Censimento dei poeti

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Francesca Genti

Francesca Genti è nata a Torino il 27 giugno 1975, vive a Milano.
Ha pubblicato i libri di poesia Bimba Urbana (Mazzoli, 2001), Il vero amore non ha le nocciole (Meridiano Zero, 2004), Poesie d’amore per ragazze kamikaze (Purple Press, 2009), L’arancione mi ha salvato dalla malinconia (Sartoria Utopia, 2012).
Come narratrice ha scritto i racconti Il cuore delle stelle (Coniglio Editore, 2007) e il romanzo La Febbre (Castelvecchi, 2011).
Suoi testi sono apparsi su varie riviste tra cui «Nuovi Argomenti», «alfabeta2», «Lo Straniero».
Con Manuela Dago ha fondato la casa editrice Sartoria Utopia.

SPERO DI MORIRE IN PRIMAVERA

con un sole che ferisce e che fa male

spero di essere giovane e vitale

e morire con un gesto plateale.

di uno schianto pazzesco in kawasaky.


spero che quel giorno dello schianto

tu mi abbia detto delle cose amare

senza avere il tempo di farmi le tue scuse.

spero che tu viva nel rimpianto.


spero che l'azzurro di quel cielo

sia per te qualcosa di bestiale

un azzurro del tutto insostenibile

ancora peggio di venire al funerale:


quell'azzurro-cielo deve rimanere

un colore senza niente di colore

che il nero in confronto è come il sole

che riverbera sopra il sangue e le lamiere.


(da Poesie d’amore per ragazze kamikaze, Purple Press, 2009)

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Torino.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sono nata a Torino e lì ho abitato fino alla laurea, poi per motivi lavorativi mi sono trasferita a Milano e qui fino a ora sono rimasta.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No, mai. Con mio grande rammarico odierno non conosco il dialetto piemontese. Da piccola quando mio padre mi parlava in dialetto mi sono sempre rifiutata di impararlo, perché non mi piaceva abitare a Torino e fantasticavo di non essere piemontese, ma toscana (come mio nonno materno). Oggi mi spiace non conoscerlo.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho fatto il liceo classico e poi l'università. Mi sono laureata in lettere moderne con una tesi a metà tra la storia del teatro e l'antropologia che trattava del teatro di strada, in particolare della piazza come luogo di teatralità volontaria e involontaria e della sua progressiva perdita di centralità nella vita delle comunità.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Direi di sì. Visto che i lavori che svolgo sono nell'ambito della scrittura: redattrice, copy writer, scrittrice, insegnante in laboratori di scrittura creativa, editrice di poesia. Inoltre da qualche anno ho ideato e svolgo laboratori di studio e osservazione dei Tarocchi, la cui idea mi è venuta proprio dopo l'incontro con alcuni personaggi incontrati nell'ambito del teatro di strada.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Sì perché tutti i lavori che faccio riguardano le parole, inoltre da due anni ho fondato insieme a Manuela Dago la capanna editrice Sartoria Utopia che pubblica libri di poeti italiani contemporanei.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano e inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Italiano e inglese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che sia molto importante, perché è proprio nella poesia che la propria lingua madre risalta con maggiore fulgore. Sarebbe bello ci fosse almeno un'ora dedicata solo alla poesia a partire dalle elementari, perché si ha poca dimestichezza con questa forma espressiva, che a molti appare muta e distante, mentre dovrebbe fare parte delle nostre vite con semplicità.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì, anche se nella poesia contemporanea non trovo quasi mai libri del tutto di mio gradimento.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Non saprei dire.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi, saggi di psicologia e antropologia, libri di astrologia antica, cataloghi d'arte, biografie (soprattutto di artisti nel campo delle arti visive).
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Conosco bene e rileggo spesso i filosofi presocratici e Seneca.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Anche in questo caso, pur avendo letto molti classici, mi concentro su pochi autori: Robert Walser, Franz Kafka, Albert Camus, Emily Dickinson, Jack Kerouac. Preferisco rileggere più e più volte lo stesso libro che disperdere la mia attenzione su troppi testi.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Dico poeti italiani, perché, per quanto si conosca bene un'altra lingua, la poesia ha un elemento particolare affettivo che si coglie appieno solo nella lingua madre.
    Guido Gozzano, Aldo Palazzeschi e Edoardo Sanguineti per le caratteristiche prosodiche della loro cifra. Sandro Penna per il suo essere poeta sapienziale e per l'ossessività con cui decide di occuparsi solo di alcuni temi.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Simone Cattaneo "Peace and love", Gemma Gaetani "Colazione al Fiorucci Store" (è un libro ibrido con parti in prosa e altre in poesia), un terzo libro non mi viene in mente.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, per cinque anni ho dato vita insieme a Anna Lamberti-Bocconi, Manuela Dago e Luciano Mondini alla rassegna di poesia i Giovedì di Turro. Con Sartoria Utopia siamo molto attive nel promuovere i nostri autori con reading e presentazioni in tutta Italia.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Partecipo sporadicamente al dibattito culturale che è molto vivo sui tanti blog di poesia. Uso facebook per promuovere le iniziative di Sartoria Utopia che ha anche un sito http://sartoriautopia.freshcreator.com/
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Non continuativamente.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Forse, ma non penso sia necessariamente un bene. Nel mio mondo ideale il poeta ha un ruolo marginale, ma importante. Ciò non vuol dire che esso non debba avere un ruolo nella vita pubblica, ma lo dovrebbe avere in quanto cittadino e non in quanto poeta, cosa che di per sé non garantisce proprio nulla.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Non approfonditamente.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Sì interviene già, e in molti modi. Diffondendo la poesia nei contesti più disparati. La poesia, secondo me, dovrebbe entrare a far parte della nostra vita come qualcosa di naturale e non di culturale, ma per arrivare a un tale livello di evoluzione è chiaro che si debba fare una seria politica culturale.