere Moderne con una tesi su Andrea Zanzotto; e attualmente mi sto laureando nella magistrale di Italianistica con una tesi sulle poetiche del Novecento.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Non sto svolgendo alcun lavoro.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No, ma spero di farlo.
  • 7. Quali lingue conosci?
    L'italiano e l'inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    All'italiano e all'inglese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che nelle scuole medie e superiori sia meglio un seminario facoltativo di poesia, oppure che ci siano insegnanti universitari in grado di trasmettere la passione per la poesia. Il mio rapporto conflittuale con un grande poeta come Montale è dovuto al periodo del liceo, ci facevano leggere tutte le sue poesie a memoria. Questo impoverisce l'esperienza individuale.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Li divoro.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Non potrei quantificare, leggo molta poesia perché mi piace.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Mi piacciono molto i romanzi e i classici.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Adoro la filosofia antica, ma il rapporto, ad esempio, con la letteratura latina è sempre conflittuale, sempre a causa del liceo che ci faceva imparare le poesie in latino a memoria.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Mi piacciono moltissimo, soprattutto quelli a partire dalla metà del secondo Ottocento, che hanno aperto la modernità.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    In primis, Andrea Zanzotto per i suoi vorticosi giochi metalinguistici che sono significativi nel tentativo di afferrare il mancato significato nel caos odierno; poi è venuto Edoardo Sanguineti con le sue anarchie linguistiche, Patrizia Vicinelli che è corporalmente disorientante, Antonio Porta per la sua aggressività nella scrittura e Antonella Anedda con i suoi spazi luminosi.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Francesca Serragnoli, Il rubino del martedì, 2010.
    Alessandra Cava, rsvp, 2011.
    Gian Maria Annovi, Italics, 2013.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Si, faccio parte di un'associazione culturale bolognese, i "ComPari". Siamo un gruppo di giovani che organizzano eventi di diffusione della cultura e dell'arte in tutte le forme.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Un ruolo abbastanza difficile quando si tratta di selezionare le informazioni critiche e poetiche più esaurienti. Invece mi oriento abbastanza quando devo venire a conoscenza di informazioni varie su eventuali readings, festival, ecc.
  • 19. Hai un blog?
    No, non ancora.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Ho collaborato con varie riviste, in modo non costante.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Secondo me, ci sono poeti che possono assumere una responsabilità etica e sociale di rinnovamento della cultura e del paese. Penso che tutti noi siamo responsabili nel nostro piccolo, ed è necessario oggi esserlo più che mai.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Ho conosciuto poeti di provenienza straniera, soprattutto americana, e il loro ruolo mi sembra più aperto ed interattivo con la società, più disponibile al dialogo.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Non penso, anzi, dico che si deve farlo, oggi siamo in una situazione urgente, siamo sull'orlo dello sfacelo culturale e politico. Credo fermamente in una collettività che maturi un proprio spazio di diffusione ed interazione delle conoscenze, in un continuo confronto al di là delle divisioni di potere. Solo così si può far emergere una consapevolezza critica ed individuale più autonoma.