Censimento dei poeti

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Andrea Roselletti

Andrea Roselletti nasce a Perugia il 13/07/1975.  Scrive dai 12 anni, la poesia è il mezzo per psicanalizzarsi da solo e confrontarsi col mondo. La poesia è il diario da ripercorrere ogni giorno per capire e capirsi e aprirsi. Da sempre interessato alla storia delle religioni, alla cultura pop, ai fenomeni che mutano. Impegnato nel volontariato. E' stato organizzatore e promotore del Premio di Poesia “Città di Perugia”. Nel marzo 2012 presso la casa editrice Samuele Editore ha pubblicato il suo primo libro di poesie, A lonely pop heart. Risiede a Castel Viscardo (TR).


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447. ENTRAMBI INNOCENTI

 

 

Ho stilato a freddo l’elenco

dei miei errori e peccati

e dei tuoi

 

e siamo entrambi innocenti.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Perugia
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì, per lavoro
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Ho scritto poesia e prosa in dialetto perugino (il dialetto non è codificato, non ha una modalità definita di scrittura nonostante alcuni tentativi di uniformarlo). Il mio tentativo di scrivere perugino è definibile come etimologico.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Chimica
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì, in parte
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese, spagnolo
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese, spagnolo, francese
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Era fatta di memorizzazioni di testi e analisi del testo. A quanto ho visto, ora è resa più "amichevole"
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì, quando trovo poeti che mi piacciono. Credo che più di altre forme espressive, la "poesia altrui letta" risenta delle personali disposizioni, gusti e anche dell'orientamento stilistico del poeta "leggente". Quindi dire che un poeta "non piace" non significa sminuirne il valore intrinseco, è dire che - per motivi vari - quel poeta non arriva, sempre in un'ottica del tutto personale e privata.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Indicativamente uno al mese
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Narrativa, soprattutto americana del 1900
    Saggistica storica
    Saggistica religiosa
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Di piena adorazione. A distanza di tanti anni dal diploma ancora mi piace leggere in metrica e provare a tradurre.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Dipende dai classici. Più della letteratura classica antica, i classici del 800 e 900 risentono dei cambiamenti storici e delle mutazioni sociali. Quando la storia regge - e per reggere ci deve essere qualcosa di universale - allora il classico dell'800 e del 900 è e resta immortale. Quando ha voluto solo seguire le mode, resta poco e soprattutto cliché.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Montale, Ungaretti, Quasimodo e Saba, per il solo fatto che aprendo un qualsiasi libro loro, lì c'è Poesia. Alda Merini, per il misto di sensualità e religiosità delle sue prime opere. Sandro Penna, per la musicalità e la sfrontatezza dorata di certe sue descrizioni. Pablo Neruda, per il calore. Artaud, la Beat Generations e S.Plath in qualche modo.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Dovrei scartabellare in libreria un po', visto che non sto molto a guardare la data di nascita dei poeti né quella di pubblicazione dell'opera.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    L'ho fatto, organizzando il Premio Città di Perugia e altri premi per altre Associazioni.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Marginale, leggo blog e mi tengo informato sulle ultime uscite. Non frequento più social.
  • 19. Hai un blog?
    No, ho un sito http://opificiodeglierrori.it/
    ancora in fase di creazione, in cui riversare sostanzialmente prosa.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    No
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Ognuno di noi ha un ruolo pubblico, volente o nolente.
    Credo che il ruolo pubblico del poeta sia quello di portare una visione "laterale" o "più profonda" del mondo, cercare la/e parola/e che apre saloni con altre infinite porte, questo è quello che definirei qualcosa di universale.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Penso solo che se il Presidente degli Stati Uniti si fa scrivere una poesia di insediamento (se non erro), forse la poesia ancora altrove è sentita come veicolo di istanze superiori. Il poeta è anche uno che si ribella al potere o lo indora, ne esalta le gesta eroiche, immagino che questo ancora esista da qualche parte nel mondo.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Decisamente occorre intervenire, ma rischio di essere di una banalità disarmante nel dire cosa non va e cosa dovrebbe essere fatto. Sono dell'avviso che la politica culturale si fa anche ognuno per sé, cercando e leggendo e agendo. Dovremmo riuscire a fornire alle persone i mezzi culturali minimi per cercare e leggere e anche la voglia e il piacere di farlo.