Censimento dei poeti

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Anna Ruotolo

Anna Ruotolo è nata a Maddaloni il 23/10/1985, vive a Maddaloni (Ce).
Ha pubblicato Secondi luce (LietoColle, 2009 - seconda edizione 2011) e Dei settantaquattro modi di chiamarti (Raffaelli, 2012). È presente in varie antologie. Si segnala: La generazione entrante. Poeti nati negli Anni Ottanta (Ladolfi editore, 2011). Suoi testi sono apparsi in riviste e blog (Poesia, Capoverso, Poeti e Poesia, IPR, La Clessidra, Gradiva; Absolute Poetry 2.0, Neobar, Blanc de ta nuque, Poetarum Silva...). Recensisce, gestisce il suo sito www.annaruotolo.it e il blog SpazioPoesia.2 (http://spaziopoe.blogspot.com).


anghelos

Che rientri da questa terra
per i segreti delle porte
che quasi mi dormi accanto
è scritto nel rumore della pioggia
nel tremito aguzzo delle acque.
Più dentro è il chiodo di non saperti qui
vederti andare come certe domeniche d’inverno
anche quando è il dono del mondo che ci unisce,
il fondo delle cose a crescerci di neve.


da Secondi luce, LietoColle 2009 – 2011


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Santa Maria Capua Vetere, un piccolo centro del casertano. Senza particolari pretese e con un sacco di occasioni sprecate.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    No. Sono nata e vivo in un paese, Maddaloni (Caserta), con la mia famiglia.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho studiato e studio tuttora Diritto alla Facoltà di Giurisprudenza.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Non svolgo ancora nessun lavoro che possa dirsi veramente tale. Tuttavia, le collaborazioni che mi impegnano esulano completamente dal campo del diritto.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Qualsiasi collaborazione, organizzazione di eventi e cose simili che porto avanti si riferisce alla mia attività di poeta.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Oltre l'Italiano, il Francese, l'Inglese e il Tedesco.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Francese, Inglese e Tedesco.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Bisognerebbe cambiare approccio al testo. Meno analisi del testo e più lettura spontanea.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Certamente.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Almeno due al mese. Dai ventiquattro ai trenta all'anno e qualcosa in più.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi e saggi.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Ho studiato al Liceo Classico. Leggere i classici, negli anni scolastici, era un obbligo e nemmeno tanto imposto a dovere. Ricordo le lunghe interrogazioni soltanto sulla "vita e la fortuna" degli autori. Con un grande dispendio di denaro ed energia, poi, ho messo su una discreta biblioteca personale piena di opere classiche. Attualmente leggo questo o quell'autore quando ho un po' di tempo.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Ho recuperato negli anni e spesso rileggo libri già letti da ragazzina. Alcuni testi sono imprescindibili. Come si fa a non conoscerli?
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Montale, Sereni, Bertolucci, Luzi, Orelli, Rosselli, Campo, Menicanti, Saba, Gatto... solo per citarne alcuni e per citare gli italiani. Dovrei fare una lista infinita! Da alcuni ho imparato il rigore metrico, da altri la forza del lessico, da altri come forzare un verso e sconfinare nella prosa, da altri - al contrario - la brevità che conta. Di alcuni ho seguito ogni processo e trasformazione.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    "Inizio fine" di Daniele Piccini (Crocetti, 2013)
    "Il rubino del martedì" di Francesca Serragnoli (Raffaelli Editore, 2009)
    "Uccalamma – Bocca dell’anima" di Dina Basso (Le voci della luna, 2010)
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Costantemente.
    Dal 2008 al 2010 ho ideato e condotto un poetry slam in alcuni locali casertani.
    Mi occupo di presentazioni di autori nazionali in librerie indipendenti e presso La Feltrinelli di Caserta. Faccio lavoro di scouting di poeti del territorio. Organizzo letture collettive.
    Ho messo su uno spettacolo di musica e poesia "Sull'amore, forse" col violinista Edo Notarloberti...
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Alcuni contatti li ho ottenuti tramite Facebook o con un giro di mail.
    Utilizzo i social per diffondere notizie e cercarne.
  • 19. Hai un blog?
    Ho un sito personale www.annaruotolo.it che racconta essenzialmente le cose che faccio.
    Poi ho un blog, Spazio Poesia.2 (http://spaziopoe.blogspot.com), dove parlo soltanto della poesia di altri autori.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sì.
    Collaboro con Poesia di Crocetti, Atelier (online e cartacea) e Nuovi Argomenti online.
    A volte con Poesia 2.0 di Luigi Bosco.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    A patto che la sua poesia non si fermi al dato troppo contingente...
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    In Francia si danno un gran da fare con la poesia rap, o di strada (cfr Grand Corps Malade). Trattano temi scottanti, senza mezzi termini. E' un impegno civile vero e proprio.
    In Belgio la poesia è molto letta, tenuta in grande considerazione. Là i poeti vengono ascoltati per quello che hanno da dire.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Penso spesso ai termini di questa domanda. Intanto bisognerebbe definire bene "politica culturale". E poi bisognerebbe considerare che non esiste una "politica culturale" valida per tutti i luoghi, in Italia. Per il momento osservo e valuto alcune cose da lontano (da dove vivo e opero). Le risposte più in là.