Censimento dei poeti

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z tutti
Antonio Melillo

Antonio Melillo, nato ad Atripalda (AV) il 26/06/1976, residente in via Circonvallazione 104/3 10040 Almese (TO), è nel comitato scientifico del sito di filosofia della letteratura philosophyofliterature.org; direttore delle collane Memoire e Cervo volante presso Liminamentis.
Poesia: Durata del mezzogiorno (Carabba, 2011); Lento incendio (LietoColle, 2007).
Traduzioni: Resta un’orma, un’ombra..., traduzione da Catullo (L’Arca felice, 2014); ha curato traduzioni poetiche per ClanDestino.
Ha curato i volumi Memoire (Liminamentis, 2014), Mito nel Novecento letterario (Liminamentis, 2012).


E-mail: [email protected]

Lento incendio

Cenere l’orizzonte senza nubi,

colore delle onde e delle barche su un fianco,

si specchia nella finestra volta al tramonto

quasi a frugare i boccioli sottratti

all’autunno nel mattino striato dal vento,

inutile cercarli se erano soltanto

scherzi le lucciole, se il dolore rende perfetti

qui tra aperti paesi all’interminato mare.


Vagare con occhi di polvere, tra gore

secche; l’ombra non allevia, ma preme

una dura quiete e la consapevolezza

dopo la morte ancora sui confini

dell’attesa; il mare: una lucertola al sole,

e la giovinezza trascorre

a bramare un rogo serale,

un tramonto di glicini e onde

non appianate agli scogli.


Il battito di linea d’una rondine,

il lento incendio di sole e di vento

leviga il terreno e la morte

che sposta solo in là.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Tra Avellino e Torino.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Si, vivo a Torino; sono nato ad Avellino. Il motivo di tale trasferimento è lo stesso di milioni di altri meridionali nostalgici del loro paese d'origine: il lavoro, raro al Sud, pieno di occasioni, tra gli anni Ottanta e Novanta, al Nord.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Nelle prime poesie capitava di usare forme italianizzate del dialetto delle mie origini; poi ho abbandonato, perché quella lingua (il dialetto è tale) è divenuta mito insieme alla giovinezza, quindi nel presente della scrittura non è riproponibile, resta nella dannata memoria come qualcosa di perduto, lontano.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    All'università ho prima studiato per tre anni biologia, la quale mi ha lasciato un'impronta nella mia poesia, soprattutto nella tassonomia ornitologica e botanica; poi ho deciso di cambiare facoltà e laurearmi in Lettere.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Il mio lavoro è l'insegnamento dell'italiano presso un Liceo scientifico di Torino.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Si; soprattutto perché comunico ai miei ragazzi l'enorme passione che ho per la letteratura e loro la percepiscono, sentendosi coinvolti.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Traduco dallo spagnolo, francese, inglese, tedesco, portoghese, provenzale, greco e latino, ma nessuna di queste riesco a parlarle con scioltezza; il latino, paradossalmente, lo parlo meglio dell'inglese; ora mi sto cimentando nello studio dell'ebraico.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Tutte quelle che ho citato prima, anche l'inglese del tempo di John Donne e il tedesco di Hoelderlin.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che dovrebbe essere incentivato, poiché i ragazzi, se educati alla poesia, l'apprezzano, capiscono che è nutrimento dell'anima; manca la giusta educazione dei ragazzi da parte dei professori, i quali, la maggior parte, sono stanchi e poco interessanti quando spiegano, mancano insomma di passione.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sicuramente, non passa giorno senza che legga almeno una poesia.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Non posso, comunque alto.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi e saggistica letteraria e filosofica.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Intenso, le traduco, lascio che m'ispirino; son figlio della Magna greca, Paestum, Neapolis, Cuma, Venosa; non sono però un nostalgico classicista: credo che l'unico modo per esser moderni (come già affermavano Baudelaire, Pascoli e Valéry), di superare il Romanticismo che ancor detta nella poesia contemporanea, sia guardare e lasciarsi ispirare in maniera moderna da quelle.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Anche loro apprezzo e anche da loro mi lascio guidare.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Montale e Sbarbaro per il loro paesaggio; Luzi, Jabés ed Eliot per la loro capacità di mettere in poesia la filosofia; Betocchi, Penna e Saba per la spontaneità del verso; Sereni e Pasolini per il loro dramma di intellettuali; Caproni e De Libero per il loro dubbio.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Andrea Temporelli Il cielo di Marte Einaudi
    .
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Attraverso convegni, reading, presentazioni di libri.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Nessuno, non sono in grado di saperli utilizzare al meglio.
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Scrivo spesso per ClanDestino; Atelier; Bibliomanie.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    No, il poeta deve rimanere marginale, in un luogo dove la sua voce sia sentita flebilmente, così penetra sottilmente nelle orecchie dei pochi che ancora lo ascoltano.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    No.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Non so; l'arte non è mai rientrata, in nessun tempo, in nessuna politica, anche se culturale, poiché non è produttrice di danari; forse è meglio così: resta libera dal potere e da ingerenze.