Censimento dei poeti

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Carmen Gallo

Carmen Gallo è nata a Napoli, il 6 gennaio 1983. Attualmente vive a Napoli, dove lavora come assegnista di ricerca in letteratura inglese. È stata due volte finalista al premio Mazzacurati-Russo per la poesia (2009-2010; 2011-2012), e alcuni testi sono stati pubblicati su blog (Poetarum Silva, Poesia di Luigia Sorrentino) e antologie (Registro di Poesia #3, 2010 e Registro di Poesia #5, 2012, Edizioni D’If, Napoli). Con Tommaso Di Dio, Alessandra Frison, e Domenico Ingenito cura gli incontri di letture di giovani poeti “Fuochi sull’acqua”.

E-mail: [email protected]

Come avere paura degli occhi

come sapere che tutte le bocche

professeranno il falso

e per prima la tua

dirà cose che non vuole

vedrà cose che non sa

e il vero più del falso

resta nelle parole che non riconosco

perché non hanno la tua forma

la calce bianca dei tuoi sensi

deformati per l’occasione

parole annerite, scartavetrate

cercano rifugio tra le mie

ma non trovano

che una pace fatta di spilli

di mura che non tengono

di soldati che non parlano la tua lingua

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Napoli
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    NO
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    NO
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Laurea e Dottorato in Letterature Comparate, ma soprattutto mi occupo di Letteratura Inglese
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Nei miei progetti di ricerca all'università, mi sono occupata di poesia del '600 inglese.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, Inglese, Francese, Giapponese (poco)
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Italiano,Inglese, Francese
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Sì fa ancora troppo poco, e forse in maniera non ottimale: o polveroso o poco stimolante, o estremamente ludico e troppo liquidatorio
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    10-15
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Leggo e rileggo volentieri la tragedia greca.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Leggo e rileggo ogni volta che posso.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Montale, Pavese, Quasimodo, Eliot, Thomas: sono i primi che ho letto, o meglio, i primi che ho letto e hanno cambiato il mio modo d'intendere la poesia.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    I Mondi, Guido Mazzoni
    Commiato da Andromeda, Inglese
    Ogni cinque bracciate, Frungillo
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Molto. é un modo per tenersi in contatto tra poeti che vivono lontano.
  • 19. Hai un blog?
    No
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    No, ma non c'è nemeno forse la condizione perché ci sia - un pubblico disposto a riconsocerlo
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    no
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Con politiche editoriali serie, con una maggiore interazione tra università e mondo della cultura, con modalità di comunicazione meno elitarie e allo stesso tempo diffondendo gli strumenti per distinguere la qualità delle inziative e dei prodotti culturali.