Censimento dei poeti

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Pietro Russo

Pietro Russo è nato nel 1986 a Catania dove vive e insegna. Con alcuni amici e colleghi universitari ha fondato l’associazione culturale Il Verso presente che nell’ambito di due edizioni del festival omonimo ha ospitato diversi poeti italiani e stranieri. Nel 2013 è uscita la sua monografia La memoria e lo specchio. Parole del Petrarca nella poesia di Sereni (Bonanno Editore, Acireale–Roma). Articoli, recensioni e studi di critica letteraria sono apparsi in riviste cartacee e online, così come alcune sue poesie.


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Niente giustificazioni

Siete lì, uno per uno vi riconosco

sulle tre file. I professori di greco e scienze

seduti al centro, quella di matematica

la prima in alto a sinistra. Siete tutti così belli.

Di mio c’è solo il nome aggiunto a penna

e, tra parentesi, “assente”. Stornato

da milioni di sirene subito zittite, subito

redento, “salute” o “motivi di famiglia”

con scarsa fantasia di sicuro

avrò scritto sul libretto delle giustificazioni. Ma

retrocedendo, quasi una sola cosa

con il muro freddo anche appiattendomi

non c’è scampo dalla sola domanda, l’unica

che fingerò di non sentire: «Ma tu dov’eri, papà?»

(inedito)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Catania.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    No, sono nato e vivo a Catania.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Ho provato, poche volte. Con pessimi risultati. La mia lingua, come credo quella della mia generazione (anni '80), è l'italiano standard veicolato dai media.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Studi umanistici. Laurea triennale in Lettere moderne, specialistica in Filologia moderna.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì. Insegno (da precario) Lettere nei licei e lingua italiana in una scuola per stranieri.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Sicuramente sì.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese e spagnolo.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese e spagnolo.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Che vada scrostato una certa aura fatta di stereotipi e facili etichette normalmente attribuite a questo genere letterario.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Tra i trenta e i quaranta.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Studi di critica letteraria, saggi storico-politici, testi di filosofia, teatro, noir, romanzi "classici", romanzi postmoderni, racconti...
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Scarso e circoscritto al Latino, più che altro.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Di assoluta ammirazione.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Sereni, l'esperienza dell'io che entra nella poesia. Pasolini, perno necessario tra tradizione e innovazione. Raboni, la poesia è un affare pubblico e privato. Montale, perché altrimenti non si capirebbe il Novecento poetico italiano.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    L'attimo dopo, Massimo Gezzi.
    Mappe del genere umano, Flavio Santi.
    Favole, Tommaso Di Dio.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Con alcuni amici e colleghi universitari abbiamo organizzato due edizioni (2010 e 2011) di un Festival, Il Verso Presente, finalizzato a promuovere la poesia contemporanea. La terza è in cantiere.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Preponderante per quanto riguarda la poesia contemporanea. Discreto, forse qualcosa meno, per le mie ricerche sui "classici".
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sì, per più di una.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Non c'è lo spazio e soprattutto non vedo poeti che di fatto possano incarnare questa aspirazione.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Non molto. Ma se guardo, di sfuggita, al mondo anglosassone non vedo poi molte differenze con l'Italia, nonostante allori e baronaggi vari.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Assolutamente sì. Partendo dalla scuola, alfa e omega nonché cartina di tornasole di una collettività coscienziosa che guarda, strabicamente, al futuro.