Censimento dei poeti

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Michele Montorfano

Michele Montorfano è nato il 15 Novembre 1976 a Como. Dal 2011 risiede a Milano.
Ha studiato cinema, pedagogia e filosofia. Ha lavorato nel campo della pubblicità e del sociale.
Sue poesie sono apparse su diverse riviste tra le quali La Mosca di Milano e sull’antologia curata da Francesco Napoli per Raffaelli editore, con una introduzione di Roberto Mussapi.
E’ stato finalista al Premio Cetonaverde 2011.

E-mail: [email protected]

Una casa invasa dall'erba.

Un lungo filare di pioggia.

Un po' di terra rossa da un campo arato, ancora fumante.

Poi mise l'ostensorio sul tavolo

e quando la strinsi si placò un attimo e la luce, di un bel verde marino, entrò dalla porta principale raschiando le pareti imbiancate da poco.

Non so se questa è la distruzione degli arti o l'inizio del respiro ma, sotto un grande albero di fichi, vidi una corona rosa impastata di conchiglie e delle fiamme che ritornavano da una strage.


Se non credi a questo, non credi né alla morte, né alla resurrezione.

(Da DISTRUZIONE E SALITA DI LILITH)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Milano
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì. Per amore, prima. Per affezione, oggi.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Cinema. Pedagogia. Filosofia.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Non più.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese, francese e, malamente, il tedesco.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese, francese, tedesco.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Se la domanda si riferisce all'esprimere un giudizio sulla qualità dell'insegnamento oggi, rispondo che non ho un numero quantitativamente sufficiente di contatti all'interno della scuola per formulare un giudizio corretto. Ancora meno per avere un'opinione. Se invece mi state chiedendo se l'insegnamento della poesia è, in sé, importante, vi rispondo: sì, necessaria alle fondamenta di un uomo.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Certo, moltissimo.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Credo una media di 15 - 16.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Tutto ciò che si può leggere. Dai manuali di botanica dell'800 a Paperinik.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Molto stretto.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Altrettanto stretto.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Eliot. Ponge. Elitis. Perché nei loro versi il significato è radicato nella carne delle cose. E questo li porta oltre il significato, la parola, la cosa. Sono nella pura magia di un gesto.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    A chi porti la rosa? di Islam Samhan. Il chiarore, di Carla Saracino. Héliotropes, di Ryoko Sekiguchi.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Per ora no.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Scarso.
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Ad oggi, 23 Gennaio 2014, no.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Trovo che non esista quello spazio, oggi. Quindi, prima di pensare al come riempire uno spazio inesistente con un poeta, bisogna lavorare per crearlo. Prima viene il segno, poi nel segno la parola. Non il contrario. E solo in questo ordine. Perché tra i due fattori, limitato a questo specifico contesto, è estremamente vaga la relazione di famiglia.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Sì.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Metà della risposta alla domanda 21 contiene anche questa risposta.