Censimento dei poeti

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Enrico Barbieri

Enrico Barbieri è nato a Pavia il 19 gennaio del 76. Ha studiato alla Scuola Paolo Grassi di Milano, lavorando per anni in teatro e come educatore teatrale a Pavia. Attualmente vive tra Milano e Londra.


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La stagione è finita ancora
nel silenzio e nella gente
guardo vivere le cose, respiro
affacciato alla finestra
come mille altre persone

passa una bicicletta
ruote uguali a milioni di
ruote, da quando vivo
tutto somiglia alla terra
e ne rimane aggrappata

è solo la mia pelle vecchia
che incide parole sulla carne
ancora un giorno, un'ora
mentre le mie ossa
si calcificano con il granito
della mia casa perenne


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Pavia e Milano (Accademia d'Arte Drammatica Paolo Grassi)
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Ho vissuto un po a Londra e Roma, per questioni lavorative e matrimoni terminati, fortunatamente senza prole e con la salute ancora discreta...
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No,mai
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho fatto le scuole superiori e poi la Scuola Paolo Grassi di Milano, accademia di teatro che sconsiglio vivamente.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Si, ce la metto tutta, e sono sempre in giro come una trottola impazzita
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    no, o forse si, quando mi capita ancora di recitare Shakespeare, ma è sempre più raro. Mi sono disaffezionato al mondo teatrale, lavoro più nel cine televisivo.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese ottimo
    Francese discreto
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese francese italiano e spagnolo. No parlo spagnolo ma riesco a godere della lettura in spagnolo
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    troppo accademica, la fanno odiare. Io ebbi la fortuna di avere una professoressa di italiano, Paola Bariani, che ci fece conoscere i grandi poeti del periodo romantico inglese e i decadenti francesi...fu una rivelazione.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Moltissimo
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    innumerevoli, a volte nessuno, dipende dal tono dell'umore e dalla speranza.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Dal trash a Canetti e Proust...Come dire tutto e niente
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Direi nullo, dopo averlo studiato DOPO la scuola superiore per conto mio
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Continuo e costante.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Montale, Quasimodo, Ungaretti, Campana, Amelia Rossetti, John Berryman, Sylvia Plath, Ted Hughes, Derek Walcott, Trakl, gli espressionisti in generale davvero tutti, Antonia Pozzi, Milo De Angelis (è tradizione?) e molti altri...
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Non saprei dire...i poeti di oggi non mi piacciono.
    Forse non mi piaccio neanche io come poeta.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    si, lo facevo a Pavia, davvero con grande fatica. Ovviamente non ha funzionato.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    moltissimo
  • 19. Hai un blog?
    NO
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Si
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Si e no. E' molto difficile, nonostante la poesia continui ad essere cercata dalle persone...
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    si, in inghilterra, dove ho vissuto e vivo a tratti, il ruolo del poeta è piu rispettato. La poesia come il teatro fanno parte del mondo...
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Si, urlando e sanguinando un po di piu ed essendo meno accademici e astrusi, anche nella critica.