Censimento dei poeti

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Andrea Garbin

Andrea Garbin, nato a Desenzano del Garda il 22/03/1976, vive a Castel Goffredo (MN). Ha pubblicato: Il senso della musa (Aletti,2007); Lattice (Fara,2009); Viaggio di un guerriero senz’arme (L'Arca Felice,2012); Croce del sud (Gilgamesh,2013). Negli USA ha pubblicato Border Songs (Marimbo,2011), tradotto da Jack Hirschman. Ha fondato il Movimento dal sottosuolo. Collabora con Casa della Poesia di Salerno, con il Corriere del Garda, con Thauma Edizioni, per cui ha tradotto Nascita Volatile, della poeta colombiana Angye Gaona, aiutandola nella mobilitazione internazionale per la sua libertà.

Sito web: http://poesiadalsottosuolo.wordpress.com/andrea-garbin/

La Boca

Secca e pulita la strada che geme

casa dopo casa dove si cozzano

colori e intorno all’erba tira in barca

l’asimmetrico abbraccio che fu detto.

Non serve capire se il discender

dei fanciulli dal Puntìn dei Xeneizes

sotto la finestrella in biancornice

sia sintomo della

feconda inarcatura.

Accade spesso la morte transiti

nel planare dei pensieri, non ora

tra caldi conventillos e lanterne

azzurre e tavoli legati all’ombra

Pruna. Nella melodia di un vecchio

bandoneón con la sua chitarra un vecchio

appare cantando il suo impetuoso

caminito. Nuota una ballerina

nell’aria, ognuna

alle finestre se ne stanno il tango

e tutte le sculture fra le ripe.

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Mantova
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo a castel groffredo, in provincia di Mantova.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Scrivo poesie nel dialetto dell'alto mantovano e traduco anche autori stranieri in questo dialetto.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho intrapreso studi tecnici. Elettrotecnica, elettronica.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No. Niente a che vedere con la poesia.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese e spagnolo.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese e spagnolo.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Cosa si intende per insegnamento della poesia nelle scuole?
    La poesia non si può imparare a scuola. La poesia si impara vivendola. Non lo dico io. Lo sosteneva porta. Concordo con lui. Io l'ho imparata, credo, così, frequentandola, leggendola, incontrando i poeti.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    La poesia preferisco leggerla che scriverla. Quando la scrivo è perchè qualcosa mi turba, è perchè mi sorgnono dei dubbi, il più delle volte legati alla vita e alla morte, della vita e della morte stessa.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Libri cartacei circa uno a settimana. Aggiungerei quella online, i manoscritti che mi passano gli editori con cui collaboro, i testi che sento nei numerosi incontri che frequento o organizzo.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Qualunque. Dal teatro, ai romanzi, ai dizionari.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Vivo a tre chilometri da dove vennero rinvenute le steli funerarie della famiglia di Virgilio. Vivo nel mezzo delle ambientazioni georgiche e bucoliche. Volente o non volente il rappòorto con virgilio è stretto. Gli altri classici difficilmente li frequento.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Ne ho una libreria piena.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Ho una visione abbastanza globale della poesia, quindi non credo di poter parlare di tradizione. Scrivo anche testi molto differenti tra loro. Citerei Bonnefoy, Loi, Luzi, Montale, Pasolini, Pound, Walkott, Hirschman, Sarailic, Lorca, Merini, per citarne alcuni. Ma non credo neanche di essere ancora formato, quindi devo ancora godermi il piacere di nuove scoperte.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Mi avvalgo della facolta di non risposta.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sempre.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Hanno un ruolo importante per mantenere i contatti con autori altrimenti distanti, e ovviamente sono un mezzo in più per la diffusione.
  • 19. Hai un blog?
    Non più.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Si, ma saltuariamente. Preferisco essere libero da questi schemi.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Certamente. Sono per la cosiddetta "Incoronazione poetica". Non nel senso e nei modi che si fecero ai tempi di Tasso o Petrarca, ne in quelli della attuale Gran Bretagna. Penso più a quello che accade a San Francisco. Una figura quindi che si occupa della gente, della strada, un vero poeta civilmente impegnato. Ma in Italia non so se funzionerebbe, c'è troppo clientelismo.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Leggere sopra. Poi c'è qualcosa anche in Irlanda e sicuramente anche in altri paesi.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Sempre si può intervenire. I modi dipendoni dai tempi e dalle situazioni. La poesia può sensibilizzare, fare da ponte, se i tempi trattati sono attuali. Ma ora come ora credo che possa essere molto più utile il teatro della poesia, iniziando già all'asilo.