Censimento dei poeti

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Alessio Alessandrini

Alessio Alessandrini, nasce ad Ascoli Piceno il 15 Luglio 1974, è insegnante di scuola media e, attualmente, vive a Monteprandone (AP). La sua prima raccolta La Vasca (Lietocolle, 2008) è risultata vincitrice, nel 2009, del XXII Premio Letterario Camaiore nella sezione Proposta Opera Prima. Sue poesie sono comparse in raccolte antologiche cartacee o sul web, e sono state segnalate in diversi premi letterari, non ultimo il Premio Montano per inedito 2012.


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A grappoli come dopo l'esplosione

vanno munti dal rancore

a gruppi di quattro o cinque,

a coppie, a volte, con i paltò

assiderati, le buste impiccate, i cani.


Non diresti persone

ma solo orme in fuga

dai tenui contorni, sulle spiagge

riversate e senza alcuno

scintillio nello sfiorarsi.


Quale muta devastazione si è compiuta?

Quale apocalisse sotto traccia?

Cosa questo vagare senza trovarsi?


Ognuno con la sua offesa murata.


Eppure non fiacca quest'aria di maestrale,

né questo mare col suo incedere ossesso,

o la proiezione assonometrica delle case

con i retaggi neri e le finestre

occultate. Tutto regolare.


Tutto nella sua pace contaminata.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Ho frequentato i corsi universitari presso la facoltà di lettere di Macerata e poi mi sono abilitato all'insegnamento delle discipline umanistiche presso la facoltà di Perugia.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo in un paese a 20 Km dalla città natale per motivi esclusivamente familiari, mia moglie è originaria del luogo.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No, pur avendo studiato e compiuto ricerche sul dialetto locale non ho mai scritto in quel codice.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Mi sono diplomato al liceo scientifico poi ho completato il mio percorso universitario con studi umanistici ed artistici. Ho anche frequentato un master di scrittura presso l'università di Siena.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì, poiché sono un insegnante di materie umanistiche.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    In un certo qual modo sì, pur insegnando in una scuola secondaria di primo grado in molte occasioni mi capita di parlare di poesia con i ragazzi, leggere e provare ad analizzarne alcune.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Conosco il francese discretamente, meno l'inglese nonostante i numerosi tentativi di apprendere questa lingua.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Il francese solitamente, a volte anche l'inglese e lo spagnolo (per quest'ultima lingua si tratta più di un rapporto esclusivamente istintivo)
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Credo che sia indispensabile, non tanto uno studio strutturalistico e formalistico della poesia, insomma non come disciplina a se stante, quanto come forma mentis, come strumento di indagine. Poesia è simbolo, poesia è analogia, poesia è ricerca del fuori, dell'oltre, del legame inaspettato. Insegnare poesia è insegnare a ricercare sempre qualcosa di più. Più che un sapere, un metasapere.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Moltissimo, ne leggo il più possibile.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Credo di essere arrivato a leggerne mediamente anche una trentina, oltre a riviste e articoli on line e non.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Amo leggere romanzi (di tutti i generi), saggi letterari, libri di arte.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Purtroppo non conosco il greco ma amo leggere i classici, magari in una buona traduzione.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Sono un appassionato soprattutto della letteratura del XX e XXI secolo, ho letto meno i classici dell'ottocento.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Mario Luzi,su tutti, ma anche Sereni, Giudici,e prima ancora Saba, Ungaretti e Montale. Ho amato moltissimo però anche autori contemporanei come Valerio Magrelli, Milo De Angelis, Antonella Anedda. Tra gli stranieri apprezzo moltissimo Jaccottet, Bonnefoi e Transtromer. Il motivo? Hanno saputo più di altri dare voce e parole al mio pensiero,alle mie sensazioni, ai miei dubbi.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Anna Ruotolo, Secondi Luce, Lietocolle
    Sara Ventroni, Nel gasometro, Le lettere
    Carlo Carabba,Gli anni della pioggia, Pequod
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Conduco una trasmissione sui libri in una radio locale e spesso ho parlato di poesia e dato info su libri ed eventi legati alla poesia. Inoltre ho avuto l'opportunità di presentare libri o intervenire in convegni.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Sulla rete amo leggere gli articoli di alcuni blog letterari come Poetarum Silva, Nazione Indiana, Le parole e lo spirito, per aggiornarmi e informarmi su nuove uscite.
  • 19. Hai un blog?
    Ne avevo uno qualche tempo fa ma poi non ho avuto la costanza di continuare a scrivervi.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Saltuariamente ho inviato recensioni a qualche blog ma sempre tramite i poeti recensiti.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Secondo me i poeti, con la loro capacità di guardare oltre, sono gli unici che possono oggi tirarci fuori dalla palude dell'immobilismo e dell'attimo fuggente.
    e' essenziale che i poeti tornino a essere poeti civili, ossia impegnati non solo a parole.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Ho per esempio apprezzato molto il ruolo dei poeti laureati in Inghilterra e negli Usa, penso a un Billy Collins che ha fatto di tutto per diffondere la poesia nel suo paese... Da noi ho percepito in molti una sorta di snobbismo di fondo ... Siamo ancora ancorati a un'idea del poeta vate...
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Certamente, il modo migliore sarebbe quello di compiere un vero e proprio atto di ecologia culturale, recuperare e sollecitare le iniziative veramente utili e limitare le azioni di molti Azzeccagarbugli e imbonitori della poesia e dell'arte.