Censimento dei poeti

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Davide Ferrari

Davide Ferrari è nato a Pavia il 13 Gennaio 1983. Attore, regista, autore. Si occupa di teatro, poesia, scrittura creativa e formazione presso enti privati e pubblici tra cui l’Università degli studi di Pavia e le Case Circondariali di Voghera e Pavia. Scrive poesie in italiano e in dialetto pavese. Pubblica Missing Link (O.M.P. Edizioni, 2010), la raccolta di poesie autoprodotta Anime arrangiate (2010), La cenere dei bordi (Subway Edizioni, 2013). Ideatore e autore delle rubriche La poesia e i giorni per Subway Edizioni (www.subwayedizioni.com) e Poetry? I, too, dislike it per il magazine Bastart - A sho(r)t in the heart (www.bastart.it).


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Nei tuoi capelli l’instabile

sfiorire degli autunni

come petali feriti sull’asfalto

siamo orfani dell’altro

capo della strada.

 

Nei tuoi occhi non è vero il gelo

che incrina le pupille,

la litania dei giorni sul crinale

e le lacrime legate al sasso,

suicidate.

 

Come se si potesse scegliere

un’altra primavera perché per oggi piove.

 

E piove sempre.

 

Come se il mondo si accorgesse

della nostra inconsistenza in ogni istante

e il sole si accendesse

aspettando aperti gli occhi

sui contorni delle cose

 

(da La cenere dei bordi - Subway Edizioni, 2013)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Pavia
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo nella città in cui sono nato
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Sì, scrivo in dialetto pavese
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Mi sono diplomato al liceo Classico U.Foscolo e alla Scuola per attori del Teatro G.Fraschini di Pavia.E alla scuola di scrittura Flannery O'Connor di Milano
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Sì. Tengo laboratori di scrittura creativa e poesia in contesti pubblici e privati (Case Circondariali, scuole, biblioteche, ospedali)
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Dialetto Pavese, latino e greco antico.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Dialetto milanese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che manchi totalmente, più che un insegnamento, un'educazione alla poesia. A qualcosa che vada oltre la semplice analisi di un testo poetico e alla sua contestualizzazione. Manca l'educazione a trovare un nesso tra la poesia e se stessi, la propria esperienza, la propria condizione.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Tra i 15 e i 20
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Libri di narrativa (specialmente racconti) e saggistica di vario genere.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Sono una continua fonte di ispirazione. Amo specialmente il teatro di autori greci e latini.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Vorrei leggerne di più. Sono spesso sbalordito di quanto oggi abbiano ancora così tanto da dire (in molti casi ma non in tutti naturalmente)
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    T.S. Eliot,D.Walcott,Franco Loi.Sono tre maestri:leggere le loro opere è come tornare a casa.E ogni volta, anche e soprattutto a distanza di tempo, i mi dicono qualcosa di me che avevo solo intravisto da lontano. Risuonano; con una precisione e vitalità impressionante. Li amo tutti.Soprattutto Franco Loi perchè è il mio maestro e gli sono grato per avermi aperto tante finestre sul mondo.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Il mondo è vedovo di Paola Turroni, Apocalisse amore di Davide Rondoni, Per ogni frazione di Davide Castiglione
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì. Attraverso letture pubbliche, tenendo corsi o facendo spettacoli e reading interattivi in diversi contesti.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Sono un ottimo modo per aggiornarsi continuamente rispetto alle realtà nazionali e internazionali. Danno la possibilità di ascoltare dalla voce dei poeti stessi le loro opere, anche in lingua straniera in modo da non perdere la musicalità originale dell'opera. I social sono un mezzo utile per l'informazione e la pubblicità di eventi.
  • 19. Hai un blog?
    Sì. Si chiama Bastart-Sho(r)t in the heart (www.bastart.it). E' un sito che si occupa di poesia, cortometraggi, fotografia. Curo e sono autore della rubrica Poetry, I too dislike it.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sì. Tengo la rubrica di poesia -La poesia e i giorni- per la casa editrice Subway Edizioni di Milano. Collaboro saltuariamente con diverse riviste on line e cartacee.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Nella società di oggi non credo ci sia molto spazio per ogni figura che abbia una visione della realtà fuori dall'ordinario. Lo spazio bisogna crearselo. E questo non vale solo per i poeti ma per la cultura in generale. Ma quando si getta un seme, spesso germogliano alberi più interessanti di quanto si potesse immaginare.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Conosco un po' la realtà inglese e lituana. In entrambi i paesi mi sembra ci sia una vitalità maggiore rispetto, non tanto al ruolo del poeta, ma alla poesia. C'è più serietà e meno seriosità. Non sempre in Italia è così. Anche se ci sono delle situazioni molto interessanti.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Per intervenire sulla politica culturale si dovrebbe essere in grado di intervenire prima su se stessi. In Italia nascono e muoiono associazioni culturali ogni giorno in molti casi senza lasciare traccia. Ci vogliono idee forti ma soprattutto costanza e impegno. Si può sempre intervenire:basta alzarsi dalla sedia e andare nei luoghi dove c'è vita e disponibilità di ascolto e collaborazione.