Censimento dei poeti

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Mariagiorgia Ulbar

Mariagiorgia Ulbar è nata a Teramo nel 1981 e vi è vissuta fino ai 18 anni. In seguito si è trasferita a Bologna. Ha studiato germanistica e anglistica e si occupa di didattica delle lingue e traduzione. Ha pubblicato testi sulle riviste letterarie Lo straniero, Le voci della luna, Tratti, Nuovi argomenti, La hotra revista e le raccolte Arance di mezzanotte (ElitEdizioni, 1999), I fiori dolci e le foglie velenose (Maremmi, 2012) e Su pietre tagliate e smosse all’interno dell’Undicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2012). Ha pubblicato in edizioni tipografiche limitate il poemetto illustrato Osnabrück, le prime sei cartoline del progetto Poste/Poesie e, per la Collana Isola, la plaquette illustrataTranscontinentale.

E-mail: [email protected]

Cartolina n.6

Tenuti svegli dal caffè, nervosi

come chi mai da qualche parte arriva

continuavamo a viaggiare o stare fermi

sulle tovaglie dei picnic sulle necropoli.

C’era nessuno intorno e la sabbia

e metri più in basso una folla

senza voce di morti a tenerci

protetti a distanza dalla storia

che è di tutti e non è di nessuno.

Passa ogni tanto un uccello

che fischia un silenzio di piume

di qualcuno veloce che è sveglio.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Bologna.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì. Vivo nella città dove ho studiato e dove ora lavoro.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Ancora mai.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho studiato Lingue e letterature straniere.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì. Insegno lingua straniera nelle scuole superiori e traduco dalle lingue straniere che ho studiato.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Nel fatto che traduco anche poesia e nel fatto che uso testi poetici nelle mie lezioni.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano,tedesco e inglese. Riesco a leggere sufficientemente anche il francese e lo spagnolo.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    La mia, il tedesco, l'inglese, il francese e lo spagnolo .
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Che sarebbe bello inserirlo nel curriculum scolastico, se, con la parola "insegnamento", si intende la materia. Altrimenti, la poesia viene insegnata con spontaneità, e quindi con qualche probabilità di successo, da chi la legge e la ama, a prescindere dalla materia che insegni, e viene recepita, anche se insegnata "male" da chi è tenuto a insegnarla, da chi la ama già.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì, mi è sempre piaciuto.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Non saprei, dipende dagli anni. Direi sicuramente più di dieci.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Saggi, romanzi dell'Europa dell'est, classici.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Ho studiato latino e avrò per sempre il rimpianto di non aver studiato greco (perché ho frequentato il liceo scientifico). Sono interessata alle etimologie. Sono interessata alla letteratura latina (che però non leggo in originale) e anche a quella greca.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Ne ho letti molti nell'adolescenza e voglio leggere quelli che non ho letto.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Non amo questa domanda. Trovo che sia una domanda mal posta. Tutto ciò che ho letto ha contribuito alla mia formazione poetica, non solo i miei preferiti.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Non riesco a parlare di raccolte, ma potrei parlare di poesie o di serie di poesie ed è difficile inserirle in questa risposta.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, mi è capitato di organizzare degli incontri e ho fondato la collana di edizioni alternative Isola, che unisce poesia e illustrazione.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Sulla rete cerco quel che mi serve, mi informo, uso moltissimo la posta elettronica per comunicazioni formali, ma soprattutto di piacere, di scambio con amici che scrivono e leggono. Non ho account su social network.
  • 19. Hai un blog?
    Un blog della collana Isola e uno per un altro progetto collettivo. Non ho un blog personale.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sì, con la rivista Hamelin da qualche anno. Scrivo articoli o traduzioni per altre riviste letterarie, in maniera saltuaria.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    E' come chiedere se penso ci sia spazio per un ruolo pubblico delle persone nella società di oggi. Certo, è auspicabile una dose di ruolo pubblico del poeta, in termini di espressione di pensiero. Ma bisogna intanto che la parola "poeta" si spogli dei significati raccolti per strada in tanti anni e torni a essere una parola pulita che non significa né vate né mentecatto.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Conosco la Germania e so che ci sono meno gerarchie anagrafiche, accademiche ed editoriali.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Domanda enorme. Diciamo di sì, ma in maniera induttiva, non deduttiva. Bisogna però recuperare il pensiero, l'idea, poi fare e chiedere e allora sì: pretendere. Anche in questo caso però, trovo che lo spazio e l'occasione dati a questa risposta non permettano di ragionare come si dovrebbe.