Censimento dei poeti

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Marco Di Pasquale

Marco Di Pasquale è nato a Ripatransone (AP) nel 1976, vive a Macerata. Animatore culturale e divulgatore letterario nelle associazioni “Licenze poetiche”, “ADAM” e “UMANIEVENTI”. Coordinatore di gruppi di lettura e laboratori di scrittura creativa; direttore artistico del Festival “Rampe per Alianti” (2005-08) e “PoesiaLeonisMinifest” (dal 2009). Pubblicate sue sillogi in riviste e nelle antologie L’opera continua, Perrone, 2005, e Scrittura amorosa, Fara, 2008 (secondo classificato Premio). Sua opera prima, Il fruscio secco della luce, Wizarts, 2009.


E-mail: [email protected]

Sito web: www.marcodipasquale.wordpress.com

IN ABBRACCI ANGUSTI

ad una ragazza da tempo morta
 

dialogando ne guardo

lo sprofondo della gola

ne traccio l’impreciso assaggio

ne faccio il sondaggio toccando

negando il sapore e la pece

di un pomeriggio di decubito

 

sotto le calze il pallore s’indovina

come già conosciuto altrove

in altri abbracci angusti

tra i marmi e le candele nuove

 

s’inchioda il futuro sotto il piancito

nel muro sarà serbato il calco

di un sorriso ormai serrato

 


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Macerata
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sono nato a Ripatransone (AP) ma per lavoro e per motivi di relazioni d'amicizia e di coppia sono rimasto nella città in cui ho studiato, Macerata.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Solo per gioco, un paio di volte. Tuttavia parlo correntemente il mio dialetto.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho studiato Lettere Moderne ad indirizzo Contemporaneo.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Più o meno. Insegno lingua e cultura italiana in una Scuola d'Italiano per Stranieri.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Marginalmente: nella scuola mi occupo anche di approfondimenti sulla poesia italiana contemporanea.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Francese, inglese e un po' di spagnolo.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Leggo in francese, inglese, spagnolo e raramente in portoghese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Un bene primario!
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Enormemente, sebbene legga molto più spesso narrativa.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Più o meno tra venti e trenta.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Narrativa straniera e saggi.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Poca frequentazione, pur avendo fatto il liceo classico.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Amore incondizionato.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Sereni e tutta la linea lombarda per l'attenzione agli aspetti del reale e alle suggestioni che esso produce. La poesia americana (Plath e Sexton, ad esempio) per gli squarci di allucinazione che questo reale scatena nella sua lancinante bellezza.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    "Cuore comune" di Renata Morresi
    "La rimozione" di Davide Nota
    "Canti ostili" di Italo Testa
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Un ruolo primario
  • 19. Hai un blog?
    Sì, www.marcodipasquale.wordpress.com
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Saltuariamente.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Dobbiamo assolutamente ricavarlo, è vitale per il progresso etico e sociale della futura Italia.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Poche e solo per sentito dire, purtroppo.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Sì, concedendo maggiori spazi, maggiore libertà di azione e di espressione, senza vincoli di schieramento politico,ed affidando maggiori risorse ai veri promotori culturali (cioè quelli che non vogliono lucrare sul pubblico finanziamento per poi proporre ai fruitori la solita, insignificante sbobba pseudoculturale. Scusate lo sfogo ma vedendolo coi miei occhi, tutto ciò mi fa molto arrabbiare!