Censimento dei poeti

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Andrea Temporelli

Andrea Temporelli è eteronimo di Marco Merlin, nato a Borgomanero il 4 aprile 1973. Risiede a Invorio in provincia di Novara. È direttore della rivista trimestrale di poesia, narrativa e teatro «Atelier», che ha fondato nel 1996.  Ha pubblicato le raccolte di poesia Il cielo di Marte (Torino, Einaudi, 2005) e Terramadre (Rovigo, Il Ponte del Sale, 2012).


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ERRATA CORRIGE

 

 

Ma no, non c’è risentimento

nell’affanno di chiavi sulla soglia

nel guardar di scancìo la strada

nel liberar la mensola

da pacchi e lettere intatti da mesi.

Ciascuno ha preso posto

per la prima mondiale:

io assisto allo spettacolo da qui,

semplicemente.

La fronte china a terra

non è dunque rimprovero miopia o umiltà d’accatto,

solo un inchino al prato:

se la pioggia ha cessato

la sua retorica battente

adesso è bello uscire, nonostante

una bisbetica bava di vento.

Da sola si bonifica

la terra vilipesa. Se io pure

procedo tutti i giorni a questi campi

è appena per vedere:

non attendo nessuno

non ho nulla da dire

piuttosto prendo appunti

su questa pasta d’alberi. Ma scrivo

impugnando uno stelo di nipitella e quindi

non troverete segni. Lo capisco.

Mi correggo da solo.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Liceo a Borgomanero (NO) e Università a Milano
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Ho cambiato paese, ma lo spostamento non è significativo
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    All'Università ho studiato Lettere Moderne
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì (insegno)
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Sì. Ma forse tutti i mestieri hanno a che fare con la poesia.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, latino, inglese, un po' di francese, per ora
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese e latino, ma affronto il testo originale anche in altri casi, dove ho conoscenze almeno di base (francese, spagnolo, portoghese).
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    In genere è troppo vincolato a schemi triti (programmi superati, metodologie non stimolanti e avulse dall'esperienza diretta della poesia) e veicolato da insegnanti spesso impreparati, ma non è raro incappare in piacevoli sorprese.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Negli ultimi 20 anni ho letto migliaia di libri di poesia. Non saprei quantificare. Al ribasso, la media era di un centinaio (100) di libri all'anno.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Di tutto: narrativa, saggistica, filosofia, scienza, psicologia, storia, teologia...
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    In costante approfondimento. Dopo gli studi liceali e universitari è come se avessi intrapreso la strada inversa: partire dai contemporaneissimi per tornare ai classici antichi.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Credo di aver letto quasi tutto. Ma la definizione di "classici" andrebbe definita.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Montale, Sereni, Luzi, Zanzotto, Caproni tra i classici del Novecento e svariate decine di autori contemporanei. I motivi sono vari, ognuno portava un "reagente" che mi sembrava di dover accogliere in me per evitare di cadere in una visione parziale della poesia. Ogni stile e ogni poetica ha la sua ragione. Ogni gesto di scrittura la sua natura.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    "Peace & Love" di Simone Cattaneo; i libri di Davide Brullo, anche quando ha portato la poesia nella prosa pseudonarrativa; "Il privilegio della vita" di Riccardo Ielmini; "L'invasione dei granchi giganti" di Federico Italiano; "Aset" di Flavio Santi.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì. Ho diretto la rivista di poesia e letteratura "Atelier" dal 1996 al 2013 e organizzato diverse manifestazioni, anche convegni nazionali e internazionali.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Marginale
  • 19. Hai un blog?
    No
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Domanda mal posta. Risponderei: no, ma non è un problema del poeta.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Solo indirettamente.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Discorso troppo ampio.