Censimento dei poeti

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z tutti
Fabio Orecchini

Fabio Orecchini (Roma, 1981) vive a Roma. Suoi testi ed opere visive compaiono su quotidiani, riviste, antologie e siti letterari. Collabora con le riviste Argo, Metromorfosi, AbsoluteVille. Come regista ha realizzato [A]livePoetry, un progetto di videoarte e documentazione verbovisiva dedicato ai poeti contemporanei. E' stato promotore del movimento culturale Calpestare l'oblio, curando inoltre l’edizione cartacea della raccolta omonima [Cattedrale,Ancona]. Nel 2010 ha
pubblicato Dismissione [Polimata,Roma], recentemente ripubblicato per i tipi di Luca Sossella, nella sua versione definitiva, completo di cd (il
concept album dell’opera stessa composto dal progetto Pane) e alcune opere visive (Modelli di bocche) dello stesso autore.


E-mail: [email protected]

Sito web: http://fabioorecchinipoesia.wix.com/dismissione

II. Lamine Rovine

7:02 a.m. - Stabilimento Fincantieri

Nella nebbia più gelida

la morte liquida

gli alberi muti  immuni

tramano autunni

[oltre la carreggiata]

tra le righe d'asfalto

asfodeli

sfogliano i rami,

del moto apparente della morte

non resta che rame,

sterminato   fogliame.

Dall'ovario infero un calice subnullo

il frutto

una bacca carnosa e rossa


   monospermica

cade

e non c'è nulla che possa fermare

la sirena

risuona  nel tempo

come     lamina     ondula

pochi minuti forse un'ora

la trave

cede

e non c'è nulla che possa fermare

la [ri]produzione dell'ovvio

l'abitudine al male


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Roma
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Al momento Melbourne, ho un'anima nomade.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    no
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Sono laureato in Antropologia Culturale (La Sapienza di Roma). Ma ho anche intrapreso studi enologici ed ho un master in analisi sensoriale del vino.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    sempre e comunque, in ogni mia azione politica od etica che sia.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Diciamo di si al momento, quando sono disoccupato ho + tempo per scrivere, quindi si.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Portoghese e inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    portoghese e inglese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Non conosco la situazione attuale ma posso immaginare quali siano le difficoltà di tale insegnamento nell'era digitale. Credo molto dipenda dall'insegnante,posso parlare soltanto della mia esperienza e devo ammettere che la mia prof. ai tempi del liceo mi ha trasmesso una grande passione per la poesia.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    si
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    circa 30, ma se contiamo anche le riletture certamente oltre i 50.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    libri belli. Saggi di antropologia e filosofia. Libri di viaggio.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    L'ho studiata molto al Liceo, molto meno in questi ultimi anni.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    di assoluta e mistica venerazione.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Ungaretti in Italia. Poi Rosselli,Porta,Pagliarani, Volponi fino ad arrivare a Mesa. Autori stranieri: Eliot, Muller,Pizarnich, Mandel'stam e la scena surrealista francese. Per il semplice motivo che la mia vita e il mio esistere non possono prescindere da questi autori e dalle loro opere.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Florinda Fusco (tre opere)
    Domenico Brancale (canti affilati)
    Gian Maria Annovi (self-eaters, autofagi)
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Si. Sono stato uno degli organizzatori di "calpestare l'oblio", movimento di protesta che ha unito oltre 100 poeti contro il trentennio di imbarbarimento culturale operato dal Berlusconismo. Ho organizzato il Festival di musica e poesia "Estemporanea" presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma.
    Ho curato molte letture pubbliche presso l'ass.cult Beba do Samba che ho diretto per 4 anni.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    un ruolo importante di conoscenza e diffusione.
  • 19. Hai un blog?
    No. ma ho un sito personale e gestisco il sito di Dismissione, mio ultimo lavoro pubblicato di recente da luca sossella editore.
    http://www.dismissione.wix.com/il-sito
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    si, ho collaborato con la rivista Argo, l'e-zine AbsolutePoetry e tuttora curo la rubrica "Quaderni di domani" per la free-press Metromorfosi.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    un poeta, nell'atto dello scrivere, diviene persona pubblica come pubblica è la sua opera ed assume un ruolo politico all'interno della polis. Altro conto sono le dinamiche di effettiva diffusione, lettura e comprensione dell'opera stessa.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    In ogni paese, soprattutto dove la repressione e le limitazioni alla libertà di espressione sono + dure.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Credo sia un discorso troppo lungo per essere affrontato in poche righe. Come operatore culturale posso semplicemente rifarmi alla mia esperienza: non ho mai creduto alle politiche culturali degli enti pubblici con cui sono entrato in contatto mentre ho semrpe creduto nell'autorganizzazione, nell'autogestione e nei movimenti di occupazione per usi sociali e culturali fioriti negli ultimi anni.