Censimento dei poeti

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Azzurra D'Agostino

Azzurra D'Agostino (1977) è nata e vive sull'Appennino Tosco-Emiliano. Ha pubblicato le raccolte poetiche D'in nciun là, I quaderni del battello ebbro 2003, Con ordine, Lietocolle 2005, D'Aria sottile, Transeuropa 2011, Versi delll'abitare, XI Quaderno italiano di poesia contemporanea Marcos y Marcos 2012. Suoi interventi critici e racconti sono stati pubblicati su varie riviste e antologie tra cui Di là dal bosco (Le voci della luna), Almanacco dello Specchio (Mondadori), Nuovi Argomenti (Mondadori), Bloggirls (Mondadori) e altri. È giornalista pubblicista e scrive per il teatro.


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E’ paltò.

L’era mort su marè,

Tonino, co’n brutt mêl in’t al stomeg

e mé di tênt in tênt a’ i andeva

a cà sua. Al doni sole a’ i pies e’dscorrer

un pôg. Alora am dêva e’ VOV

(marsala, zucher, alcol, ôvv e po’ basta,

- t’al lassi lè).

Tôleva e’bcer da la credenza

- un sôl – al scoseva la buteja

e pô a m steva a guardêr.

At piês e’ross? Sélta fora ‘na volta.

Mo si żia, c’am piês. Ma t’li porti i paltò?

Si, ai pôrt. Perché me

a’i aveva comprà un paltò

ross, me al dgeva, a la mi’ età, via,

ma Tonino compralo compralo

e ai l’ho comprà – ma adess…

e n’al fniss mja, al parol

i ên un po’ tropp dimondi

enc al parôl in t’una stênza

già acsè grenda, vôda

co sulament nuèter dû

e cl’arloj c’am piaseva tênt da zninza

Cu-cu – j ên bel al żenc, me alora a’vâg

e via, a’ so beli in t e’ portôn

co’un grênd fredd, un silenzi adôss

E la sporta con e’ paltò in mên.

 

(Il cappotto / Era morto suo marito/ Tonino, di un brutto male allo stomaco/ e io di

tanto in tanto andavo/ a casa sua. Alle donne sole piace parlare/ un po’. Allora mi dava

il VOV/ (marsala, zucchero, alcool, uova e poi basta/ -lo lasci lì)./ Prendeva il bicchiere

dalla credenza/ -uno solo- scuoteva la bottiglia/ e poi mi stava a guardare./ Ti piace il

rosso? Salta fuori una volta/ Ma si zia, che mi piace. Ma li porti i cappotti?/ Si, li porto.

Perché io/ avevo comprato un cappotto/ rosso, io dicevo, alla mia età, via,/ ma Tonino

compralo compralo/ e l’ho comprato – ma adesso…./ e non finisce, le parole/ sono un

po’ troppo/ anche le parole in una stanza/ già così grande, vuota/ con soltanto noialtre

due/ e quell’orologio che mi piaceva da piccola/ Cu-cu – son già le cinque, io allora

vado/ e via, son già nel portone/ con un gran freddo, un silenzio addosso/ e la borsa

con il cappotto in mano.)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Bologna
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    No, ma non so quanto resterò ancora dove vivo attualmente, perché ci sono poche possibilità
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Si
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Filosofia (vecchio ordinamento)
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì in quanto sono spesso disoccupata
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    A tratti, come organizzatrice culturale anche di eventi di letteratura
  • 7. Quali lingue conosci?
    inglese e tedesco
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese e parzialmente tedesco
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    E' del tutto dipendente dall'insegnante, il che è un limite, e ritengo che i programmi ministeriali di cui sono a conoscenza (non sono aggiornata al 2014 però) trascurino la poesia contemporanea e la poesia mondiale
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Moltissimo
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Indicativamente tra i 30 e i 50
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Narrativa, saggistica, teatro
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Piuttosto mediocre, leggo in traduzione e il numero dei libri che leggo di classici antichi rispetto ai contemporanei è molto inferiore
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Molto buono, leggo spesso e amo molto questo genere di letteratura e questo spazio storico. In particolare due delle stelle polari sono per me Leopardi e Rilke.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Italiani: Caproni e Sereni, per non temere la timidezza.Amelia Rosselli, per l'inventiva, il descrivere dolore con arabeschi e al contempo l'estremo rigore.Montale, per la cura della forma.Ungaretti, per l'esplosione del pubblico nel privato.Stranieri: Celan, per il non arrestarsi davanti all'abissalità.Alcuni poeti polacchi, per un parlato piano e capace di dire il quotidiano senza essere chiuso
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Zattoni ha scritto poco ma molto calibrato, un'economia asciutta della forma che non disdegna il lirismo (per me non è una parolaccia); Simonelli per avvicinarsi in modo originale a una rielaborazione della tradizione con temi odierni;Igor de Marchi, per il rigore e la misurata ferocia, che bene esprime questi nostri anni.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Si, sempre con riserva, vari scrupoli e molto investimento
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Quando organizzo un evento, di promozione. Da quando ho realizzato un libro in autoproduzione, per la vendita. A tratti incappo in alcuni dibattiti dove però non vedo via d'uscita e probabilmente non ne vedo nemmeno l'utilità.
  • 19. Hai un blog?
    No ho un sito nato per il progetto del mio ultimo libro, appunto autoprodotto e dunque non altrimenti distribuito.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Saltuariamente, in modo non metodico, principalmente perché non ci sono fondi. Sono stata co-fondatrice e nella redazione di una rivista cartacea (Daemon) negli anni 2001-2007. Attualmente scrivo alcune recensioni laddove posso farlo. Collaboro allo stesso modo a una rivista web che si occupa di teatro (KLP Teatro)
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    In Italia forse solo per alcuni poeti molto noti (c'è stato per Sanguineti, per Luzi, c'è in parte per alcune persone che hanno ruoli influenti-direttori di collana, di festival). Personalmente ho il senso di essere trattata in società con una certa accondiscendenza, come si fa con quelli un po' scemi ma a cui si vuol bene. In generale, credo sia un ruolo condiviso e credibile.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Conosco in parte (non da residente) la situazione tedesca e quella polacca, in cui mi pare che ci sia una sorta di rispetto, come se colui che scrive versi (una volta accertato il valore del suo lavoro, cosa importante) avesse pari dignità di chi fa un buon lavoro di qualunque natura (intellettuale e non).
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Togliendo dai loro ruoli molti degli attuali amministratori, dai locali ai nazionali, persone spesso incompetenti e ignoranti. E mettendo nei luoghi decisionali (nonché in quelli operativi) persone colte, disinteressate, responsabili. Pianificando a lungo termine, investendo sulla cultura in modo non superficiale, aprendo all'esterno, svecchiando molte strutture.Utopia.