Censimento dei poeti

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Maddalena Lotter

Maddalena Lotter è nata nel 1990 a Venezia, città in cui vive; conseguito il diploma di maturità classica si iscrive alla laurea triennale in Lettere: Scienze dell’Antichità presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Contemporaneamente agli studi umanistici, Maddalena si sta diplomando in Flauto traverso presso il Conservatorio di Musica B. Marcello di Venezia e ha collaborato con enti prestigiosi quali Fondazione Teatro La Fenice, Biennale Musica, Biblioteca Nazionale Marciana e altri.
Ha pubblicato nel 2011 per l’editore TerraFerma il racconto “5 metri in linea d’aria”, inserito nell’antologia “Letteralmente: viaggiare” a cura di Annalisa Bruni, Anna Toscano e Lucia de Michieli. E' membro della redazione di poetarumsilva.wordpress.com.
Da dicembre 2012 è curatrice, insieme a Giulia Rusconi, della rassegna di incontri ‘La poesia del giovedì’ a Venezia.

E-mail: [email protected]

Sito web: poetarumsilva.wordpress.com

Ci sono volte che sono brutta
rovinata, bocca di sconforto,
cammino a lato dove vanno i cani
ho paura che gli sguardi siano smorfia
e pietà: cos'ho in testa? O sono le scarpe?
Ho sbagliato colori, forse? Qualcuno dica
perché mi sento inadeguata
e chiedo scusa.

Poi ci sono volte che sono una donna
e allora squadratemi le gambe
che si allungano per strada sicure,
gli occhi di freccia e di cielo
quando hanno un progetto.
Pensatemi nuda, quelle volte
in cui vi ho fatti per guardarmi
io la grande madre, l'amazzone, l'amante.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Venezia
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    vivo a Venezia perché non ho ancora completato gli studi, e poi perché è effettivamente la città più bella del mondo.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    non mi sono mai cimentata nella scrittura in dialetto veneziano, nonostante io lo apprezzi molto per le sfumature deliziose della sua tradizione e per la precisione che il dialetto riesce ad avere in certe situazioni, in cui è preferibile all'italiano 'standard'; ancora non riesco a pensare una poesia mia in veneziano, ma essendo una lingua molto musicale, chissà...
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Mi sono appena diplomata in flauto traverso al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia e mi sto laureando in Lettere antiche all'Università Ca' Foscari; sono anche iscritta alla laurea specialistica di secondo livello in flauto, sempre qui a Venezia, il cosiddetto 'biennio a indirizzo solistico' equiparato a una laurea magistrale. insomma faccio i salti mortali.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    ancora non ho un lavoro fisso, ma tutti i titoli che sto conseguendo nella speranza di poter lavorare in Italia convergono intorno all'idea di sopravvivere nell'ambito della musica e della letteratura.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Spero in futuro di poter lavorare per qualche giornale culturale o, perché no, di insegnare in una scuola, anche se preferirei fare la musicista.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, Inglese, Greco antico, Latino, e amo molto il Francese anche se non lo so parlare correntemente.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese, Francese, Spagnolo, Greco e neogreco, Latino, e ovviamente Italiano (amo molto anche leggere poesie nei dialetti del Sud)
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che ora come ora sia un insegnamento che risponde troppo alla freddezza dei programmi ministeriali; ho preso la maturità classica 5 anni fa e la mia conoscenza della poesia arrivava fino a Montale, più o meno; il mio bagaglio di letture è stato formato dopo, e per conto mio, mai in ambiente accademico. Penso che progetti come 'ipoetisonovivi.com' possano giovare molto.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    non mi piace 'leggere' libri di poesia, direi che è più appropriato dire che mi piace 'affogarci dentro', soprattutto la sera, o la domenica, quando non devo suonare. la lettura mi permette di stare bene anche da sola.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    sicuramente spendo più soldi in libri che in qualsiasi altra cosa; in un anno e mezzo credo di aver acquistato circa una sessantina di libri di poesia. E' anche vero che ne leggo molti in casa di altri amici poeti e amanti della lettura, o me li faccio prestare.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    amo molto i romanzi, solo che non riesco a leggere romanzi che non siano veramente belli. Spesso i romanzi di adesso li lascio a metà. Rileggo volentieri Dickens, Tolstoj, Woolf... In ogni caso durante l'anno ho poco tempo per dedicarmi ai romanzi, quindi mi è più facile leggere raccolte di poesia; non amo invece i racconti.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    direi ottimo. mi sto laureando in Lettere antiche proprio per l'amore che ho nei confronti della letteratura classica; i greci e i latini sono chiaramente la base della profondità del pensiero umano (occidentale). Non concepisco chi oggi pretende di scrivere libri senza aver mai letto i classici. Lo trovo un atteggiamento presuntuoso e piccolo.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    amo molto i romanzi dell'Ottocento e il periodo simbolista della poesia francese; per quanto riguarda la lettura del Novecento, mi ha regalato un'esplosione di stimoli e di possibilità di ampliamento del pensiero. Per quanto riguarda il secondo Novecento, lo scorso anno ho divorato molti scrittori del postmodernismo americano, sviluppando ad esempio un morboso attaccamento a David Foster Wallace.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    T.S.Eliot, Montale, Dickinson. I primi due per aver sviscerato l'Io lirico e aver giocato tra ciò che è oggettivo e ciò che proviene dall'Io, definendo quello che Eliot chiama'il sentimento impersonale dell'arte'; Emily Dickinson (e la sua prosecuzione in molta altra poesia americana, come ad esempio Louis Gluck) per aver mantenuto la voce del lirismo puro, limpido, teneramente greco.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Tra i poeti giovani, ho apprezzato molto 'Mala Kruna' e 'Pasta Madre' di Franca Mancinelli, così come l'opera di esordio di Giulia Rusconi 'I padri', per motivi completamente diversi: in una, il perfetto contatto fra introspezione e parola poetica, nell'altra, la riflessione sulla crisi della figura del maschio.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Ho organizzato nell'anno 2012/2013 una rassegna di incontri con poeti giovani (under 40) a Venezia, con Giulia Rusconi; l'abbiamo chiamata 'La poesia del giovedì' ed è stata una bella esperienza. Spero in futuro di trovare il tempo, insieme a Giulia, per ripeterla o per idearne di nuove.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Ha un ruolo molto importante, visto che mi permette di leggere in tempo reale le riflessione di tutti i poeti che conosco, e si sa che i poeti sono notoriamente narcisi, quindi si esprimono sempre volentieri, e ora lo fanno 'postando' i loro pensieri su internet; nella vita reale solitamente stanno zitti.
  • 19. Hai un blog?
    Sì: www.lapoesiadelgiovedi.blogspot.com
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    sono stata redattrice di Poetarum Silva (poetarumsilva.com) e sono ora redattrice e collaboratrice del progetto per le scuole 'I poeti sono vivi' (ipoetisonovivi.com)
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    mi piacerebbe molto che i poeti avessero più spazio nella società, e che la loro opinione contasse maggiormente; è anche vero che oggi il mondo della poesia necessita di una grande scrematura, perché le opinioni di molti che vi bazzicano non sono affatto interessanti per la società, ma si limitano ad essere sfoghi di un'Io singolare proprio mio'(come scrive Patrizia Cavalli, che amo)
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    purtroppo non me ne sono mai interessata, ma ci sarà tempo anche per questo.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Penso che attualmente in Italia non esista una politica culturale e non saprei, sinceramente, come intervenire. Forse partendo da una maggiore sensibilizzazione dei giovani alla poesia e alla letteratura, così come alla musica (totalmente assente dai piani ministeriali). Credo molto nel ruolo della scuola pubblica.