Censimento dei poeti

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Stefano Versace

Stefano Versace è nato a Ponte dell’Olio il 24/12/1980, e attualmente vive e lavora in Germania. Ormai da diversi anni divide la sua vita tra, in ordine: il blogging (scrive di cultura e società greca contemporanea per www.ilcalibro.com); la ricerca (in letteratura e linguistica, a partire da una tesi di dottorato sulle teorie linguistiche della metrica poetica); e, soprattutto, la poesia, che scrive da più di quindici anni. Tra le poche poesie che ha cercato finora di pubblicare, una è uscita per il blog Carte allineate; e altre per Mosaici St. Andrews Journal of Italian poetry.


E-mail: [email protected]

Capo d'anno alla stazione

Mio nonno alla stazione di Barletta

Il loden blu cadendo suggerisce

Gli anni lisi che son trascorsi. A detta

Di molti, il tempo non passa, e trattiene

Invece solo le cose che ha intorno;

Così uno, fra i giorni, di ritorno

Culla, a parole, e ne lenisce stretto

Le mancanze. Ma il nonno avrebbe detto,

– Salutandomi al treno che arriva o parte,

Ed era notte, ed era freddo – al netto

Delle cose tu devi andare, tenerti

Tenerti stretto ciò che sai lontano

E ben stretti i due cuori sopra te.

Avrebbe forse detto di non aver paura

Di andar sicuro, attento solo al fango

Dell’esistenza e delle sue misure.

E io oggi, che mai non so, lo piango,

Torno in un giorno incerto alla stazione.



(Gennaio 2014, inedito)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Milano
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì, a Francoforte, dove sono per lavoro.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Lettere moderne. Poi ancora linguistic e letteratura in un dottorato portato a termine a Milano
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese
    Tedesco
    Greco Moderno
    Francese
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese e tedesco e greco moderno oltre all'italiano
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    E' imporante, e sarebbe ancora più importante renderlo autonomo nella scuola, e dalla scuola.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    7-10
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Leggo troppa saggistica, quindi per equilibio poca prosa. Leggo però molti quotidiani come fossero libri, se contano.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Mi è difficile dirlo. La trovo in generale affascinante e lontana.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Sono fondamentali, a tratti anche molto belli.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    1. Sandro Penna (mi piace come fa i versi)
    2. Paul Celan (mi piace cosa fa con i versi)
    3. Roberto Rebora (mi piace per ragioni personali)
    4. Eugenio Montale (ci ho scritto una tesi di dottorato, e ha indovinato, in maniera quasi insopportobile, dove avrebbe potuto andare la lirica italiana)
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    :
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, soprattutto letture, e utilizzi sperimentali della poesia
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Dal meno al più importante: ruolo
    1) di diffusione,
    2) di creazione, e
    3) di antagonisti
    della poesia.
  • 19. Hai un blog?
    Sì, dove però mi occupo poco di poesia, e non della mia in ogni caso.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Del poeta, no.
    Della poesia, forse.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Gran Bretagna, Grecia e Germania sono le realtà che conosco meglio
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Assolutamente sì, ma non dovrà essere politica attuata dallo stato o da istituzioni pubbliche.Queste sono importanti,ma non cambiano l'uso della poesia.Il suo futuro credo esista o nell'individuo,o nell'iniziativa privata. La prima opzione è quella ovvia, sempre disponibile alla poesia.La seconda è quella che trovo più affascinante, perché mai veramente perseguita.Di quest'ultima mi occupo.