Censimento dei poeti

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Ambra Simeone

Ambra Simeone è nata a Gaeta il 28-12-1982 e attualmente vive a Monza. Laureata in Lettere Moderne, ha conseguito la specializzazione in Filologia Moderna con il linguista Giuseppe Antonelli e una tesi sul poeta Stefano Dal Bianco. Collabora con l’Associazione Culturale “deComporre”. La sua ultima raccolta di poesie “Lingue Cattive” esce a gennaio del 2010 per i tipi della Giulio Perrone Editore di Roma. Di quest’anno è la raccolta di racconti “Come John Fante... prima di addormentarmi” per la deComporre Edizioni. Alcuni suoi testi sono apparsi su riviste letterarie nazionali e antologie; le ultime due per LietoColle a cura di Giampiero Neri e per EditLet a cura di Giorgio Linguaglossa.


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Mi prendo la libertà di quel che scrivo

che poi questa storia della libertà io davvero me la sono sempre chiesta,

che ti dicono che molte persone della tv, politici, soubrette, giornalisti, attori

e che persino molti scrittori famosi, non sono liberi come quelli che non li conosce nessuno,

perché a loro manca di fare certe cose normali, come andare a fare una passeggiata da soli,

farsi fotografare solo quando vogliono loro, fare l’amore senza dire niente a nessuno,

e che allora la notorietà non è più una questione di libertà, se dicono, che più sei noto

e più perdi la libertà di fare certe cose, come le fanno tutti gli altri sconosciuti,

ma a molti sembrerebbe una bufala, che allora non conviene essere famosi? lo dicono tutti?

io quindi me la sono sempre chiesta questa cosa qua, che forse uno è libero se non è riconosciuto

è libero se nessuno sa chi è, cosa fa e come vive, uno è libero se diventa invisibile,

e forse è proprio una bella scusa, una bella invenzione ideata da chissà quale creatore,

mah, sarà, proprio un bell’affare la libertà, che uno però non è libero di diventare famoso,

ma di essere uno come tanti, uno in una massa indistinta di sconosciuti, così ti dicono,

dunque secondo me la libertà l’ha inventata un bravissimo scrittore.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Ho studiato nella mia città Gaeta fino alla maturità scientifica, poi ho frequentato l'università a Cassino.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Si, vivo a Brugherio vicino Monza, la mia stupenda città stava diventando troppo stretta, per le mie aspirazioni lavorative e i sogni artistici.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Non ho mai scritto nel mio dialetto di provenienza; la mia scrittura è volutamente tendente all'italiano della lingua parlata.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Dopo la maturità scientifica, ho conseguito la laurea in lettere e filosofia e la specialistica in filologia moderna.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Si abbastanza, ora sono membro di un'associazione culturale che si occupa di pubblicare una rivista letteraria indipendente e alcuni progetti editoriali.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Si, scrivo per la rivista indipendente e per i progetti culturali di cui mi occupo, assieme agli autori che promuoviamo con l'associazione culturale.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Conosco il francese e l'inglese, ma continuo ad amare il mio martoriato italiano!
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Posso accedere solo all'inglese e al francese, ma solitamente preferisco leggere libri di autori italiani.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Gli strumenti per studiarla ci sono, pochi sono invece quelli per cominciare a scriverla.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Si mi piace molto, sopratutto quelli di poeti contemporanei.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Dieci all'anno, se escludiamo quelli di narrativa.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Raccolte di racconti e romanzi in quantità industriali.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Il mio rapporto con la letteratura classica è legato solo a reminiscenze scolastiche.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Apprezzo molto la letteratura di fine Ottocento e moltissimo quella del Novecento fino al primo decennio del 2000.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    In primis il Leopardi poeta e filosofo, Montale, Sanguineti e i poeti del gruppo '63, la bit generation americana, Bukowski, tutta la poesia contemporanea italiana.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    "Nelle galassie oggi come oggi covers" di Aldo Nove, Tiziano Scarpa, Raul Montanari; "Datura" di Patrizia Cavalli, "Disturbi del sistema binario" di Valerio Magrelli.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Si, con la nostra associazione promuoviamo reading poetici, eventi in onore di altri poeti e presentazioni di libri.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Hanno un ruolo molto importante, sia per pubblicizzare eventi, sia per conoscere chi scrive.
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Si un paio, quelle che produce l'associazione.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    C'è sicuramente un ruolo, ma non è quello del poeta attuale che sembra essere sempre più distaccato dalla realtà, chiuso tra quattro mura e incline a comunicare esclusivamente con altri poeti, e poco ad un pubblico di non addetti ai lavori.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Non personalmente, ma immagino che questa chiusura al pubblico più vasto, sia un fenomeno particolarmente italiano.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Penso che il cambiamento debba partire dai poeti stessi, cercare di aprirsi a tutti (sopratutto a chi non è abituato ad ascoltare la poesia) rendere la poesia e il suo linguaggio al servizio della comunicabilità e non a scapito di essa. Poco c'entra la politica culturale attuale che anche se non elargisce o regala spazi, può schiacciare la volontà di fare e di scrivere degli intellettuali.