Censimento dei poeti

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Alessandro De Francesco

Alessandro De Francesco (Pisa, 1981) vive a Londra. È attualmente poeta borsista del Centre National du Livre (Francia). Sempre come poeta, ha insegnato all'European Graduate School (Svizzera), all'École normale supérieure di Parigi e alla Sorbona. Libri: Lo spostamento degli oggetti (Cierre Grafica, Verona, 2008), da 1000m (ebook, gammm.org, 2009), Redéfinition (Mix., Parigi, 2010), Ridefinizione (La Camera Verde, Roma, 2011), Scrittura aumentata (La Camera Verde, 2013, di prossima uscita). Attivo anche come artista, ha realizzato installazioni, performances e mostre in Europa e Nord-America.



Sito web: www.alessandrodefrancesco.netwww.augmentedwriting.com

siamo tutti nel corridoio       l’illuminazione dei lampadari

cercando l’entrata del teatro

tende nere ma non ce ne accorgiamo


però quando restiamo in due         ci guardiamo

e ci guardiamo intorno               crediamo gli altri inghiottiti


qualcuno bussa alla vetrata

i volti di prima sorridenti

gli amici che scherzano       dall’altra parte

ci invitano a passare

e non è l’entrata di un teatro

ma porta sulla strada


uscendo   nel freddo   un manipolo di gente guarda in alto

da una finestra di un palazzo una tv

trasmette il filmino girato quell’estate

quando saremo tutti insieme    a casa



ci sono io che mi spoglio davanti alla cabina della doccia

mi giro nudo in erezione qualcuno applaude              ride

guardo l’obiettivo rido anch’io poi un qualcosa    offusca la ripresa

al momento del varco



Da Lo spostamento degli oggetti (2008)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Pisa, Parigi, Berlino, Lione.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sí, dopo Londra Bruxelles, città degli apolidi e dei viaggiatori.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Non sopporto i dialetti. Non solo in quanto toscano, ma anche in quanto poeta.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Di tutto. Manca la cucina, ma cucino benino da autodidatta.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Non lavoro.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Non lavoro.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, francese, inglese e tedesco.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Italiano, francese, inglese e tedesco.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Dipende da chi insegna.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Ovviamente sí, a differenza di molti poeti.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    No.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Di tutto, ma non di cucina, mi invento le ricette.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Anche se la scuola ha fatto molto per farmela odiare, adesso ricomincia ad affascinarmi profondamente.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Un buon rapporto, ci incontriamo spesso, anche in intimità.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Qualche nome: Montale, Porta, Giampiero Neri, Jean Daive, Michel Deguy, André du Bouchet, Jean-Marie Gleize, Paul Celan, Michael Palmer. Sono tutti autori che sanno precisamente quello che fanno. Il rigore del loro progetto d'opera non va a scapito dell'intensità emotiva del testo, della vita. E l'emozione sta insieme al concetto. Cosa ho detto?
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Perché tre?
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Certo.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Sono tra i vari strumenti possibili.
  • 19. Hai un blog?
    No. Sono infastidito dai blog e dai vari siti in cui si possono dare opinioni o aprire thread on-line. La falsità della democrazia. In compenso ho due siti che possono essere visitati ma sui quali nessuno può scrivere niente a parte me: www.alessandrodefrancesco.net e www.augmentedwriting.com
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sí: "Semicerchio" e "Nioques" (Francia) in particolare.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Ruolo pubblico? Tipo assessore o poliziotto?
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Sí, in particolare USA, Germania, Francia e Inghilterra. La situazione editoriale, soprattutto in Francia e in USA, è migliore, il livello non è detto. In Italia ci sono molti buoni autori. L'Inghilterra è tragica per la poesia. Sarà l'effetto della finanza.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Un intervento davvero sensato sarebbe pensare seriamente come superare concetti come quelli di Stato, lavoro e soprattutto democrazia, ovvero i concetti fondanti dei sistemi di controllo post-dittatoriali che si fondano sull'uso dei media.