Censimento dei poeti

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Gabriele Xella

Gabriele Xella è nato a Imola (BO) il 20/01/74 attualmente vive a Imola. Pensa poesia ancor prima di scrivere, poesia. Sue autoproduzioni sono, stampate in tipografie locali, Angelo che esiste, posti che non so, entro dentro me, Come cerchi nell'acqua nella notte che ci attende e ci dimentica, e le grondaie con gli angeli sopra. Vanta un'uscita ISBN con la casa editrice l'Arcolaio dal titolo Neanche vedo più tutto l'amore. Compie letture credendo che la poesia si compia infine, nell’aria.

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Che tanto,

moriremo. 

Come i nostri genitori si incurvano nelle sedie, che parlano salmodiando e ci sembrano bambini. 

Moriremo attaccati, e come diceva Simone De Beaviour l'aldilà non ci riunirà, il dono è stato qui.

Ora.

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Primi anni ad Imola, nella crescita a Bologna.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo tra Bologna, Imola e Parigi. la prima per sede lavorativa, la seconda risiede mia figlia, la terza con la mia compagna.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Dopo le primarie mi sono maturato all' Istituto Tecnico Alberghetti di Imola. E come privatista serale una seconda maturità presso l'Istituto Ceramica di Faenza. tre anni di Dams a Bologna poi abbandonati.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    No. Ho fatto diversi lavori, tutti al di fuori dei miei studi.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    In qualche misura di sicuro no, ma in altre risponderei di si. Monto/smonto concerti, feste, eventi, fiere, cantieri, a contatto con il sociale, quello più ammaccato, sfruttato. lavoro con una massa di stranieri. e con gli insoluti dei grandi, tutto questo nutre la mia poetica. la mia libertà poetica.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, Inglese e da poco i primordi del francese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Il francese, con traduzione a fronte, come inizio di studi.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Che è a tratti inesistente. Che, con rispetto parlando preciso, andrebbero prima "insegnati" gli insegnanti. e non è una critica all'uomo. ma al sistema. se fatta con cognizione e fede, è una risorsa per i ragazzi che noi nemmeno immaginiamo.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Leggere libri di poesia è la mia vita, la mia vita nel solo interiore. è tutto.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    una cinquantina. tra nuovi e ripresi.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Affronto con primordi inizi libri di filosofia, in generale applicata al nostro tempo. Leggo biografie di personaggi che comunque cerco per chiudere un cerchio. libri che relazionano su un fatto storico, un mirato tempo accaduto.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Di gratitudine, di ammirazione, di seminale del tutto ciò che è accaduto dopo, a venire.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Credo siano summe, importanti, credo che ci sia un tempo per leggerli. un tempo di riposo, di quiete. non ora.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Difficile e forse riduttivo in me, fare nomi. tento di dire correnti. ho amato gli americani beat, sin ai giorni nostri. Tutti i surrealisti. ma veramente sarei riduttivo nel dire nomi. scusatemi.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Il primo di Simone Cattaneo, i Ferri del mestiere di Andrea Ponso, Sota la Guazà di Annalisa Teodorani.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Si. ritengo la poesia, sin dalla sua nascita, scambio di corpi nella sua avvenuta oralità. Compio letture ogni volta che riesco, sia per l'uscita di un mio libro. che per reading collettivi. amo leggere in pubblico.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    in parte di informazione. di nuova conoscenza. nuovi incontri. scambi di opinioni. e nel usare il social mio come un quaderno. ne più e ne meno che uno dei tanti quaderni da riempire.
  • 19. Hai un blog?
    No. lo ritengo un po' come fare la spesa e lasciarla fuori dalla porta.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    No. mi piacerebbe molto farlo.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    ci dovrebbe essere un poeta, e un altro, e un altro ancora. ma non è questo che serve. servono spazi pubblici, questo si, per i poeti. che poi andrebbero da soli, senza bisogno di ruoli.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    No. conosco un diverso amore pubblico della poesia fuori dall'Italia, questo si.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    400 battute non bastano per rispondere. Il pensiero, il vero prisma, è cambiare il sociale dell'uomo. l'umano che manca. li si dovrebbe intervenire. equilibrando ciò che accade, nell'animo dell'uomo. una mente libera crea percezioni eterne. se non abbiamo le braccia, gli occhi come possiamo avere un filo reale?