Censimento dei poeti

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Renata Morresi

Renata Morresi è nata a Recanati nel 1972. Traduce, scrive saggistica e poesia, insegna lingua e traduzione inglese all'università di Macerata. Di recente sono apparsi due volumi di sue traduzioni della poeta americana Rachel Blau DuPlessis: Dieci bozze (Vydia, 2012), con introduzione critica, e Bozza 111: Arte povera (Arcipelago). Tra i suoi libri: Cuore comune (peQuod 2010, Premio Metauro 2011), e, in uscita, Bagnanti (Perrone, Premio L'Erudita 2011). Collabora a riviste, cartacee e on-line (Nazione indiana, Punto critico, Argo, ecc.). Vive a Macerata con suo figlio.


[…]


Avendo raggiunto il limite

di parole, soltanto il rollare basso

dell'ascensore è ammesso

o il clic minuto della chiave.

Il passo sul pianerottolo

comprenderà tutto

– gran finale –

comprendere tutto

da quell'unico pezzo

ripetuto –


museo di soli suoni

palazzo degli uguali.


[…]


Tra gli infissi sessanta cose

tra sedia, radio, mais, cipolla

e discreta importanza di tavola

cose intessute sul motivo

ripetibile, della tovaglia.


Scansi facile le molliche

scrollandola dal davanzale

con un gesto che ci lega

a tutti i pranzi

a tutti gli avanzi riposti.


Forse domani

davanti al frigo

la stessa sillaba.



(da Cuore comune)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Macerata. Durham, UK. Austin-TX, USA.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì. E' capitato.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Lingue e letterature straniere, Letterature comparate.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì, al momento insegno lingua e traduzione inglese e letterature anglo-americane.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, inglese e tedesco.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Italiano, inglese e tedesco.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Giusto, bello, necessario.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Una trentina, grossomodo.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Saggistica (critica, filosofia, storia, ecc.)
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Ho un buon rapporto con Aristotele, direi.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Profondissimo (rapporto di studio, passione e ricerca).
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    H.D., Langston Hughes, George Oppen, Rachel Blau DuPlessis: rastremati e sensuali, infinitamente traducibili e allusivi, eticamente rigorosi. Tra gli italiani: Amelia Rosselli, potente e distorsiva eppure visceralmente esistenziale (la lessi molto presto). Da giovanissima: Pascoli (lo so, non è un novecentesco, però) e Cardarelli, credo perché inquieti, misteriosi e avvolgenti.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Difficile dirlo. Rileggo spesso Gherardo Bortolotti e Gian Maria Annovi.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì (letture, presentazioni, seminari, rassegne, ecc.)
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Abbastanza importante
  • 19. Hai un blog?
    Collettivo sì, personale no
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Certo. Chi scrive lavora con la lingua, che è cosa di tutti. (Difendo, comunque, per chi lo desidera, il diritto ad essere inattuali, scorbutici e privati.)
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Penso che si "dovrebbe" intervenire.Innanzi tutto con investimenti nella formazione, a scuola e all'università, con borse di studio, viaggio, residenza e ricerca, con finanziamenti per l'archiviazione e la digitalizzazione delle opere, primarie e secondarie, con più risorse dedicate alla traduzione. Quanto di questo sia fattibile in regime di neoliberismo globale in salsa feudale italiana,non so