Censimento dei poeti

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Marco Mantello

Marco Mantello è nato a Roma il 17 luglio del 1972. Ha pubblicato, poesie, racconti, saggi su Liberazione, Storie, Lo sciacallo, Nuovi argomenti (rivista di cui sono stato collaboratore dal 2002 al 2007), e sui blog letterari Nazione indiana e Poetarum Silva. Il suo primo romanzo, La rabbia (2011, Transeuropa edizioni), è stato selezionato per la dozzina del premio Strega 2012. È autore di due libri di poesie: Standards (Zona, 2006), e  Il sangue dei vincitori, in uscita a febbraio 2013 per La camera verde.


In un plastico a grandezza naturale
c’è una bara con dentro un paese.
Vedi case, il campanile
e la piazza principale
vuota come la testa di un morto. :

Un’intera collina che brucia
a cielo aperto e bocca chiusa
fa da camera ardente
alla bara con dentro il paese. .

A restare dalla sera alla mattina
è arrivata tantissima gente
chi da dietro, chi davanti
questa bara con dentro il paese
e tutti i suoi abitanti. .

Sono ancora persone reali
provenienti da grandi città
o i riflessi dei loro diari
che lo vegliano pieni di odio .

quel paese che dentro la bara
si rianima a ridosso
della faccia di un padre padrone
deceduto la stessa mattina
che bruciarono casa e collina. .

L’hanno esposto nel salone principale
col rosario intrecciato alle dita
e le donne piangevano prima
che qualcuno dicesse. E’ la vita.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Roma.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo a Berlino dal 2007. Fra i motivi per cui sono andato via da Roma c'era il fatto che dovevo scrivere il mio primo romanzo e volevo farlo lontano dall' ambiente culturale e umano di cui il libro avrebbe parlato, volevo una distanza.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Non ho mai scritto in dialetto. Nella mia poesia come nella prosa sono presenti inflessioni dialettali, singole espressioni e modi di dire riferibili al modo in cui parlavano e parlano i ragazzi e le ragazze di Roma est. Io li chiamo fossili
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Mi sono laureato in giurisprudenza, ho portato a termine un dottorato di ricerca in diritto civile, ho fatto il professore a contratto in diritto privato. Sono autore di tre monografie di argomento giuridico e di alcuni saggi pubblicati su riviste di settore.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Più che gli studi, l'ambiente universitario ha svolto un ruolo nella mia produzione letteraria.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Oggi sono uno scrittore a tempo pieno, sto lavorando al mio secondo romanzo, e a un libro di poesie.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese e tedesco. Leggo il francese e lo spagnolo. Il latino e il greco fra le cosiddette lingue morte.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese e tedesco: dall' originale. Per quanto riguarda spagnolo, francese, latino e greco: con una traduzione italiana e l' originale a fianco leggo dall' originale, integrando le parti che non mi sono chiare con la traduzione italiana.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che la poesia non andrebbe insegnata. E' detestabie prendere un voto sui Mari del sud di Pavese, ammesso che si arrivi a studiare Pavese, e la seconda metà del '900.

    Distinguere e coordinare poi forme di studio della poesia e della critica, da eventuali corsi di scrittura creativa nelle scuole.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Si
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Non saprei
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Negli ultimi tempi, per esigenze legate al romanzo che sto scrivendo, testi di psicanalisi e antropologia, con sommo disappunto per la tendenza di molti antropologi a utilizzare un metodo comparativo alla ricerca delle somiglianze da cui estrarre poi fanomatici e atemporali tratti comuni al "genere umano", e nuovi totem e tabù.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Fra le tragedie: Baccanti di Euripide e Antigone di Sofocle. Fra gli altri classici: le metamorfosi di Ovidio e il De rerum natura di Lucrezio.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Ho letto per intero La ricerca del tempo perduto, L'uomo senza qualità, La montagna incantata e alcune parti dell' Ulisse. Rispetto a questi testi continuo a preferire i Karamazov. Se devo citare due testi su cui mi sono formato: La metamorfosi di Kafka. Sul versante americano: Chiamalo sonno di Henry Roth.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Dante, perchè i miei versi oscillano su un quantità prossima per eccesso o per difetto a un endecasillabo e riecheggiano il ritmo della terzina. Poi vengono Frost (per Fire and Ice e Acquainted with the night) Auden (per As I walked out one evening) , Stevie Smith, Yates (per The Tower) e la Plath di The arrival of the bee box. Poi Palazzeschi, Montale, Penna, Rosselli.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Perchè ho smesso di scriverti versi, di Simone Consorti
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sto curando un libro di poesia per Transeuropa.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Leggo sui blog letterari e partecipo ad accesi dibattiti sul nulla con i miei simili.
  • 19. Hai un blog?
    No
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Ho collaborato dal 2002 al 2007 con la rivista letteraria romana Nuovi argomenti.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Sarebbe un bene non ripetere il caso D' Annunzio, quindi parlerei di ruolo pubblico della poesia nella formazione dell' opinione pubblica. Che per me significa: uscire fuori dalla logica cadaverica della rubrica di poesia modello corriere della sera, recuperare invece un uso della poesia come forma di commento della realtà, che possa darci una diversa visione della cattedrale.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    In Germania fanno gli slam...
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Ad esempio promuovendo un uso attivo del linguaggio della poesia presso la stampa. Tempo fa ho provato a proporre al direttore di un settimanale un uso alternativo della poesia. Pensavo a qualcosa come un reportage in versi, un commento ai fatti della settimana, biografie del potere a livello europeo e non solo italico. Risposta: la rivista in questione ha già una rubrica di poesia...